Etichette Discografiche

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Etichette Discografiche Breve storia delle etichette discografiche

05/04/2021 di Sara Bao

#Etichette Discografiche

Questo articolo e ' la prima parte di una serie dedicata alla storia di alcune delle maggiori etichette discografiche, ma prima di cominciare non possiamo prescindere dal parlare di come sia nato il microsolco definito LP o 33 giri.
Parte 1: Columbia, Decca, Atlantic Records

Gli esordi

Il primo sognatore che ha intuito la grandezza di questa potenziale nuova tecnologia è stato Edward Wallerstein, direttore dell’etichetta americana Columbia Records (di cui parleremo più specificamente in seguito). La sua idea era quella di riuscire a immagazzinare su un singolo disco almeno 17 minuti di musica per ogni lato. Dopo numerose difficoltà dovute alla crisi economica, nel 1947 Wallerstein aveva finalmente tra le mani un disco che conteneva ben 22 minuti di musica per lato e che bisognava  riprodurre alla velocità di 33 giri e un terzo. L’obiettivo era stato raggiunto!
Da citare è sicuramente la conferenza stampa tenutasi a New York nel ’48 per presentare questo nuovo prodotto. In quell’occasione Wallerstein e alcuni ingegneri che avevano lavorato al progetto hanno danno vita ad una dimostrazione alquanto singolare: da una parte del palco hanno piazzato una pila di 78 giri che raggiungeva i due metri e mezzo, dall’altra hanno invece sistemato una torretta di ben 101 LP che misurava poco meno di 40 centimetri. Era lampante: la novità pratica e sottile del 33 giri avrebbe presto soppiantato il pesante e ingombrante nonno a 78 giri. 
Wallerstein, dotato di grande intuito e intraprendenza, ha compreso al volo il potenziale del microsolco e, anticipando tutte le altre etichette discografiche, ha radunato tutte le registrazioni dei 78 giri e le ha fatte incidere subito anche a 33, in modo tale da essere pronto quando la nuova tecnologia avrebbe cominciato a diffondersi in modo massivo. 

COLUMBIA RECORDS

Qui sopra, introducendo il discorso della nascita del microsolco, di fatto abbiamo già accennato alla Columbia Records, una delle più importanti case discografiche di tutti i tempi. Ma la Columbia non è da ricordarsi solamente per l’invenzione del 33 giri. Questa etichetta, caratterizzata da una spiccata lungimiranza, è da ricordare anche per l’innovazione dell’arte delle copertine dei long playing portata da Alex Steinweiss.  Dobbiamo però fare un passo indietro e tornare a parlare dei cari e vecchi 78 giri. Fino a quel momento questi dischi venivano venduti in confezioni in similpelle che traevano spunto dai vecchi album fotografici e che riportavano solamente i titoli dei dischi sulle coste. Maneggiando questi raccoglitori, a Steinweiss si è accesa la lampadina: perché non trasformare ogni singola confezione in modo tale che ogni album promuovesse il suo contenuto? E così Alex è andato dal direttore e ha insistito per tentare questa nuova via promozionale stravolgendo la copertina del disco Smash Song Hits by Rodgers & Hart e disegnando le parole come fossero luci al neon in stile Broadway. Un successo: il disco già poco dopo l’uscita sul mercato ha superato abbondantemente le vendite di tutti gli altri album privi di grafica. Da quel momento in avanti tutte le case discografiche nel giro di un anno si erano aggiornate pubblicando cover disegnate. 

Ma le geniali idee di Steinweiss non finiscono qui perché nel 1948 ha avuto un’altra eccezionale intuizione: pensare ad una confezione totalmente nuova per il 33 giri,  il nuovo prodotto appena lanciato sul mercato discografico. Alex non ha perso tempo e ha ideato una custodia di cartone rivestita di carta su cui stampare a colori, con un grande spazio sul retro per le “note di copertina”, e dotata di una costa molto sottile in cui inserire il titolo dell’album che sarebbe stato leggibile anche se i vinili sarebbero stati disposti in pila oppure uno di fianco all’altro su uno scaffale. La Columbia, come abbiamo visto, è stata una pioniera nell’arte della costruzione del prodotto musicale e nel corso degli anni ha visto passare nel suo catalogo nomi molto importanti che hanno fatto la storia del Rock, ma non solo. Tra i tanti citiamo Bob Dylan, Bruce Springsteen e i Toto. 

DECCA RECORDS

Dagli Stati Uniti ci spostiamo ora verso l’Inghilterra, patria di un’altra celebre etichetta: la Decca Records. Questa casa discografica è stata fondata nel 1929 da Edward Lewis e nel giro di pochi anni è diventata un nome di punta nel settore grazie ad un folto catalogo sia in ambito di musica classica che leggera, arrivando persino ad autodefinirsi “The Supreme Record Company”.
A metà degli anni ’40 la Decca ha inaugurato la FFRR (Full Frequency Range Recording), una nuova tecnologia per registrare il suono, una sorta di primordiale tecnica stereofonica.

Questa etichetta si è “sdoppiata” su due sedi e due mercati differenti, uno inglese e l’altro americano, sperimentando tattiche promozionali e ambiti di registrazione differenti. Il ramo americano ha guadagnato forza nel campo del Jazz, assicurandosi nomi quali  Count Basie, Billie Holiday e Bing Crosby; del Country, incidendo la musica di Loretta Lynn e Patsy Cline; e del Blues accaparrandosi ad esempio il talentuoso Louis Jordan. Negli anni ’50 la Decca di oltreoceano ha colto al volo le novità e ha fatto incidere un ragazzo bianco che di lì a poco avrebbe fatto esplodere il nuovo genere del Rock’n’Roll: Bill Haley con la sua Rock Around The Clock ha bruciato le classifiche vendendo oltre 25 milioni di copie.
Sul versante inglese invece le cose hanno preso una piega fatale: nel 1962 i talent scout della Decca hanno commesso un gravissimo errore sbattendo fuori dalla porta i quattro ragazzi di Liverpool che sarebbero poi diventati celebri in ogni angolo di mondo col nome di Beatles.
Un anno dopo i capi dell’etichetta non si sono persi d’animo e hanno cercato di rimediare al misfatto offrendo un contratto discografico ai giovanissimi Rolling Stones che hanno accettato, ridando slancio alla Decca anche in patria.  

Oltre agli Stones, nel catalogo Decca negli anni sono passati altre pietre miliari della musica, come ad esempio, Ten Years After, Them, John Mayall e The Animals. 

ATLANTIC RECORDS

Dopo aver fatto una capatina in Inghilterra, è tempo ora di tornare negli Stati Uniti, più precisamente a New York, città in cui ha tutt’oggi sede la Atlantic Records. Questa casa discografica è stata fondata nel 1947 da Ahmet Ertegun e Herb Abramson e fin dall’inizio è stata in grado di cavalcare l’onda rivoluzionaria della novità socio-culturale sprigionata dal microsolco.
Nata inizialmente come etichetta di Rhythm & Blues per dischi a 78 giri, la Atlantic ha saputo poi oltrepassare questo confine di genere affermandosi prepotentemente nel momento in cui ha fatto la sua comparsa l’LP: sul versante R&B hanno continuato a incidere artisti come Artetha Frankiln e Wilson Pickett, mentre al contempo si sono spalancate nuove opportunità nell’ambio del Jazz con John Coltrane, Charles Mingus e The Modern Jazz Quartet, ma anche nel Pop e pian piano nel Rock con gente come i Buffalo Springfield o Crosby, Stills & Nash. Fino a metà anni ’60 quindi, questa etichetta è rimasta un punto di riferimento, a prescindere dai generi musicali.

Nel 1967 la Warner Bros Records ha acquistato la Atlantic, ma ciò non ha comportato grossi danni perché questa longeva etichetta ha saputo comunque mantenere salda la propria identità e l’alta qualità del suo catalogo. 

To be continued..