Francesco Cavecchi

Francesco Cavecchi

Il video live di Andare


04/07/2018 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Dal vivo un brano molto delicato tratto dall’album di debutto di Francesco Cavecchi, “Carsico”: la canzone si intitola “Andare” ed è un addio per una persona cara, scomparsa a causa di una malattia incurabile, un ricordo della sua compostezza, della sua forza e della sua dignità e l’invito ad andare avanti, nonostante la sofferenza e un addio mancato.
Oggi vi presentiamo la versione live di uno splendido brano tratto dal disco d’esordio di Francesco Cavecchi: si tratta del brano Andare, che mostra tutta la delicatezza e la classe del cantautore torinese. Il pezzo è presentato così:

Un canto d`addio per una persona molto cara, uccisa da un male incurabile. Le strofe ne ricordano l`umanità comprensiva e generosa, la titanica compostezza di fronte alle difficoltà della vita, la dignità quasi solare degli ultimi giorni. Nel ritornello si immagina un dialogo postumo e l`esortazione ad “andare”, comunque sia.

Nella canzone ritroviamo così la forza e il coraggio nell’affrontare le tempeste della vita. Ora che questa persona cara non c’è più, l’invito è a stringere i denti, anche se “il sangue riconosce le lame / la notte le promesse nascoste”, nonostante gli accordi siano in minore e le “labbra segnate”: bisogna andare, anche se nel “livore assordante di un mattino assolato”, anche dopo un addio mancato e “un saluto sfiorato”. Il brano ha un’impalpabile grazia folk, mentre la voce di Cavecchi a tratti ricorda il graffiato di Finardi; rappresenta l’anima più introspettiva e nostalgica del disco Carsico, pubblicato lo scorso marzo. L’album “si dipana lungo i meandri dei ricordi del cantautore, che incontra e racconta luoghi e persone, rendendoli “musicali e struggenti” attraverso un approccio cantautorale alla scrittura”. Tra i temi delle canzoni “la solitudine, le occasioni perdute e la difficoltà a relazionarsi con l’Altro” e a trovare il proprio posto nel mondo, argomenti che ben si coniugano con “tappeti sonori armoniosi e delicati”, e ancora lo scorrere del Tempo e l’impossibilità di fermarlo e afferrarlo. Tra le letture che invece hanno ispirato Cavecchi, così come la pianista Anna Barbero con cui il cantautore ha lavorato, ci sono state invece nomi come Baudelaire, Cortazar, Federico García Lorca e Gamoneda. Ha osservato la nostra Laura Bianchi sull’album:

Scritto e composto assieme alla pianista Anna Barbero, che ha inoltre curato interamente due brani, l`opera, in nove tracce, presenta un`attenzione quasi maniacale per i dettagli, sia nella composizione dei testi, sempre attenti a non eccedere, e tesi a realizzare una completa comprensione del loro messaggio, sia nell`esecuzione dei brani, sia negli arrangiamenti, in cui grande importanza assumono le voci e il modo in cui si intrecciano fra loro.

Cavecchi guida l`ascoltatore nel suo mondo;
 Carsico raccoglie pezzi scritti dall`artista dai suoi 25 ai suoi 35 anni, periodo importante per la vita di un uomo, che diventa tale, abbandonando le illusioni della giovinezza, ma facendole diventare materia di poesia, e di sogni. […]
Un progetto che spazia, negli echi, all’interno della migliore scuola cantautorale (come in quelli degregoriani di 
Non è per te), ma che tocca anche la lingua inglese, in Blow the Wind Southerly

Qui trovate la recensione completa all’album Carsico.  

Credits del disco

Testi e musiche di: Francesco Cavecchi e Anna Barbero

Musicisti:

Francesco Cavecchi: voce, chitarra acustica
Anna Barbero: pianoforte, harmonium
Cesare Mecca: tromba, flicorno
Matteo Piras: contrabbasso
Carlo Barbagallo: chitarre
Manuel Volpe: basso elettrico
Simone Pozzi: batteria, percussioni
Cecile Delzant: violino
Giulia Provenzano: cori

Prodotto, registrato e mixato da Manuel Volpe presso Rubedo Recordings, Torino

Credits musicali del video

Francesco Cavecchi: voce, chitarra
Federico Mao: chitarra
Sara Maraston: violoncello
Francesca Passerin: voce, percussioni
Anna Barbero: arrangiamenti




Biografia
L’esigenza, se non addirittura il desiderio quasi carnale di fare musica, per il cantautore torinese Francesco Cavecchi nasce dall’ascolto, sin da giovanissimo, dei grandi dischi folk: da The Freewheelin’ di Bob Dylan, a Nebraska e The Ghost of Tom Joad di Springsteen, fino ad arrivare a Pete Seeger, Woody Guthrie ed Eddie Vedder. Si avvicina quindi allo studio della tecnica vocale con Claudio Fabro e Andrea Rodini e ha poi collaborato con artisti torinesi quali Mario Congiu, Vito Miccolis e Eugenio Odasso. Dopo essersi dedicato per molto tempo alla ricerca di un suono crudo ed immediato che ben lo rappresentasse, ha seguito la necessità di sistemare i molti appunti e i pensieri figli degli ascolti o delle letture, tentando di organizzarli in musica. L’incontro con la pianista torinese Anna Barbero definisce musicalmente il progetto del suo disco d’esordio, Carsico, che ha visto la luce il 27 marzo 2018.

Link

https://www.facebook.com/FrancescoCavecchi
http://www.libellulamusic.it/

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