Laika Flee!

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Laika Flee! I testi dell'album di debutto Sorte

02/12/2020 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Laika Flee!#Emergenti#Alternative

Vi presentiamo i testi dell'album di debutto del gruppo di Terni, un profluvio accattivante e inquieto di tempeste elettriche, riff oscuri e malinconie post-rock; nei versi disorientamento, noia, angoscia, rimpianti da abbandonare, la necessità di razionalizzare, la consapevolezza che "a vivere ci si fa male".
Oggi vi presentiamo i testi dell’album d’esordio dei LAIKA FLEE!, nato in un garage della periferie di Terni, uno di quei luoghi apparentemente inospitali, freddo d’inverno e caldo d’estate, dove pure si cementano le amicizie, si crea un’atmosfera intima e nascono le canzoni. Il disco, che alterna brani strumentali a pezzi cantati, contiene tempeste soniche e sonorità distorte che a tratti ricordano i Verdena, fiumi di chitarre shoegaze, riff cupi tra alt-rock e malinconie introspettive post-rock. Si tratta di nove tracce presentate come un distillato di “musica emozionale, intensa, furiosa e sentimentale, piena di delicatezza e spigoli taglienti, un mix ansiogeno che, in un certo senso, si è rivelato terapeutico”.

In queste nove canzoni infatti si percepisce una cappa tenebrosa, a tratti quasi opprimente, di atmosfere oscure, magnetiche e inquiete; arpeggi acustici pensosi esplodono in un magma di chitarre elettriche. Esse appaiono spesso vorticose, o si rovesciano sull’ascoltatore in una piena bollente, mentre il ritmo stringe nelle sue spire senza scampo e senza luce; i rallentamenti accendono l’attesa di nuovi temporali elettrici, che a loro volta talora sfociano in inattesi suoni improvvisamente più sognanti.

In questo “viaggio tra quiete e tempesta” prevalgono soprattutto pezzi impetuosi e accattivanti; nei versi si parla dei rimpianti che emergono quando non si sceglie e si calpesta “la speranza, dando ragione a chi parla e non pensa”, della necessità di crescere e “razionalizzare per comprendere”, così come si esplorano il buio e l’angoscia, la forza che l’altra persona non ha avuto, oppure ancora il disorientamento e la noia. Emerge infine la consapevolezza che “a vivere ci si fa male”, così come si racconta la messinscena della felicità e pose come “passare i giorni di festa da soli”, finzioni e ostentazioni di cinismo e indipendenza, dietro cui si celano umane insicurezze. Potete ascoltare il disco poco più sotto.

Biografia

I LAIKA FLEE! sono una band alternative rock italiana che nasce nel 2014 quando Federico e Thomas iniziano a tirare fuori la propria rabbia in sala prove; il gruppo poi prende la sua forma definitiva nel 2016 dopo l'ingresso di Alessandro alla batteria.

La dinamica è la protagonista, un modo di creare musica che tenta di rispecchiare gli alti e bassi della vita, in modo diretto, senza girarci troppo intorno, passando da suoni ambient ad esplosioni che rasentano il noise.

I testi rappresentano la paura di non farcela, di non essere accettati o compresi e situazioni vissute “nel modo sbagliato".

Tutto questo è stato concentrato in un disco che è uscito ad ottobre 2020 e che si intitola Sorte, un lavoro sincero e schietto, suonato e registrato in un luogo che per cinque giorni è stato la loro casa, un’esperienza di vita che risuona nel disco attraverso le riprese dei suoni ambientali che li circondavano in quei giorni d’estate.

LAIKA FLEE!

Federico Madolini chitarre
Thomas El Honsali basso, voce
Alessandro Medori batteria, voce
Prodotto da LAIKA FLEE! e Giovanni "Giangi" Natalini
Registrato e mixato da Giovanni "Giangi" Natalini e Alex Sciamanini presso Metrodora Headquarter
Masterizzato da Marco Testa presso Sinusoide Studio



I testi del disco

Rimpianti

Abbiamo scelto la strada dei rimpianti
Delle notti senza luci in cui ti schianti per abbattere l’ansia di stare bene
E farci male da soli odiando il sangue nelle nostre vene 

Abbiamo calpestato la speranza dando ragione a chi parla e non pensa
Ci siamo fatti fregare la possibilità di scelta
Scrivendo al buio una lettera aperta pregandolo di venirci a prendere
Negandoci la scelta di comprendere

Padre ti prego ascoltami non è che non ti apprezzo
Padre comprendimi se arriva il collasso
Padre ti prego ascoltami non è che non ti apprezzo
Padre comprendimi se arriva il collasso
Non ho più rimpianti


Supereroi


Raccontami com’era essere felice credendomi migliore
Convincimi che è giusto anche bruciare le tappe per essere all’altezza

Lo sguardo tenta di raccontare una storia che ha poco di eccezionale
E ci auguriamo che il tempo ci lasci dei ricordi solo l’incanto

E ammazzerai tutti i supereroi
tutti i supereroi

E ammazzerai tutti i supereroi
Devi razionalizzare per comprendere

Buio

E nuoterò nel nero
Dove di me stesso trovo una copia
SE smetterai di cercare
L’entusiasmo nell’angoscia 

E sento il peso di quella forza che non hai avuto
L’ho tenuta in spalla per l’ultimo saluto
Me lo saprò gridare addosso ogni volta che ci penso 

La tua zona di comfort è lontana da me

La tua zona di comfort è lontana da me

Cosa vuoi?

Non ho capito cosa cerco
Tengo cose in bocca ma non sento il gusto
Tante rabbie senza una verità e la noia che mi fotte il cervello

Non ho capito cosa cerco
Con i denti in bocca mordo solo il ghiaccio
Non so che cosa penso, non significa che io non penso niente

Davanti al tuo gran finale
Ho le gambe coperte di stenti
Passa presto la voglia di cambiare
E se resti
E se resti

Assomiglierò a ciò che vuoi
Con la mia faccia schietta
Che cosa vuoi?
 

Non sei la sola

Ti guarda ma non intrattiene
Ha tanti amici perché reprime
La tranquillità diventa violenta
Con la cattiveria della sera

Le sue ragioni la fanno meno bella
Le sue ragioni la fanno più vera
Ma passa veloce
Se passa la notte

Vestita di stili diversi
Non riesce a combinare le sue tante sfumature
È stanca e lei lo sa che a vivere ci si fa male 

Le sue ragioni la fanno meno bella
Le sue ragioni la fanno più vera 

Andrà tutto bene

Continueremo a guardarci allo specchio per sentirci accettati
Suoneremo il clacson come gli 80enni perché non abbiamo più tempo
Compositori della realtà
Passare i giorni di festa da soli, per attirare l’attenzione

Cosa dici a tutti quelli che ti credono felice?
Cosa dici a tutti quelli che ti credono felice? 

Non c’è risposta migliore sempre
Stare bene è un luogo comune
E se piangi non te lo scordare mai
Anche quando avrai le rughe in testa

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