Michael Venturini

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Michael Venturini L'album Popolare fuori moda in anteprima

07/11/2021 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Michael Venturini#Emergenti#Alternative #britpop

Un colorato disco brit-pop al di la' di ogni moda, tra Beatles e Kinks, per raccontare come i tanti sogni della giovinezza naufraghino e/o si scontrino con l'assimilazione obbligata e inconscia dei modelli di un mondo in cui contano solo feste vacue, l'ipocrisia, la competizione, la non-comunicazione social e comprare a rate cio' che non ci si puo' permettere.
Oggi vi presentiamo un disco colorato e beatlesiano fino al midollo (e quasi fino al citazionismo) per sognatori ben consapevoli purtroppo di essere costretti a vivere e ad adattarsi, loro malgrado, ad un mondo materialista e superficiale: si tratta di Popolare fuori moda di Michael Venturini, che appunto si pone al di là delle mode con musica popular al di là delle mode e ci lascia il testamento pieno di nostalgia e disincanto dell’uomo pre-tecnologico. Il progetto viene presentato così: 

Il cocktail sonoro di Michael Venturini è quello di un musicista che, avendo vissuto tanti anni tra Inghilterra e Australia, sa sfruttarne le influenze musicali con consapevolezza. Dopo una manciata di singoli che mixano la spudoratezza di Kinks e Lemon Twigs con ritornelli dolceamari, l'artista di base romana è pronto a presentare il nuovo album. 

Ecco invece cosa dice sul suo disco lo stesso artista:

«Popolare Fuori Moda è il grido disperato di una voce (o più voci?) che compone questa nostra società ormai a pezzi, distrutta, che si nasconde dietro a feste, eventi sociali, estetica, grandi imprese aziendali e architettoniche; una società dove regna l'ipocrisia, la competizione e la diseguaglianza; dove esiste un solo grande dio, il mercato economico. 

La grande tragedia è che ormai trovare gente sincera, di valori, in grado di ascoltare, divertire spontaneamente e realmente competente è diventata l'eccezione, non più la regola. La società dell'uomo non sta fallendo, ha già fallito; ed ora siamo già dentro ad un cambiamento che ci consegnerà nelle mani della tecnica più spietata e del controllo più totale. 

Questo dunque vuole essere il testamento, forse uno degli ultimi, dell'uomo pre-tecnologico: un lascito pieno di paure, lacrime e rabbia nascoste dietro a melodie orecchiabili e spensierate certamente popolari, ma probabilmente anche fuori moda, trasformate in ansie autodistruttive, silenziose e discrete per non disturbare o rallentare il grande ritmo di quella che viene chiamata “evoluzione".»

In marcette vivaci e ballate retrò si nascondono storie di malaugurata integrazione e assimilazione dei tanti odiati modelli borghesi, per cui si finisce per non riconoscersi più: è il caso di Alibò nell’omonima canzone, che inseguiva “bellezza” e “forme poetiche”, ma si confronta con la disillusione e non ricorda neanche più aveva lasciato “genitori e paese nativo”, oppure è il caso di Roberto ne Il mondo degli adulti, a cui resta solo il ricordo della sua gioventù spensierata, laddove ormai è consapevole di essere diventato il tipo di persona che ha sempre odiato, il cui mantra quotidiano è “sgobbo pago ingrasso fingo e impreco” e il obiettivo ‘sistemarsi’ come tutti gli altri, con un matrimonio e l’acquisto di una casa (magari allegramente rateizzato come in Mr Moonlight).

In altri brani si trovano invece storie di incomunicabilità con chi diventa schiavo dell’estetica e di una non-comunicazione frammentata e stereotipata a colpi di insignificanti emoji (A modo mio); nell’artwork di copertina di Facciocosepunto, con colori à la Yellow Submarine, d’altronde il protagonista, anche lui ripreso da uno smartphone, urla come a scuotere un popolo di zombie, tutti concentrati esclusivamente sugli schermi dei loro dispositivi elettronici, o di vacui partecipanti all’ennesimo aperi-qualcosa in centro. Se si ha poco da condividere, intanto, non si può andare veramente lontano in una coppia: gli opposti attraggono, ma solo a metà, mentre l’altra con “il peso degli opposti respinge”, per cui si finirà per ricordare a fatica di avere il numero dell’altro nella rubrica (Associale).

Ancora tra i temi l’incoerenza tra ciò che si annuncia a parole e ciò che poi effettivamente si fa, l’arrivismo di chi si contende un “posto d’onore nella società”, l’ansia di adeguarsi a certi standard, anche vivendo al di sopra delle proprie possibilità economiche, la corsa al rassicurante posto fisso con “malattie e ferie pagate”.

Musicalmente Venturini si muore tra brit-pop, nostalgia per la british invasion anni ’60, bassi sinuosi, chitarre talora bluesy o lievemente psych, cambi di ritmo e sprazzi di fiati jazzati, a tratti quasi cabarettistici, ma che di solito sembrano piuttosto un’aura poetica, vento e respiro di un altro mondo e un’altra vita che non possono esistere più, di un passato di eleganza e bellezza che non può più tornare. In Santoku Miyabi si nota anche il contrasto tra ritmi placidi e snervati propositi folli di una strage, con tanto di lista di persone che non si sopportano più. Nel panorama nostrano l’ironia dei testi potrebbe ricordare a volte Silvestri, a cui rimanda un po’ anche il timbro vocale, oppure Brunori, ma lo stile del musicista è chiaramente esterofilo, per un disco fuori dal comune che fa riflettere su modelli che a volte ci sembrano scontati, oppure scelti liberamente, e invece sono segni del trionfo della società consumistica occidentale su sogni che si rivelano illusioni.

L’album esce domani, 9 novembre, con distribuzione Artist First / Costello's.

Buon ascolto!

Tracklist

  • Alibò
  • A Modo Mio
  • Dici A Poi Fai B
  • Associale
  • Le Stanze Della Mente
  • Santoku Miyabi
  • Il Mondo Degli Adulti
  • Mr Moonlight


Crediti

Produzione: Michael Venturini con la partecipazione di Luca Di Cataldo (Weird Bloom)
Registrato presso POM POM STUDIO (Roma)
Mix: Edoardo Elia
Master: Filippo Strang (VDSS Recording Studio)
Artwork: Facciocosepunto


Biografia

Michael Venturini è un cantautore popolare influenzato dalle sonorità nostrane, americane e inglesi.

Attivo da molti anni nella scena underground, realizza diversi LP e singoli in lingua inglese, senza però rilasciarli pubblicamente; nel frattempo si esibisce parecchio dal vivo sia in Italia con la sua prima band, The Albion, che soprattutto a Londra e in Australia, dove vive per 6 anni. Tornato in Italia poco prima della pandemia conosce Edoardo Elia e Weird Bloom che lo aiutano a produrre il suo debut-album.

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