Ottodix

special

Ottodix Il video di Isole Remote in anteprima

09/09/2020 di Barbara Bottoli

#Ottodix#Italiana#Canzone d`autore

Il settimo album di Ottodix (Alessandro Zannier) si intitola Entanglement, un concept album che descrive il sociale col naturale, tra allegorie e metafore, quindi ricorrendo sia alla natura razionale che irrazionale per un viaggio scientifico ed antropologico che alla base ha indubbiamente una conoscenza molto radicata che si fonde con la forma poetica ed artistica dell'artista poliedrico che riscopre la geografia come scoperta umana, immergendovisi.
Isole remote è il titolo del brano presentato da Ottodix col relativo video che termina il tour virtuale dell'artista, il Live Home Serie dovuto al lockdown, che ha permesso di trasformare i live in riprese, riproponendo i brani come sarebbero stati eseguiti dal vivo, ma da casa. In realtà potrebbe sembrare che esista un collegamento tra il significato, veramente profondo, dell'album e le restrizioni primaverili a causa della pandemia; infatti ambiente, connessione e navigazione sembrano aver assunto significati diversi rispetto all'antichità.

  Grazie partecipazione di molti special guest: i DeltaV al completo (Carlo, Flavio e Marti), Livio Magnini dei Bluvertigo, Luca Urbani (Soerba/Fluon), Marco Olivotto e il chitarrista Ulrich Sandner, già presente nella versione originale dell'album, oltre a tutti i musicisti dell'Ottodix Ensemble, il brano si trasforma in è una sospensione nel quale  all'ascoltatore restano la calma riflessiva del mare e la curiosità della scoperta. Dopo aver navigato i mari del mondo e il caos del web, ogni eroe stanco di questa epoca frenetica approderà prima o poi alla sua isola silenziosa, lontano dal rumore, cercando di guarire dalla dipendenza dell'iper connessione. Ma le tentazioni e le connessioni sono a portata ovunque. E se da Okinawa un'anima gemella ci scovasse via web? Ci imbarcheremmo di nuovo, come Ulisse, perché si è sempre a caccia di una metà e di una nuova meta. Tante domande, dubbi esistenziali che accompagnano l'umanità, la stessa umanità che ha dovuto rinunciare alla libertà nei mesi scorsi, col bisogno di restare in contatto, sfruttando ogni mezzo di comunicazione, trasformando questo brano in una fotografia per i posteri.

  Come gli animali che migrano alla ricerca delle condizioni migliori, l'uomo ha solcato mari, costruito fortezze, abolendo la vera libertà a favore della iperdipendenza virtuale e, durante i primi ascolti di Isole remote, alla mente torna alla mente la citazione di Donnenessun uomo è un isola”, ma Ottodix unisce le distanze: “come me credi nei ponti tra le regioni distanti / ma come me fuggi sui monti dalle derive dei continenti”. I nove minuti di video accavallano onde, visi, suoni che, taltvolta, creano una bolla nella quale ci si rifugia per i numerosi quesiti smossi dal brano che travalicano la canzone, un testo che varrebbe come tale ed indipendente, tale da spingere a cercare vere risposte, ma che l'intensità della musica fanno dimenticare.

   Chi siamo? Dove andiamo? Razionalità? Sentimenti? Reale? Virtuale? Si sintetizzano nella disquisizione tra umanità come valore o come semplice “nome collettivo”; Ottodix è etereo, rumoroso nello smuovere i pensieri, melodioso nel porci nella realtà. Alla luce del lavoro si potrebbe affermare che la doverosa scelta del Live Home Serie possa collocare nel significato dell'album, tuttavia il tour vero e proprio prevedeva tra le altre cose, un concerto allo storico Depeche Mode Party Milanese ai Magazzini Generali, uno al Teatro Miela di Trieste come evento musicale di Trieste Città della Scienza 2020 (unica data ancora in salvo, posticipata a settembre), un'esibizione davanti all'antica Abbazia del Pero a Monastier (TV), un concerto in apertura ai Diaframma al Traffic di Roma, una combo Ottodix/DeltaV a Terenzano (UD) e la partecipazione come artista e musicista alla Biennale di Architettura 2020 (Padiglione Italia) rinviata da poco al 2021. 




Credits:

Concept, regia, montaggio e scultura: Alessandro Zannier

Mix & mastering: Flavio Ferri

Trucco: Cristina De Piccoli

 

Alessandro Zannier - voce

Loris Sovernigo - piano/synth

Antonio Massari - chitarra

Giovanni Landolina - chitarra

Stefano Petterson - perc. elettroniche

Mauro Franceschini - perc.elettroniche

Nicola Casellato - Violino

Mauro Bonicelli - violino

Luca Penzo - violino

Sarah Mazzoleni - viola

Isabella Bortoluzzi - viola

Elena Berti - violoncello

Stefano Soncini - violoncello

Giancarlo Giacomin - violoncello

SPECIAL GUEST:

Carlo Bertotti - piano

Flavio Ferri - synth

Marti - voce

Livio Magnini (Bluvertigo) - chitarra

Luca Urbani (Soerba/Fluon) - voce

Ulrich Sandner - chitarra

Marco Olivotto (Moonmusic) - voce

 

Label: Discipline (distributore Mastermusic)

Ufficio Stampa: Sfera cubica http://www.sferacubica.it/

 

Link:

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