E ti proteggerò dal jazz<small></small>
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Verlaine

E ti proteggerò dal jazz

2013 - Dead End Street/Audioglobe
10/07/2013 - di
Non si può ascoltare un disco come questo senza aver riflettuto, pensato a qualcuno che non ci ha fatto del bene e addirittura essersi innamorati prima dell'arrivo dell'ultima nota, tutto ciò a prescindere dai gusti personali. Perchè si, questo lavoro può anche non convincere immediatamente, ma è permeato da uno spessore e da un velo di unicità che ci costringe a riascoltarlo più volte, fino a trovarlo incantevole.

A tratti incostante e poco musicale, regala scorci testuali che difficilmente lasciano indifferenti, sarà per il nome della band o per quella pacatezza che caratteristica il suono vero e proprio. Nessuna particolare propensione verso un genere specifico, ma tante belle parole, che "sfruttano" il sound della band solo come un sottofondo per accompagnare le storie narrate, rendono però questo lavoro eclettico e originale comunque.
Non tende ad assomigliare a nessun altro, usa il mezzo musicale per esprimere dei concetti importanti, introspettivi si, ma caratterizzati da una semplicità che solo la musica d'autore sa utilizzare.

Non è semplice penetrare il mondo Verlaine: non credo nemmeno che mirare a questo sia il principale obiettivo della band; credo invece sia molto più semplice ritrovarsi e rispecchiarsi in almeno una delle undici tracce che compongono il disco.
Anche il titolo, assolutamente ingannevole, non è un voler prendere una posizione denigratoria nei confronti del genere citato, è più un volersi discostare, in modo assolutamente intelligente, da quella che ormai più che una propensione, sembra una moda vera e propria, perchè si sa che il jazz ha regalato sempre molto fascino a chi ha abbracciato stilisticamente il suo groove (o ha cercato inutilmente di farlo).

I Verlaine sono torinesi d'origine, educati a vivere in maniera maledettamente romantica, cresciuti respirando l'aria di una città troppo pulita e composta, poco bohèmienne, da qui il desiderio di originalità sfociato nella complessità degli arrangiamenti del disco, nell'aggiunta quasi violenta di tantissimi strumenti di accompagnamento, di atmosfera.
C'è lo zampino di Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele, che hanno incanalato l'estro artistico dei Verlaine
Un ascolto interessante e molto istruttivo.

 

Track List

  • PICCOLI TRASCURABILI ERRORI
  • RESPIRARE
  • IFIATINONSONOSUONATIDAENRICOGABRIELLI
  • GARRICHA
  • CHETAMINA E BEAUJOLAIS (PUGILE PT.2)
  • PASSARE L'INVERNO
  • 2007
  • DARIA
  • BRANDUARDI IN IRAN
  • GLI ANNI IN TASCA
  • SALUGGIA