Montreux Jazz Festival

Montreux Jazz Festival

Montreux e il suo Festival: incantevole paesaggio sonoro.


02/07/2019 - di Raffaella Mezzanzanica
Alla scoperta di Montreux e della cinquantatreesima edizione del Montreux Jazz Festival
Montreux è una bellissima cittadina svizzera situata sul Lago Lemano, nel cantone Vaud, e per questo si merita l’appellativo di capitale della Riviera Vodese. Il panorama che si gode da Montreux è mozzafiato: il lago, i bellissimi vigneti terrazzati di Lavaux a cui è stato conferito il titolo di patrimonio UNESCO già dal 2007 e le Alpi. E’ certamente un piccolo angolo di Paradiso. Per questo non stupisce che numerosi personaggi di fama mondiale abbiano scelto proprio questo luogo come residenza: Freddie Mercury e Charlie Chaplin ne sono stati il principale esempio.

E’ innegabile che la musica sia parte integrante del DNA di questa bellissima città.

I Queen e, soprattutto Freddie Mercury, hanno avuto un legame profondo con Montreux. Freddie Mercury ci ha vissuto per anni. Qui i Queen avevano uno studio di registrazione (i Mountain Studios, dove, tra l’altro è stata registrata anche Under Pressure con David Bowie). La città ha ricambiato l’amore e il rispetto che il frontman dei Queen le ha riservato, dedicandogli un bellissimo memoriale. Per chi avrà la curiosità di visitarla e entrare nel mondo dei “Queen a Montreux”,  ci saranno almeno due incredibili possibilità: il Freddie Mercury Memorial, la statua che rappresenta Freddie Mercury nella sua classica posa con il braccio alzato e con lo sguardo rivolto verso il lago. L’altra, imperdibile e assolutamente consigliata, è quella di entrare nel Casino e visitare (gratuitamente) il Museo “Queen: The Studio Experience”, inaugurato da Brian May il 2 dicembre 2013.
L’album Made in Heaven è ispirato e dedicato a questa città e alla sua incantevole bellezza: un disco magico, l’ultimo registrato da Freddie Mercury, ormai molto malato, con la band, nel 1995. Un album che contiene, tra l’altro, brani come I Was Born To Love You, You Don’t Fool Me, A Winter’s Tale, la meravigliosa Mother Love e, ovviamente, il brano omonimo Made in Heaven.

 
Montreux è la somma di tutto questo: il lago, i vigneti, i paesaggi, Charlie Chaplin e i Queen ma, soprattutto, questa città è legata a una manifestazione che, da anni (cinquantatre  quest’anno per la precisione) ospita e unisce artisti, generi musicali e pubblico tra i più diversi: il Montreux Jazz Festival.

Jazz e generi musicali tra i più diversi: contraddizione in termini? Assolutamente no. E vorrei spiegare il perché.

Il Montreux Jazz Festival fu ideato nel 1967 da Claude Nobs, René Langel e Géo Voumard e, da allora, ha sempre avuto un ruolo fondamentale e di primaria importanza tra le maggiori manifestazioni musicali in Europa e nel mondo. Nel corso degli anni, il Montreux Jazz Festival ha ospitato artisti appartenenti a tutti generi musicali, dai più classici all`avanguardia, avendo sempre e comunque un focus fondamentale sul jazz e sul blues.
Il Festival è ricordato per performance passate alla storia: Nina Simone, Miles Davis, Ella Fitzgerald, Marvin Gaye, Prince, Leonard Cohen, David Bowie e Stevie Wonder.
Tre sono i luoghi “ufficiali” del Festival: l’Auditorium Stravinski, il Montreux Jazz Club e il Montreux Jazz Lab. Quest’anno si è aggiunta la Terrasse ibis Music, un vero e proprio palco costruito sul lago.

Claude Nobs, la vera mente creativa del Festival fino al 2013 (anno in cui, purtroppo, è mancato) era un vero amante della musica in tutte le sue forme e, da subito, diede la possibilità di accedere a questo incredibile palcoscenico a tutti. Certo, c’erano e ci sono i grandi nomi ma, alla fine, ancora oggi, dopo cinquantatre anni, l’anima del Festival sono i giovani a cui viene riservato il Montreux Jazz Talent Awards. Si tratta di una gara tra giovani artisti che propongono una visione sul mondo jazz del futuro, emblema di mix culturali e plasmato dall’uso di nuovi e innovativi strumenti. E ancora, ci sono i buskers, gli artisti di strada, che si possono incontrare e, ovviamente, ascoltare camminando sul Lungolago.

Si pensi che la prima edizione del Montreux Jazz Festival (1967) è stata realizzata con un budget di “soli” 10.000 franchi svizzeri.

Un’altra particolarità del Festival è l’attenzione per la qualità del suono. Tutti i concerti del Montreux Jazz Festival sono stati registrati, andando a comporre una collezione di più di 5.000 ore di musica “live” audio e video. Questa collezione è stata inserita nel Memory of the World Register dell’UNESCO. Sono stati pubblicati più di 400 concerti, inclusa l’incredibile esibizione di Nina Simone del 1976 e l’ultima apparizione pubblica di Miles Davis, avvenuta proprio al Festival nel 1991.

Il Montreux Jazz Festival è anche accostato a una serie di eventi, curiosità e aneddoti che hanno contribuito a renderlo famoso in tutto il mondo. Il più conosciuto è, senza dubbio, rappresentato dall’incendio scoppiato al Casino nel 1971, verso la fine di un concerto di Frank Zappa & the Mothers of Invention e causato da un razzo segnaletico sparato da uno spettatore. Questo particolare episodio è “raccontato” nel testo di Smoke on the Water, celeberrimo brano dei Deep Purple conosciuto anche per l’inconfondibile intro di chitarra: “We all came out to Montreux/on the Lake Geneva shoreline/To make records with a mobile/We didn’t have much time/Frank Zappa & the Mother/Were at the best place around/But some stupid with a flare gun/Burned the place to the ground/Smoke on the water and fire in the sky”.

E come ogni festival che si rispetti, anche Montreux è legato ai poster. Ogni anno, infatti, sin dalla prima edizione del 1967, artisti di fama mondiale, hanno “prestato” il loro talento per la realizzazione di immagini associate al Festival: Keith Haring (1983), Niki De Saint Phalle (1984), David Bowie (1995), Phil Collins (1998), Christian Marclay (2018). Due curiosità: il poster della prima edizione fu realizzato dal fotografo italiano Giuseppe Pino, mentre il concept per i tre poster di questa cinquantatreesima edizione è di Ignasi Monreal, giovane artista di origini catalane, che vanta collaborazioni con Gucci sin dal 2015 e che, per il Montreux Jazz Festival, ha tratto la sua ispirazione dalle strade di Madrid.

Alla morte di Claude Nobs, avvenuta nel 2013, Mathieu Jaton, classe 1975, è stato nominato CEO del Montreux Jazz Festival, con il compito di “traghettare” il Festival nel futuro, dando, al tempo stesso continuità, nel ricordo e secondo le intenzioni originarie del fondatore.

Negli ultimi anni, il Montreux Jazz Festival ha davvero rappresentato l’incontro di artisti, indiscutibilmente diversi e lontani anni luce gli uni dagli altri. Questo è stato anche il vero punto di forza della manifestazione, tanto che altri festival, focalizzati su generi specifici, si sono dovuti adeguare, nel corso degli anni, a questa nuovo modo di intendere la musica.

 
Che cosa riserverà il Montreux Jazz Festival quest’anno?

Gli artisti più importanti presenti in questa cinquantaquattresima edizione sono sicuramente Sir Elton John che, novità assoluta per il Festival, si è esibito domenica 29 giugno allo Stade de la Saussaz in una data del suo “Farewell Tour”. Il secondo artista è Sting che presenta “My Songs”.
Il programma è, comunque, formulato per incontrare tutti i gusti musicali: dai Rival Sons a Slash, dalla Kenny Wayne Shepherd Band agli ZZ Top, da Joan Baez che prosegue il suo “Fare Thee Well Tour 2019” a Thom York, da Robben Ford a Chilly Gonzales, dai Blind Boys of Alabama a Joe Jackson, da Terence Blanchard feat. The E- Collective a Chick Corea, da Bobby McFerrin agli Snarky Puppy.

E, nell’anno in cui le donne sono protagoniste assolute della scena musicale, anche il Festival ha scelto di avere un programma caratterizzato da un’importante presenza femminile. Il 23 maggio 2019, tra le news pubblicate sul sito ufficiale del Festival si leggeva quanto segue: Janet Jackson, Ms. Lauryn Hill, Janelle Monae and Anita Baker hanno tutte definito una generazione all’interno dell’R&B e della musica pop americana. Il Festival, quindi, ospiterà quattro vere “Queens of Black Girl Magic”, riprendendo le parole usate proprio da Janelle Monae nel discorso di introduzione di Janet Jackson nella Rock ‘n’ Roll Hall of Fame.

Il Festival, quindi, si chiuderà con un gigante della musica: Quincy Jones. La serata sarà davvero speciale perché Quincy Jones si esibirà all’Auditorium Stravinski, accompagnato dalla Sinfonietta de Lausanne e ci riporterà negli anni ’80 attraverso l’esecuzione dei suoi brani più famosi, in uno spettacolo dal titolo: Soundtrack of the 80`s. A lui si uniranno importanti artisti internazionali, anch’essi già annunciati ufficialmente: -M- (Matthieu Chedid), il trombettista libanese Ibrhaim Maalouf, il pianista originario di New Orleans Jon Baptiste, direttore musicale del “Late Show with Stephen Colbert”, Lauren Jauregui, ex Fifth Harmony, Jonah Nilsson , cantante della band svedese Dirty Loops e Sheléa, cantante soul americana che annovera tra le sue collaborazioni più importanti anche quella con Stevie Wonder. La direzione musicale è affidata a John Clayton.

 "Perché Montreux è sempre il festival più auterovole d’Europa” è il titolo di un recente articolo di Rolling Stone Italia, pubblicato proprio nel giorno dell’inizio di questa nuova edizione (28 giugno). Due cose mi hanno colpito in questo titolo: “sempre” e “autorevole”. Da sempre, infatti, l’obiettivo di questa manifestazione e del suo fondatore è trasmettere il valore dell’universalità e della trasversalità della musica.

Claude Nobs ci è riuscito. Mathieu Jaton, l’attuale CEO, ereditando un compito non facile, al limite dell’impossibile, sta sicuramente svolgendo un lavoro eccellente.

Chi, come me, ha già avuto la possibilità di assistere come spettatore alle esibizioni a Montreux di artisti, anche già ammirati in altri contesti, sa benissimo che i concerti, durante questa manifestazione, vanno al di là di ogni possibile aspettativa.

 
C’è della magia in questo luogo o, come direbbero i Queen : “Oh, it`s a bliss".

 
Per tutti i curiosi e per maggiori informazioni sul Festival: www.montreuxjazzfestival.com

 
Credits: 

Montreux Jazz Festival – Press Department.

“Montreux Jazz Festival: 50 Summers of Music” - Autore: Arnaud Robert con la collaborazione di Salomé Kiner – Editions Textuel, Paris 2016.

Montreux-Vevey Tourisme official website (www.montreuxriviera.com);

Sito Ufficiale Svizzera Turismo (www.myswitzerland.com).

 

Foto: Raffaella Mezzanzanica – Montreux Jazz Festival 2018.