Coeur fidÈle<small></small>
− Cantautore, Americana

Zachary Richard

Coeur fidÈle

2003 - AUDIOGRAM RECORDS
13/11/2003 - di
Zachary Richard non dovrebbe aver bisogno di presentazioni, ma purtroppo non è conosciuto quanto la sua musica meriterebbe. Forse per via di un rock meticcio, che mescola il blues, il cajun e la canzone d’autore in modo molto personale, o forse per la scelta di cantare in francese e in creolo: comunque sia, non c’è motivo che dovrebbe tenere lontani da “Cap Enragè” o da “Snake bite love”.
Fortunatamente questa condizione di nicchia non nuoce né all’artista né alla sua musica: a soffrirne sono coloro che ne rimangono all’oscuro. Nel 2003 Richard ha compiuto trent’anni di carriera, onorati con la pubblicazione del nuovo “Coeur fidèle” e di “High time”, disco del 1973 che non vide mai la luce. Onorati e non celebrati: non un “ best of”, ma canzoni nuove, che guardano solo avanti.
Entrambi sono un ottimo punto di partenza per chi abbia lacune da colmare: un pezzo di storia è “High time”, come lo è già “Coeur fidèle”. Sono tasselli importanti aggiunti con autorevolezza alla discografia del nostro: gli umori del Delta catturati con una ricercatezza europea, da signore del rock e del blues.
“Coeur fidèle” è dedicato a tutti coloro che resistono, avventurieri, spogliarelliste, emigranti, carcerati, deportati, esiliati: ogni personaggio ha una storia nel sangue a cui essere fedele. Il concetto di resistenza è ricorrente nell’opera di Richard, che, visti i tempi, deve aver sentito il bisogno di approfondire l’idea. E di portare nuove sfumature, che, volendo restare “fedeli” al titolo, potremmo chiamare “del cuore”: canzoni colme di passione, di un’anima che pulsa, di “french blues”, come lo chiama l’autore.
Le chitarre elettriche, presenti in dosi abbondanti con l’ausilio di Freddie Koella, sono calate in un suono raffinato, in cui l’accordeon valorizza ogni sapore e si fa sorseggiare come un buon vino.
Per quanto ricercato, il gusto di Richard non è mai d’elitè: la sua è una nobiltà di stampo popolare, calata nella storia e nel quotidiano. È questo rispetto che dà al disco il senso di partecipazione alle vite tribolate dei personaggi e al loro ambiente: l’accorata “Massachusettes” è un omaggio a Jack Kerouac e ai francocanadesi emigrati negli States, mentre “Hootchie kootchie pour toi” e “Ècrevisses” sono pregne di grooves e di umori che provengono dall’umida Louisiana.
Ma i brividi vengono quando Richard si immedesima nei “suoi” combattenti, come il carcerato del graffiante folk-blues di “Joe Ferraille”, i perseguitati di “Contre vents, contre marées” o il viaggiatore inesausto di “Le blues du voyager”.
Per quanto sia inserita nel contesto dell’album, “Réveille” va citata a parte: è una ballata con influenze celtiche, cantata come un gospel che risale dalla palude dell’anima, fino a quando la band avanza con un passo grave, come quello dei cannoni inglesi che nella Guerra dei Sette Anni costrinsero gli Acadiani all’esilio.
“Coeur fidèle” ha la passione di un disco rock, l’eleganza della miglior canzone d’autore e l’importanza di un diario storico.

Track List

  • Pagayez|
  • Un coeur fidèle|
  • Le paradis de strip-teaseuses|
  • Massachusettes|
  • Joe Ferraille|
  • Un autre baiser|
  • Hootchie kootchie pour toi|
  • Ècrevisses|
  • Jésus en arrière|
  • Le blues du voyager|
  • Réveille|
  • Contre vents, contre marées

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