Fragile forest<small></small>
− Italiana, Pop

Yuppie Flu

Fragile forest

2008 - Homesleep Music
12/05/2008 - di
Come i Radiohead anche gli italiani Yuppie Flu decidono di promuovere e vendere il loro ultimo disco on-line ad offerta libera tramite il loro sito; questo nonostante il supporto esista già in formato cd con tanto di booklet disegnato da Gabbo (reperibile sempre sul sito della band).
Auguriamo che la scelta dia i suoi frutti, perché devo dire che il disco in questione qualche ascolto lo merita. Lo stile, gli arrangiamenti, il legame interno fra le canzoni segnano un passo ulteriore in un percorso di crescita. Allo stesso modo la varietà di approcci ai singoli brani è indice di un disco studiato e pensato.
Indubbiamente “Fragile Forest” è un album legato ad un’atmosfera, ad una sensazione di rinascita, di freschezza, quella stessa frescura che emerge ancora ascoltando i Grandaddy di “Sumday” a cui sembra richiamare anche la copertina di quest’ultimo Yuppie flu. Indubbiamente i suoni di tappeti sintetici, le piccole note accennate di pianole, organo e metallofoni segnano un rimando immediato al disco citato; un marchio pop che si riscontra, con altra matrice, anche in brani come “Sweet lame”, dove la melodia vocale d’inizio porta l’ascoltatore verso gli Eels e le aperture strumentali dello sviluppo accennano richiami ai Blur.
Chi ama ascoltare un disco attentamente, e per farlo bisogna applicarsi, noterà che uno spazio importante è dato alla dimensione acustica: non solo attraverso le chitarre, che con pennata e arpeggio danno sempre calore e intimità, ma anche attraverso un utilizzo delle componenti percussive decisamente mirato a creare spessore sonoro e calore. Anche il levare con cui viene portato avanti un brano come “Eyes” è un elemento di solarità e di calore che ci permette di ritornare su quel tema della rinascita da cui eravamo partiti.
“Fragile Forest” lascia emergere molti riflessi che richiamano alla mente il pop più ricercato, vintage e intelligente dei Bealtes e di alcuni lati dell’ultimo “Shepard’s dog” degli Iron and Wine, caratteri che possiamo vedere nelle note tenute (pedale) in apertura di “Eyes” o “Cold device” e nella voce di “The Night and I”. Alcuni tratti inoltre rimandano anche alle orchestrazioni e allo spessore sonoro elettroacustico di gruppi molto vicini al panorama indie come i texani Poliphonic Spree.
Insomma un disco che si può trovare molto ricco di spunti, molto florido e rigoglioso nell’utilizzo delle musiche che rendono l’ascolto decisamente fresco e piacevole nonostante i lati derivativi che nel complesso mantiene.

Track List

  • Patient One|
  • Fragile Forest|
  • Eyes|
  • Sweet Lame|
  • Yellow Hills|
  • The Night And I|
  • Cold Device|
  • Make It Happen|
  • Summer Afternoon|
  • Blue Pot