Tom Waits

special

Tom Waits Amsterdam - Concertgebouw 4 Novembre 1985

07/12/2020 di Jimmy Ragazzon

#Tom Waits#Rock Internazionale#Songwriting

Nel giorno del suo compleanno, abbiamo deciso di festeggiare Tom Waits andando a ripescare nella memoria il concerto che tenne ad Amsterdam nel 1985.
Una Amsterdam fredda e piovosa, già invernale, attendeva tranquilla l’arrivo di Tom Waits, senza alcuna pubblicità, se non sui giornali specializzati, ma con tutti i biglietti venduti in sole sei ore di prevendita. Erano passati quasi sette anni dall’ultimo tour europeo e l’attesa era davvero grande, soprattutto per il nuovo corso della musica di Waits, intrapreso negli albums Swordfishtrombone e Raindogs.
Ed e’ un pubblico eterogeneo, fatto di conoscitori ed assidui frequentatori dei piccoli mondi raccontati da Waits, quello che si raccoglie sui gradini del Concertgebouw, il conservatorio di Amsterdam, per una serata che si preannuncia indimenticabile.
Una volta all’interno della splendida sala, la strana disposizione ed il tipo di strumenti sul palco, dà una idea della particolare atmosfera che si crea subito sulle note introduttive di Underground che ci presentano un Waits ammiccante, in camicia a righe e pantaloni neri, scarpe italiane a punta ed un piccolo Borsalino di feltro grigio che sposta in continuazione.
 
(Tom Waits Courtesy tomwaits.com - Ph. by Antony Corbin)

Il viaggio inizia subito, lungo le strade della sua mente popolate da meticci cubano-cinesi, marinai in procinto di salpare verso Singapore, piccoli boss italiani, cittadine astemie della campagna australiana, ragazze fuggite da casa in cerca di qualcosa che non conoscono. Ed anche  tristi call girls, hobos ed angeli della desolazione sulle orme di Jack Kerouac e le ispirazioni musicali del blues e di Cole Porter. Anche gli strumenti, tra cui alcuni inventati da lui,  ricreano l’atmosfera del sogno, del continuo susseguirsi di razze e culture, occidente ed oriente, con piatti balinesi, marimbas, glass armonica, calliopes e pump organs, lungo sentieri artistici tracciati da Howlin Wolf, Harry Partch, Hoagy Carmichael.

Si snodano cosi’ più di due ore di spettacolo, costellate da occasionali dialoghi con il pubblico, battute, storielle e piccoli scherzi che fanno di Tom Waits un perfetto entertainer. Sembra parlare sporco e rozzo cosi’ come canta con sentimento o suona il piano con estrema delicatezza, spesso accogliendo le molte richieste di un pubblico  attento e preparato.
Accompagnato da una grandissima band costituita da Marc Ribot alla chitarra e tromba, Greg Cohen al basso, Ralph Carney al sax, Steve Hodges alla batteria ed il funambolico Michael Blair alle più varie percussioni, ha scelto dal suo repertorio brani recenti e classici come Tom Traubert Blues29 dollars, Jersey Girl, Gun Street Girl, Downtown Train ed altri. 
 
Alcune canzoni tristi e spezzacuore, altre allegre, ricche di pathos, di assurdita’ ed aneddoti autobiografici, ballate, jazz, blues, mambo, teatro, ma con tuta la sua anima immersa in ogni brano. Richiamato a gran voce per tre bis consecutivi, ha concluso lo show con la dolcissima Time e tutto il pubblico in piedi a rendere omaggio ad un grande artista, poeta e cantore della strada. 
Alla fine, camminando verso casa sotto una pioggia sottile, incontro il mio amico olandese all’uscita del Paradiso, dove ha appena ascoltato Nico, la ex voce dei Velvet Underground ed il suo nuovo gruppo. Vorrebbe raccontarmi qualcosa, ma guardandomi, capisce che stanotte avrò ben altro per sognare…
 
Setlist:Underground, Walking Spanish, Jockey Full Of Bourbon, Big Black mariah, Downtown Train, Tango 'Till They're Sore, Ruby's Arms, Invitation To The Blues, I beg Your Pardon, In The Neighborhood, cemetery Polka, 16 Shell From A Thirty-Ought Six, Shore Leave, Raindogs, Blind Love, $29.00, 'Till The Money Runs Out, Jersey Girl, Christmas Card From a Hooker in Minneapolis, Step Right Up, Tom Traubert's Blues (Four Sheets To The Wind in Copenhagen), Red Shoes By The Drugstore, Singapore, Time