Fiuri

Fiuri

un bar, un luogo, a Milano, tra fiori e caffè.


07/11/2019 - di Mauro Musicco
In questa modernità accelerata, in un mondo culturale viziato dall’eccesso, la velocità, ci sono spazi di resistenza alla fretta, alle mode, all’omologazione e anche a tanta dilagante stupidità.
Da qualche tempo, in Mescalina, stiamo meditando sulla necessità di interessarci anche ai luoghi nei quali vive ciò che più amiamo e di cui ci occupiamo: musica, letteratura, fotografia, cinema. Un interesse per gli spazi che frequentiamo e che nasce in ragione di chi ogni giorno mostra un medesimo impegno, coraggio, testardaggine nel proporre qualità, creatività, e senso sociale. In questa modernità accelerata, in un mondo culturale viziato dall’eccesso, la velocità, ci sono spazi di resistenza alla fretta, alle mode, all’omologazione et anche a tanta dilagante stupidità.  Da qui nasce l’interesse, non di meno c’è anche il desiderio, l’ambizione, diciamo pure l’utilità per Mescalina di dar maggior vita e traduzione sensibile alla nostra rivista virtuale. Così, una maggiore attenzione ai luoghi diventa anche apertura, vicinanza, confronto con chi ci segue nel mondo reale, consapevoli che una proposta culturale ha bisogno del cimentarsi in vivo con cose, persone, situazioni.

 Certamente, in questa esplorazione, guardiamo a Milano perché è qui che con maggiore frequenza ci muoviamo. Qui i concerti, i cinema, i teatri, le librerie, i locali, dove concretamente si muovono i redattori, i fotografi, i cinefili di Mescalina. Milano, pur nella velocità del suo e nostro tempo, offre ancora una relativamente ampia gamma di posti che intrecciano intrattenimento, proposta, e incontro, luoghi dove l’umano non è stato ancora definitivamente sopraffatto da solitudini, schermi giganti, falso glamour,  socialità impasticcate se non veri e propri locali non sense.

Questo ci spinge a dire di Fiuri, luogo accogliente, bello, insistiamo, reale e che sta Milano nel quartiere Isola[1]. Vogliamo dire di Fiuri perché è con Loro, con Laura e Fernando che a partire da Novembre collaboreremo per realizzare occasioni di incontro, di valorizzazione, di promozione a quanto più ci sta a cuore. Diciamo subito che nell’aspetto come nella sostanza Fiuri è un bar, ma forse, guardando meglio, è anche di più. Il nome di per sé è già interrogativo. Fiuri vuol dire semplicemente “fiori”, in calabrese. Da quella terra, con orgoglio, vengono i suoi giovani gestori. Il loro legame con la Calabria è forte, praticato, tuttavia - piedi ben piantati - nel presente e nel futuro di questa città, l’hanno amata e fatta propria. Ne hanno accettato lo spaesamento, ne hanno colto il ritmo, soprattutto hanno compreso la qualità essenziale di questa città: quella di accogliere il nuovo, di incorporarne l’intenzione se valida e determinata. 



Nel caso di Fiuri il nuovo è stato accostare un fiore al sapore del caffè. Flower And Coffee, appunto.  La formula non poteva essere più azzeccata per un quartiere che sebbene non sia il Greenwich Village, tuttavia ne condivide il karma aperto, indisciplinato, curioso. Un quartiere che pur non essendo più periferia non si è ancora allineato alla limitrofa, verticale superbia del Centro Direzionale e neanche al più blasonato, fluviale imbecillimento dei Navigli. Storicamente l’Isola è un quartiere attestato nella trincea della ferrovia Garibaldi, da qui ha fronteggiato la Milano vorace che ha combattuto, con la quale ha perso senza esserne vinta. Ecco Fiuri sta lì, o qui se volete, ma a sua volta posto su un analogo confine, invisibile, quell’affaccio al quartiere rappresentato da Piazza Fidia che solo occhi meneghini riescono a leggere.

Per quanto ci riguarda, entrare da Fiuri, salutare i gestori, ricevere un sorriso, sedersi a un tavolo, piano in marmo sorretto dalla struttura di una vecchia macchina da scrivere, chiedere un caffè, vederselo servito in due tazzine della nonna, girar la testa e cadere con lo sguardo su un vecchio giradischi e sulla copertina di un vinile di Jimmy Rogers è stato tutt’uno.  

Ci siamo detti quello che Ry Cooder disse di Milano a David Lindley quando venne al Palatrussardi: “A Good Church!”, una buona chiesa.



Ecco Fiuri è una buona chiesa e le chiese, comunque la pensiate, sono sempre ottimi luoghi per sostare, avere un pensiero proprio, intimo ma anche l’incentivo a un sentire chi vi sta accanto. Luoghi come questi sono centri non intersezioni. Per questo motivo Vi inviteremo da Fiuri senza interesse alcuno se non quello di promuovere luoghi come questo, per far circolare qualche parola, qualche suono, qualche idea di quelle che ci piacciono.

Al Giovedì, non tutti i Giovedì, per un aperitivo.

 

[1] Fiuri – Flower and Coffee è a Milano nel quartiere Isola all’incrocio tra Piazza Fidia e Via Cola Montano.