Danze d`autunno<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − Italiano

Trio Immaginario

Danze d`autunno

2016 - Piccola Orchestra Records
23/01/2017 - di
Roberto Bindoni (chitarra), Matteo Cuzzolin ( sax) e Nelide Bandello (batteria) esordiscono in trio con questo Danze d’autunno datato fine 2015 ma meritevolissimo di un richiamo anche se con ritardo, del quale chiediamo scusa agli artisti.
Il titolo è molto incisivo nel trasmettere il senso del lavoro, intriso di tinte intime e melanconiche caratteristiche della stagione citata; i brani tendono a cullare piuttosto che a spingere, le atmosfere sono di tipo prettamente cameristico, le armonie sono prevalentemente basate su tonalità in minore e l’assenza del contrabbasso favorisce una leggerezza complessiva delle composizioni.

In questo contesto il concetto di danza, annunciato dal titolo del disco e ripreso anche in diversi brani, pare un ossimoro. Tuttavia ballo non implica necessariamente dinamica forte, ritmo punteggiato e approccio “ginnico”; anche un legato coerente può favorire l’immagine di un movimento continuo, graduale, che trasporta il soggetto sull’onda dell’ascolto partecipato che, in questo caso, è quello che si richiede a chi si accosta a questo lavoro.

Se si accetta questa condizione già l’intro della Sevillana assume un colore particolare. La “Sevillana” è infatti una danza spagnola su ritmo ternario accostata al Flamenco, al punto che nel tempo ne divenne un subgenere ( un “palo”, come si dice in gergo iberico) nonostante le sue origini non fossero gitane. Qui il trio ne propone una lettura assai diversa basata su molteplici elementi; prima di tutto il ritmo viene modificato per uscire dallo stretto schema dei 3/4 e portarsi verso un accennato (ma non esatto) 4/4; l’effetto è estremamente efficace ai sensi della volatilità del brano. Inoltre la struttura articolata, del tipo (più o meno) ABA’A, conferisce una variabilità certamente non tipica di un semplice brano da balera. La sintesi risulta felice, il gioco tra leggera energia e tinte ad acquarello regge fino in fondo.

Stesso effetto è ottenuto nell’esemplificativo Fantasie Turche dove l’ingrediente di una certa punteggiatura e di un rolling tipico della musica turca (dettato principalmente dalla chitarra suonata sulle corde basse) sostiene il brano, che pur mantiene una sua dinamica distesa e slanciata (slanciata, non violenta….) nelle linee melodiche tratteggiate dal sax. Qui il combo diventa un po’ più sanguigno pur conservando eleganza e delicatezza.

Stimoli più impressionisti che surrealisti sono quelli offerti da Danse Surrealiste; il brano gioca molto sulla leggerezza piuttosto che sulla sensazione icastica di radice dadaista.

Un cenno merita poi Regular and Goofy, quasi divertente nei suoi accenti moderni che richiamano la miglior scuola italiana di Beltrami & C sia in termini di imprevedibilità che di mix di ingredienti sonori.

Da sottolineare la suddivisione non schematica dei ruoli; l’impressione è che la dimensione melodica e ritmica, anche se in diversa misura, sia distribuita su tutti gli strumenti con un risultato di organicità tipica di un ensemble da camera, in grado di moltiplicare sinergicamente le proprie prestazioni.

Nonostante siano assenti momenti di virtuosismo specifico l’ascolto lascia una chiarissima impressione di perizia musicale conseguente al fatto che gli artisti sanno bene cosa vogliono ottenere dal proprio strumento.

Un lavoro assolutamente degno di attenzione.

 

Track List

  • Sevillana
  • Everybody Becomes G
  • Danse Surrealiste
  • Risveglio
  • Regular and Goofy
  • Diseredata
  • Fantasie Turche
  • L’equilibrista
  • Riflessi di Kadjan