Piccoli numeri<small></small>
− Italiana, Jazz

Walter Beltrami Trio

Piccoli numeri

2007 - Cam Jazz
16/04/2007 - di
Scenario 1 (ascolto a scatola chiusa, la domenica pomeriggio): James Blood Ulmer finalmente mette da parte le ripetute escursioni nella tradizione del blues e ritorna alle sue origini free, ma con un tocco rarefatto ed inconsueto. Abbandonata la ferocia da Black rock coalition, resta una ricerca timbrica originale che pesca tanto dal jazz modale dell’asse Davis-Shorter quanto dalle intuizioni armolodiche di Ornette Coleman. Però quella chitarra che procede per frasi sfuggenti e volutamente incompiute, la batteria che è tutta uno sfarfallare di piatti e un piluccare di colpi sottili, mentre il contrabbasso resta solido in cabina … qualcosa evidentemente non torna!
Scenario 2 (ascolto a scatola chiusa, la sera al buio e in cuffia): un supergruppo di Chicago con membri di Tortoise e Isotope 217 sforna un disco dove si riesce a dare un contenuto armonico alle divagazioni filmiche dei primi e sobrietà acustica e concisione al jazz elettrico dei secondi. Sarà un caso la presenza di brani dal tocco delicato e deciso alla Jim Hall … o forse no? Qualcosa non torna!
Scenario 3 (mi arrendo, leggo il booklet, riascolto ripetute volte): un trio chitarra-basso-batteria di giovani e rodati musicisti italiani, in barba a mode ed etichette gioca a spiazzare l’ascoltatore più saccente, quello che sfoggia gli introvabili vinili di Ulmer per far colpo sugli amici bluesofili e che cita le band di Chicago solo per fare colpo (mi ricorda tanto qualcuno…).
Ne viene fuori un album strumentale dove convivono le sonorità più limpide della chitarra jazz (da Hall a Frisell passando per Metheny), ricerca melodica volutamente celata e giochi di sospensione quasi isolazionista; non vengono dimenticate le origini rock-blues del leader Beltrami, come nella desertica e magnifica “Verbal realities” che richiama alla memoria i magnifici e misconosciuti Harriett Tubman (un disco passato inosservato ma da cercare a tutti i costi), side project di Brandon Ross in fuoriuscita temporanea dalla band di Roscoe Mitchell.
Un gran bell’ album per approccio trasversale, coraggio e sincretismo musicale. Adesso torna … forse!

Track List

  • Blind dancers|
  • Tormento|
  • Preghiera|
  • Ordet|
  • You see|
  • Verbal realities|
  • Table lamp|
  • Ingmar|
  • I knew we would meet|
  • Piccoli numeri|
  • The letter

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