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Senna Tuttapposto da Ostia

02/04/2022 di Arianna Marsico

#Senna#Emergenti#Pop

Il primo aprile i Senna hanno presentato il loro disco "Tuttapposto" presso Officina Pasolini a Roma, raccontando dei brani e del loro amore per l'analogico.
I Senna sono un gruppo romano, per la precisione di Ostia, formato dai fratelli Carlo (voce e chitarra) e Simone (basso) Senna e dal batterista Valerio Meloni. Il giorno di uscita del loro disco (dopo diversi singoli) Tuttapposto, il 1 aprile, è diventata l'occasione per presentarlo ma in modo meno convenzionale. I Senna hanno infatti  organizzato un "Analog Listening Party" in cui presenti, oltre ad assistere allo showcase, hanno avuto modo di ascoltare l’album direttamente dai nastri originali su cui è stato inciso. L'aver lavorato in analogico è una cosa a cui i ragazzi mostrano di tenere particolarmente, sottolineano spesso nel corso della serata che abbia consentito loro un approccio diverso rispetto al digitale, Valerio in particolare si mostra contento di quanto appreso lavorando così.

A intervistare i ragazzi c'è il giornalista Aldo Marinelli, che cura anche il blog La mia Ostia. Questo non è un banale dettaglio, dal momento che dalla chiacchierata emerge un fortissimo legame tra il trio e Ostia. Baleniere ad esempio è ispirata all'omonima via ostiense. Agosto è nata da un incontro casuale e fortuito per strada, anche se poi, come sottolinea Simone, Carlo ha inserito e sovrapposto diversi riferimenti a Cesare Pavese, costruendoci così tutto un suo lirismo.

Nei comunicati il gruppo racconta: "Tuttapposto è il diario di due anni incredibili e imprevedibili. È un album che parla della ritualità della vita, delle piccole certezze importanti a cui ci appigliamo e dei grandi eventi che cambiano quella ritualità. Perché, anche quando avvengono, cerchiamo comunque di trovarne una nuova - per tornare a chiamarla normalità. Tuttapposto racconta gli anni che stiamo vivendo in una lingua preziosa, che parla al futuro prefiggendosi di superare i confini del tempo. È la nostra capsula temporale, qualcosa di importante da custodire a lungo, con cura.”

Sono quindi le piccole magiche routine, quelle che questi due anni ci hanno rubato, lo spunto principale del disco.

Emerge un grande affiatamento tra i ragazzi, e una certa tendenza a sdrammatizzare. Quando infatti Marinelli ricorderà il premio Bindi e la Finale di Musicultura come momenti importanti per la band tenderanno sorridendo quasi a schernirsi, ricordando che nel video dell'esibizione a Macerata si vede benissimo il momento in cui al batterista cade l'asta del microfono.

Ma dopo l'ascolto del disco, con la sua vena pop - retrò, e una lunga chiacchierata è il momento di suonare! Il set comincia con Luna, un brano che senza volerlo ha il sapore di presagio (“Luna di sangue nella zona rossa /

ti ho vista piangere la neve di Mosca /ti ho vista ridere sale”). Si procede poi con Roulette russa e Stalattiti, chiudendo con Matematica.  A sorpresa c'è tempo per un piccolo bis "e allora come tutti le grandi band tireremo fuori un pezzo dal primo album" scherza Carlo. Da Sottomarini arriva Le cose a metà, e a questo punto i ragazzi salutano e ringraziamo, pronti a riprendere un qualcosa che effettivamente si è lasciato a metà, ossia i concerti…

 

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Etichetta: Roma 10

Distribuzione: Artist First

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