Caruana Mundi

Caruana Mundi

Biocrazia in streaming


05/07/2018 - di Barbara Bottoli
Biocrazia è il terzo album in studio dei Caruana Mundi che già dal titolo vuole indagare il rapporto tra politica e vita, il cui legame sembra essere deleterio per ogni specie. In un susseguirsi attento, esplorando le coste ed i paesi, annusandone i profumi naturali e gli odori dello sfacelo, osservando i colori naturali e coprendo tutto con colori cupi per le lotte, i Caruana Mundi regalano un album talmente realistico da doversi proteggere con la traccia finale e quella iniziale, alla ricerca della meditazione indispensabile per capire a che punto è il mondo globale.
Sedersi sulla linea di confine tra il deserto e il mare, nel punto di incontro tra il ghibli e la brezza marina, scrutando l`infinito umano, con la sabbia dei disordini umani che invade gli occhi e la secchezza delle labbra impregnate di salsedine che non permettono di gridare ciò che sta accadendo. In questa descrizione su una sponda qualsiasi che si affaccia sul mare sconfinato si potrebbe collocare il terzo album in studio dei Caruana Mundi, Biocrazia (Seltz Recordz/Audioglobe/Believe) in uscita il 20 luglio 2018 che contrappone la perfezione naturale con l`imperfezione deleteria umana che intacca inesorabilmente quell`infinito animale che viene riportato sulla copertina dell`album e che, forse, doveva essere nei progetti ancestrali di qualsiasi forma scientifica o divina della creazione di questo mondo; un mondo che appare naturalmente studiato ad hoc e che nella realtà viene sgretolato su diversi fronti, dimostrando la mancanza del senso morale-civile dell`animale sociale.

   Dieci tracce calde come il vento e immagini sinuose come le ombre che si allungano al tramonto, celando le immagini della contemporaneità, ma con la forza del dialetto siciliano, la musicalità araba e la lingua inglese della globalizzazione che si trasforma in contrario rispetto al suo significato, diventando tutto forchè unificazione. Una distruzione in toto, tra I soldati dello Shah che in un post-punk di base narra le vicende arabo-musulmane tra spose-bambine e l`”egira” che segna la nascita dell` “umma”, fino alla perdita di senso delle festività in Canzone di Natale contraddistinta da suoni propri delle strade illuminate che fanno dimenticare che le luci dovrebbero celebrare “la festa di qualcuno di importante”, ma sono solo insegne di negozi che hanno creato il business celando senso più profondo, coprendolo di ipocrisia. I Caruana Mundi nascono come osservatori e, col procedere del lavoro, diventano una voce unica di protesta contro questa unificazione fittizia, che sembra tendere solo ai mercati, creando maggiore individualismo nascosto dallo sgretolamento delle fondamenta del popolo umano e universale,ora sembra che ognuno da queste polveri di distacco abbia come unico interesse salvare se stesso, aggrappandosi agli altri solo per salvarsi prima di essere soffocato dalla massa, perchè la gente diventa massa di identità irriconoscibili, accumunate solo da etnia e da potere economico. Il viaggio tra Damasco, Kabul, Tripoli, Catania immerso nei profumi e l`argento che scorre tra le note, con immagini descritte dai testi attenti, forti e senza creare sensazionalismo, ma solo raccontando la brutale realtà di un mondo che dovrebbe fermarsi a ricreare la Biocrazia, eludendo la gestione meccanica data dagli schemi nel quale si è inseriti, e la speranza che la consapevolezza, anche solo nata da un ascolto attento di un album così sincero possa creare un punto di partenza per un effettivo stop e unione verso una vera concezione umana.

   I Caruana Mundi tra Shavasana, cioè la riscoperta delle pulsioni vitali e Al Qamar, traccia dedicata alla luna, quindi anche alle credenze antiche e il senso di sipirazione dell`astro puntano all`etereo, come viaggio simbolico iniziale e finale, come partenza e arrivo per la civiltà, ma nel mezzo agglomerano tra ritmi etno-folk e a tratti psichedelici, una voce calda e sicura, certa di ciò che sta raccontando, con la nettezza della realtà che spicca nel brano più attuale per le immagini che ormai ci vengono presentate quotidianamente: Migranti con la voce dell`artista hip-hop ghanese S-Blo a aprire e chiudere il brano che parla di Africa e mare, binomio ormai indissolubile, e che come un mantra di elogio funebre ripete “ricordi in giorni in Africa / a Tripoli /esiste ancora l`Africa / dimmi di si / che avete fatto all`Africa /chiedi al mare lui lo sa /lui che accoglie i figli suoi”. Il coraggio dei Caruana Mundi si espleta anche nella scelta del video Quando l`estate verràche cavalca un vento che mescola speranza e malinconia, in un’illusione di felicità” e ha anticipato Biocrazia in uscita in pieno periodo di spensieratezza estiva, ma avvicinarsi a questo lavoro richiede una totale apertura dell`ascoltatore che può far propria una possibilità di riflessione.

 


Biografia

Caruana Mundi nasce in Sicilia nel 2004 dall’incontro tra Giambattista Maria Rosso, Massimo Martines, Stefano Meli e Ugo Rosso e inizia la propria carriera musicale con il nome di Officina Zuleima. L’anno successivo, la band esordisce per la prima volta in pubblico, con il nome di Caruana Mundi proponendo sonorità etno-rock e testi multilingue (arabo, italiano, dialetto siciliano). Tra Marzo e Giugno 2006, Caruana Mundi registra il suo primo disco in studio, un EP dal titolo Zuleima, contenente quattro pezzi (Settembre, Zuleima, Qamarata, Radio Tunis) e stampato in 100 copie ognuna numerata. Il 2007 vede nascere la Kalimat Music, etichetta indipendente fondata dal gruppo stesso. Il 14 Maggio 2008, la nota trasmissione radiofonica Demo Rai di Radio 1, manda in onda Radio Tunis e Malatu d’amuri definendo il sound del gruppo "una miscela di spezie che regala emozioni". A luglio dello stesso anno, in occasione del Lamezia Demofest, la redazione di Demo Rai assegna loro il Premio Miglior Demo dell’anno. A novembre 2010 esce autoprodotto Il Cucitore di tende, un album antologico che evoca il lirismo di Omar Khayyam, il poeta persiano autore delle celebri Quartine e che contiene 13 brani tra cui 7 inediti composti durante gli ultimi tre anni d’attività. A Febbraio 2014, dopo un anno di intensa attività concertistica, di registrazioni e di lavoro in studio arriva Angeli, dannati e anime sospese. Liberamente ispirato al viaggio ultraterreno di Dante, il disco si compone di 9 tracce, tre per ogni regno dell’oltretomba. Una rinnovata anima rock permea l’intero lavoro, impreziosito da avvolgenti suoni elettrici, ritmiche originali ed echi di poeti maledetti (Baudelaire, Lermontov, Abu Nuwas). Suoni scuri, distorti, a tratti psichedelici, ammantati da slide e riverberi fanno da contrappunto a testi che danno voce a figure inquiete e in cerca di salvezza, parte di un universo sonoro che sublima nella ricerca della felicità e dell’amore. Nel 2016 la band torna in studio e inizia a lavorare al terzo disco Biocrazia, prodotto da Kalimat Music, che esce a luglio 2018 per Seltz Recordz.

Link

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http://www.viceversarecords.com/

 

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