Hope At The Bus Stop

special

Hope At The Bus Stop L'album And a Thousand Other Things in anteprima

07/02/2021 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Hope At The Bus Stop#Emergenti#Alternative

Un disco ricco di suggestioni cinematografiche, dalle sonorità che spaziano dal folk al rock, da arpeggi introspettivi ad atmosfere tese, tra immagini efficaci, riflessioni esistenziali, amori e sci-fi.
Oggi vi presentiamo in anteprima il primo album della band indie-rock padovana Hope at the Bus Stop, pubblicato dall’etichetta indipendente Iohoo Records e intitolato And a Thousand Other Things, un lavoro dalle sonorità esterofile ed evocative, cangianti e imprevedibili. Il disco è percorso da molte suggestioni cinematografiche, che spaziano da film western a Into the Wild (a cui si ispira The High White Mountain), da Wes Anderson a Spielberg, a cui si sono ispirati per la misteriosa nebbiolina di A King of Dancing Mist; le canzoni sembrano allora mutare atmosfere proprio come se seguissero le scene di un film, per cui da chitarre elettriche umbratili si passa a leggere tensioni enigmatiche, da linee di basso anni ’80 si passa a un folk a stelle e strisce o a un rock più deciso e determinato, da arpeggi pensosi e introspettivi a ritmi coinvolgenti.

Melodie e synth più dolci e sognanti si affiancano a crescendo ritmici da ammiratori e ascoltatori dei National; accelerazioni fulminee e rallentamenti sono molto frequenti in questi pezzi, in cui nelle interpretazioni non mancano momenti più teatrali o vocalizzi vagamente “smithsiani”, o code vocali à la Pearl Jam (v. il finale molto “vedderiano” del pezzo conclusivo, Walloping). Le chitarre acustiche a volte cullano luminose, altre scandiscono i pezzi con un sapore placido, caloroso e genuino, che ricorda gli amati ascolti di alt-americana e folk-rock.

Nei testi si spazia da inquietanti situazioni sci-fi, come quella della canzone iniziale, tra alieni e il silenzio spettrale di una città bombardata, a domande e immagini esistenziali, come in questi bellissimi versi di Dreams as Dresses:
Is this life mine? Is this life time like a report I once asked for but left unread on the desk?
Photographs scattered on paths, I’ve written dozens of wills, then scattered them on the hills
”.
Ancora si parla della paura di deludere, di relazioni pericolose, amori sotterranei, tradimenti e difetti, di sogni che scompaiono, del desiderio di percorrere il mondo per scoprire la propria vera identità e di contro del tema chiave di Into the Wild, cioè che in realtà la felicità forse è tale solo se condivisa. Tra metafore e immagini naturali, epifanie e storie d’amore bizzarre e altalenanti, il gruppo ci dipana scorsi del suo immaginario e della sua visione della vita.



Gli Hope at the Bus Stop nascono a Padova nel 2013 come duo di cantautori, prima di trasformarsi in una band completa, gradualmente, tra il 2014 e il 2015. Dopo aver pubblicato due EP con l’etichetta indipendente Iohoo Records, ottengono passaggi radio locali e aprono concerti per artisti italiani come Mesa e Roberto Dell’Era. Come già ricordato, And a Thousand Other Things, è il loro album di debutto.

Foto: Lorenzo Badin
Artwork: Dunia Maccagni
Co-produzione e mix: Cristopher Bacco
Registrato presso Studio 2 di Padova
Master: Andrea De Bernardi - Eleven Mastering

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