Live at montreux 1980-1974 (dvd)<small></small>
− Soul, Blues

Van Morrison

Live at montreux 1980-1974 (dvd)

2006 - Eagle Rock
22/08/2007 - di
Da troppi anni Van Morrison non fa un disco importante e ormai sembra accontentarsi di album che a turno vanno a recuperare ora il soul, ora il jazz, ora l’r&b, ora il country piuttosto che lo swing o il blues. Se lo può permettere e lo fa conservando comunque una buona qualità, ma c’è stato un tempo in cui il leone di Belfast riusciva a ruggire e ad imporsi facendo con la sua voce un sol boccone di tutti i generi sopra citati.
Quest’estate ci è capitato tra le mani “Live at Montreux”, doppio dvd edito l’anno scorso, contenente i concerti del 30 giugno 1974 e del 10 luglio 1980 al prestigioso Festival Jazz. Attratti dalla buona annata delle esibizioni (note ai fans), ma anche dubbiosi davanti ad una copertina che presentava uno sticker da grande evento, ci siamo goduti la visione di due dischetti intensi, buoni ma non ottimi come si vorrebbe per “il primo dvd di Van Morrison”.
La qualità sonora e visiva è ben curata con le immagini che si muovono bene sugli strumenti e sui musicisti.
Si comincia con il set del 1980: siamo all’epoca di “Common one”, non uno dei periodi migliori della carriera di Van Morrison, che offre però un set di alto livello accompagnato da una large band in cui spiccano la chitarra di John Platania e soprattutto i fiati di Mark Isham e Pee Wee Elliss. La scaletta propone anche pezzi storici, ma a colpire sono le interpretazioni colme di un pathos che non fa sentire la mancanza di presenza scenica sul palco: Van Morrison si “limita” a cantare allungando i brani ad occhi chiusi, mentre la band ricama in sordina o gli fornisce parti di grande musica senza pausa. Tra i pezzi per così dire “minori” sono da segnalare una sublime “Troubadours”, sollevata dalla tromba di Isham, e una “Summertime In England” che, prima di lasciare la sala in silenzio (“Can you feel the silente?”), diventa un sermone in cui vengono invocati Joyce e T.S. Eliot.
Completamente diversa la performance del 1974: Van Morrison si esibisce con una band assemblata pochi giorni prima e offre un set più improvvisato in cui sono protagoniste le keyboards di Pete Wingfield.Il suono è chiaramente più anni ’70 con i musicisti che suonano sopra i pezzi tendendo a liberare la forma della canzone: Van Morrison si impegna alla chitarra acustica, al sax e all’armonica e ne esce un impasto più nero tra r&b, shuffle, soul e boogie. Esemplare è “Naked in the jungle” con le tastiere che chiamano un ritmo da strada ripreso dal groove del basso e dai ripetuti stacchi.
In entrambi i dischetti, pur non essendoci traccia di extra, la musica è abbondante e per palati fini. Anche se nei suoi archivi Van Morrison dovrebbe avere pietanze più rare.

Track List

  • Cd doppio

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