Meno male Robertino<small></small>
Emergenti − Songwriting − folk, pop

Villazuk

Meno male Robertino

2013 - Autoprodotto
12/02/2014 - di
La splendida copertina, in stile naif, di Meno male Robertino  fa pensare a un disco di  progressive degli anni ’70, ma non è così. Questo è il secondo album, dopo  “…..a colorare Libertà” del 2010, dei VillaZuk, trio calabrese, della provincia di Cosenza, composto da Domenico Scarcello, Andrea Minervini  ed Eugenio Ferraro.

I dodici brani, che oscillano tra folk, pop, reggae, hanno sempre forti connotazioni di musica d’autore; i riferimenti sono a gruppi come Bandabardò, Mercanti di liquore, Negrita e alla canzone d’autore, in particolare Faber.

C’è un brillante uso di chitarre acustiche, di fiati, di tastiere, con belle melodie, un suono sempre  dinamico  e vario con umori ed atmosfere, a volte fiabesche, sempre gioiose, allegre e romantiche con un profondo senso delle proprie radici per un lavoro positivo, che invita a costruire e riflettere, con toni sempre garbati e delicati, un approccio non comune nel panorama musicale italiano.

L’iniziale Tutt’uno, primo singolo del lavoro, è l’esatto manifesto del disco, un brillante trascinante mix di folk, reggae e pop, mentre la title track Meno male Robertino ,acustica, sembra provenire da un disco cantautorale degli anni’ 70.

Ci sono momenti “leggeri” come in Ti desidero, puro pop anni ‘80, un potenziale hit radiofonico, ma anche filastrocche dolci, sognanti, melodiche con splendidi cori, come nella lunga (oltre sei minuti) Mondo favola, o più spiccatamente folk come in Come ti passa e in Verde sigillo che ricorda sia nella musica che nella voce Lorenzo Monguzzi  e i suoi Mercanti di Liquore, gruppo che si rifaceva alla poetica di Faber, ma ormai  purtroppo sciolto.

I brani sono tutti di buon livello, variegati e ben suonati,  anche se forse manca il brano che spacca tutto .

Le radici calabresi emergono nei tre brani cantati in dialetto, cioè nella lunga Si guardu fora, uno sguardo sulle affollate carceri italiane tra folk e reggae con un riuscito uso di  fiati finali, E si fiss, che sembra uscito da un disco di Pino Daniele con i suoi ritmi reggae e jazzati e Cavalcherò, uno dei brani migliori del disco,  forse quello che ricorda di più Faber con i suoi ritmi, le sonorità acustiche, il profumo  “medioevale”.

E’ un buon lavoro, maturo, ricco di belle sonorità, gradevole e che trasmette sensazioni ed emozioni positive e  si ascolta con piacere; i VillaZuk sono un gruppo che merita di essere conosciuto da un più vasto pubblico, hanno delle ottime potenzialità che solo il tempo ci dirà se saranno in grado di sviluppare ulteriormente, proseguendo così l’importante e continua  crescita del gruppo.    

Track List

  • Tutt’uno
  • Meno male Robertino
  • Nodo in gola
  • Mondo favola
  • Verde sigillo
  • Si guardu fora
  • Nel mare bù
  • E si fiss
  • Ti desidero
  • Cavalcherà
  • Come si passa
  • Ti saluto ciao