Mangiasabbia<small></small>
Emergenti • Songwriting • alternative

Ubba Bond Mangiasabbia

2020 - Ubba Bond Records

27/06/2020 di Barbara Bottoli

#Ubba Bond#Emergenti#Songwriting #spoken #rock cantautorale #indipendente

Per dare vita ad un album come Mangiasabbia servono indubbie capacità compositive, interpretative e tecniche, che evidentemente gli Ubba Bond rivelano in questo primo vero progetto composto da dodici tracce per il duo collettivo indipendente bolognese, formatosi nel 2011, composto da Guglielmo Ubaldi ingegnere, comico, cantautore e Andrea Bondi fonico musicista.

   Le parti che compongono i due artisti si esprimono in questo album meritevole di attenzione che attira immediatamente per i suoni corposi, carichi e la voce che risalta chiara, immedesimata, capace di creare il dovuto pathos in frasi che non si possono prevedere; quindi ben lontani dalle rime scontate e dai concetti aulici al solo scopo di colpire, anzi il duo crea un flusso d’idee, una descrizione di immagini fantastiche molto reali, finendo per modellare la mente dell’ascoltatore che non si ritrae nel dover inserire nella propria concezione mentale "un timido eschimese" o "un fiume che entra in un bar"; eppure l’aria che circonda questi brani è simile a quella dei locali seminterrati con persone che diventano personaggi allegri, ma senza maschera si coprono di un alone di malinconia solitaria, creandosi un mondo di sostegno. Il nonsense viene oscurato da oggetti che si animano, passando dai colori che dipingono il mondo uscendo dalla scatola di un bambino a "la matematica è la risposta definitiva alla vita e con un sorriso a parentesi chiusa”; il testo di Su milioni di auto spiega molto bene la sintesi di questo album che parrebbe non far voler prevalere la razionalità sull’emotività, la malinconia sulla gioia, sul gioco, ma tutto ciò che appare vivo, dalle tonalità cangianti, oggi, sembra debba essere oscurato dalla voglia di capire; gli Ubba Bond riescono in questo particolare equilibrio a rendere interiori testi che letti farebbero strabuzzare gli occhi, invece i suoni penetranti e la voce intensa rendono veri questi giochi fantasiosi testuali, nati da immagini simboliche genuine, per non dire di purezza infantile.

   Un ermetismo libero, simbolo di capacità e sicurezza, con dinamiche sonore ineccepibili, tra spoken (di quelli ben fatti) e rock cantautorale, sperimentale e, a tratti, quasi improvvisato, per poi concludere che questo album deve rimanere così perché brani come Filo interrotto scorre nelle vene come energia. Mangiasabbia è ricco di aperture, di aria che inebria accarezzando la pelle, è anche tempo da dedicarvi perché è ben lontano dall’essere immediato, seppure nell’immediatezza si comprenda che è un progetto da tenere vicino, probabilmente le esperienze parallele dei due artisti hanno permesso la crescita di capacità che non sempre sono riscontrabili. Non esiste un genere per descrivere questo album, non esistono parole universali perché ad ogni ascolto il punto di vista si modifica, la certezza è che Mangiasabbia ha qualcosa che strega l’ascoltatore, lo affascina e quando si termina l’ascolto si vuole subito ricominciare, riconoscendosi nello strumentale iniziale di Solo per matti (rifacendosi alla correlazione con la creatività geniale). Impossibile non amare Mangiasabbia, difficile comunicare tutto ciò che può trasmettere ed impensabile tentare di copiarlo per l’alchimia sfrontata dei due componenti.

Track List

  • Solo per matti
  • Bob
  • Girasoli olandesi
  • Sale
  • Sushi
  • Le correnti
  • Filo interrotto
  • Temporeale
  • Su milioni di auto
  • Sake
  • Aprile
  • Piove il mondo