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Nick Cave - IL DESERTO TI FA BELLO
Nick Cave

Nick Cave

IL DESERTO TI FA BELLO


02/02/2010 - di
Nick Cave non ha certo bisogno di presentazioni nel mondo delle sette note ma questa non è la sua unica dimensione artistica; già nel 1989 l’australiano esordì come scrittore con il suo romanzo ´E l’asino vide l’angelo´ (titolo originale ´And the ass saw the angel´ pubblicato in Italia solo sei anni fa) seguito, a vent’anni di distanza, da questo secondo lavoro.
Cave è e resta soprattutto un musicista con profonde radici nel punk – blues – dark rock portate a conoscenza dei più soprattutto dal grande successo delle ´Murder Ballads´, che vendette un milione di copie.
Il Cave arrangiatore, il Cave eclissato, il Cave scrittore, ed infine il Cave risorto: da anni seguiamo appassionati le numerose e diverse rivoluzioni artistiche di Nick, il ruolo dell´ormai fido compagno, il musicista Warren Ellis, sta diventando sempre più importante nella carriera dei Bad Seeds (vedesi nei recenti progetti Grinderman e nell’ultima prova di Dig!!! Lazarus Dig!!!) e quest´anno dulcis in fundo, con parere positivo e forse spinti dai discografici, esce finalmente il doppio (forse triplo) album in cui riprendono dopo il loro lato cinematico che gli ha visti protagonisti nell´arte di comporre colonne sonore per film.
articolo di Vittorio Formenti e Vito Sartor
Nick Cave*
La morte di Bunny Munro
Feltrinelli – 2009

Tali elementi costituiscono il solido fondamento di questa opera cruda, lancinante, a tratti cinica ma certamente molto spontanea, direttamente dall’anima del suo autore.
Bunny Munro è un commesso viaggiatore che vende articoli cosmetici e gira per le case delle clienti in cerca di intese fisiche più che economiche, in una girandola cieca di appetiti che ne monopolizza gli atteggiamenti.
Colpito dal suicidio della moglie, evidentemente provata da un rapporto usurato, Bunny vive i suoi ultimi giorni in macchina con il suo piccolo figlio allontanandosi dalle mura domestiche, grondanti di tragedia, senza però una meta diversa dalla sua solita; ne nasce un percorso a tappe forzate verso una fine ineluttabile.
Il romanzo narra questo sviluppo con un ritmo da gruppo rock, a cadenze regolari ed impietosamente spinte; lo spirito ed il linguaggio poi è tutto punk, in una cornice alienata ed alienante all’interno della quale il protagonista non sa quello che vuole ma sa come cercarlo.
Tempo, luogo ed azione non sono unici ma quasi, dato che la vicenda si sviluppa su pochi giorni e in un’area limitata; questo ne favorisce la scarna descrizione, perfettamente in simbiosi con la narrazione in terza persona che tuttavia presenta le cose in empatia con il personaggio, creando un raro equilibrio tra constatazione e partecipazione.
Si ha la netta sensazione che la novella codifichi esperienze personali avute dall’autore, probabilmente superate da anni.
Lontanissimo da retorica, romanticismo e senso di colpa il romanzo è un perfetto prodotto della x-generation; unica figura che muove ad una solidale compassione è quella del figlioletto di Bunny, innocente destinatario di un fallimento che lui, deformato dalla stima filiale verso il padre, non vede e nemmeno intuisce.
Ma Cave non intende stemperare la vicenda tramite l’ingenuità del bimbo, che in fondo risulta essere una figura che è così perché diversamente non può essere e non perché porti qualche embrione di riscatto morale.
Un libro ´punk´ nel miglior senso del termine, totalmente coerente al profilo dell’autore.
Ne stiano ben lontano gli amanti della ´letteratura´ rosa.


*Withe Lunar + The Roads Ost*
Mute Records
2009/2010

Poesia, arte di raccontare paesaggi lunari, drammi terrestri, scorci di western psicologici e di decadenza umana, sono rinchiusi in questo doppio capolavoro in cui emergono due artisti il cui estro artistico tangibile, compositivo e cantautorale, viene avvolto in una nebbiosa, mistica e impercettibile trasparenza melodica.
Withe Lunar è stato registrato tra il 2005 e il 2009 il disco raccoglie un selezione di pezzi tratti da vari motion pictures e documentari: il primo disco viene così scandito dai titoli delle pellicole interessate ´The English Surgeon´, ´The Vaults´, ´Woyzeck´ e ´Metamorphosis´;
La seconda parte del lavoro, con il secondo cd, la storia non si sottrae alle abilità dei due che esprimono i loro strumentali con tratti somatici più eterei ricercando nei suoni e negli arrangiamenti postumi alle esecuzioni, descrivendo paesaggi, personaggi e figure fino a dragare i confini della fantasia, formando ambientazioni più incorporee, dove il comun denominatore rimane la ricerca umana. Essa è comunque sempre celata e mai rivelata nelle colonne sonore del primo disco: nonostante lo schema melodico dei brani sia aperto, non si trascurano i colpi di scena, incursioni noise che fanno da cornice alle armoniose, ´sonnacchiose´ e novembrine: nenie in cui i due risplendono con piano e violino e lentezza e solitario, dove le due anime musicali seguono dal principio gli stessi meccanismi mai scontati e sempre fascinosi in cui i passaggi più meccanici aprono al rumorismo di base, più sperimentale; lo schema è splendidamente semplice e si ripete in un’equazione strumentale fatta da violino, piano, archi, orchestra, oltre ai vari strumenti utilizzati in corso d’opera.
White Lunar è un disco che facilita ogni tipo di sensazioni, che sovverte il desiderio di farne un analisi accademica, grammaticale o cinematografica che sia: dal primo e al secondo capitolo il passaggio è più semplice che mai, le armonie si susseguono con una naturalezza non premeditata, che fa di questo disco la chiave di lettura primaria, che dribbla il sospetto della "mossa commerciale´, lo sarebbe stato se avremmo trovato Cave e Warren in preda la romanticismo da ballads, fa da eccezione la rara e bellissima ´The Rider Song´ (ost del western australiano The Proposition), e invece di seguito ecco qua che sfilano uno ad uno queste fantastiche colonne sonore da camera raffigurate come una finestra sul mondo.
Fa la sua comparsa il terzo capitolo, chiamiamolo di approfondimento, con un disco separato, intitolato The Roads Ost di prossima uscita 2010, che riprende i temi del medesimo disco (vengono infatti riprese alcune tracce del primo set di canzoni di Withe Lunar) e in cui si riprendono le colonne sonore tratte dal bestseller e Premio Pulitzer del racconto di Cormac McCarthy (autore di No Country For Old Men) in cui il classicismo de L’Assassinio di Jesse James viene raffinato all’interno di un ambient rock ripulito, minimalizzato, molto più ragionato ed indipendente dalla sceneggiatura. L’elemento melodico sorprende, tra souspance, avventura ed horror, in un ascolto sviscerato vi è l’emersione di una colonna sonora purificata dalle immagini, la musica del duo diventa un pretesto stimolante all’immaginazione il che si traduce nella completa libertà che un opera può raggiungere senza mediazione alcuna.

*Withe Lunar Track List.*
Cd 1:

Song For Jesse
Moving On
What Must Be Done
Song For Bob
Happy Land
The Proposition
Road To Banyon
The Rider
Martha´s Dream
Gun Thing
The Rider Song
The Road
The Mother
The Father
The Beach
The Journey
The Boy

Cd 2:
Srey Leak
Me Nea
Rom
Halo
Zanstra
Black Silk (Suture)
Brain Retractor
Dandy Brain Cannula
Rat´s Tooth Forceps
Kerrison´s Punch
Micro Sucker
Window
Daedalus
Magma
Cheata
Sorya Market

*The Roads Track List:*
Home
The Road
Storytime
The Cannibals
Water And Ash
The Mother
The Real Thing
Memory
The House
The Far Road
The Church
The Journey
The Cellar
The Bath
The Family
The Beach
The Boy

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