Personal Touch<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz

Vincent Ingala

Personal Touch

2018 - Shanachie / IRD
23/11/2018 - di
Al suo meglio, ogni genere musicale, anche quello spesso dimenticato dai puristi o da chi pensa che la bella musica abiti solo determinati territori sonori, ha sempre qualcosa di rilevante da offrire. Bisogna però ammettere che, come nel caso dello smooth jazz , ovvero quel calderone sonoro jazz fusion che si impossessa a piene mani di ritmi funk, r&b, synth  e melodie pop, alcuni generi sono sottoposti a maggiori critiche a causa di una loro immediatezza d’ascolto non sempre mantenuta nei giusti equilibri artistici e qualitativi.  In sintesi, lo smooth jazz può scadere nella banalità se non supportato da talento creativo e musicale.

L’impatto che si ha nei primi dieci secondi ascoltando Personal Touch (Shanachie 2018), il quinto disco del giovane e riconosciuto astro nascente italo americano Vincent Ingala, potrebbe sembrare di questo tipo ma proseguendo i secondi  ci si accorge che le impressioni cambiano costantemente, a tal punto che passati tre minuti ti sei già rimangiato tutto, non ti sei nemmeno accorto che hai ingurgitato voracemente il brano e non vedi l’ora che inizi il prossimo, quello dopo ancora e poi tutto il resto, anche senza sosta nel caso di buona compagnia sotto un cielo stellato.

Per chi non lo conoscesse Ingala è un talentuoso multistrumentista  (molto apprezzato da campioni di settore come Dave Koz) che a soli quattro anni ha iniziato a suonare la batteria, poi a seguire pianoforte, chitarra e solo successivamente il suo preferito: il sassofono.

In Personal Touch, prodotto sapientemente, gli strumenti sono ‘tutti’ suonati da lui (qui d’obbligo il punto esclamativo) e valorizzati appieno; otto brani su dieci a sua firma, le melodie brillano di fluida e sensuale passionalità, tutto funziona in modo  quasi perfetto, quasi fosse figlio di una logica musicale scientifica; inoltre si può affermare che il suo ‘tocco personale ‘ si sente eccome e che è dotato, cosa mai scontata, di estremo gusto.  Il rispetto ottenuto da parte della critica musicale e le tante apparizioni nei top jazz di Billboard ne confermano talento e capacità commerciali.

Inoltre, scegliere dei brani in particolare in un lavoro strumentale così uniforme e compatto è cosa davvero ardita, ogni brano sembra un naturale proseguimento dell’altro, ma se proprio si deve come si può rimanere indifferenti al lussureggiante mood melodico del pezzo omonimo? Oppure che dire della contagiosa e swingante brillantezza di Snap, Crackle, Pop?

Si rimane colpiti e affondati anche dalla bella cover di Love Zone (Billy Ocean),  impreziosita da suadenti cori femminili, che ci riporta a certe sonorità degli 80’s, da Dream Girl che si evolve tra fiati e piano con raffinatezza ed eleganza  e da  If You Where Here Tonight  (Alexander O’Neil) che, dotata di un’anima più profonda,  è forse il top in mezzo a tanti brani praticamente impeccabili: linea melodica super , arrangiamento basato sulle corde di una chitarra acustica che nel prosieguo  si ripete in modo vagamente ipnotico, ritmo cadenzato, synth di contorno e sax in primo piano che ci suggerisce una colonna sonora notturna di classe, una calda atmosfera intrisa di giochi romantici, luci soffuse e la voglia di abbandonarsi ad occhi chiusi, alla musica.

Track List

  • Personal Touch
  • My Kind Of Day
  • Love Zone
  • Dream Girl
  • I Think I`m Falling In Love (With You)
  • If You Were Here Tonight
  • Feng Sway
  • Can`t Stop The Rain From Falling
  • Snap, Crackle, Pop
  • Not Meant To Be