King of cards<small></small>
− Cantautore, Pop

Tom Mcrae

King of cards

2007 - V2 Music
11/06/2007 - di
Cominciamo da qui, dalla confessione di Tom Mcrae, amara e sincera, che spiega molto bene le scelte di questo nuovo disco.: “Sono arrivato a un punto della mia vita in cui se le cose non dovessero andare in un certo modo potrei mollare tutto e dedicarmi ad altro. Se neanche questa volta riuscissi a toccare un’audience più grande, probabilmente smetterei di provarci.”
L’omonimo esordio del 2000, piccolo e oscuro capolavoro acustico, uno dei pochi dischi destinati a sopravvivere al NAM, meritò grande attenzione da parte della critica e conquistò, con ben poche riserve, una buona parte degli inconsolabili orfani di Nick Drake.
Le canzoni di Tom Mcrae avevano consistenza, vita propria: non nascevano per inseguire una moda o le esigenze del già citato movimento acustico. I successivi lavori confermarono la bontà e la credibilità del suo percorso musicale. Evidenziarono qualche momento “leggero” senza però mai perdere di vista la naturale propensione per le atmosfere malinconiche che trovano nella sua voce una magnifica culla.
“King of Cards” si spinge oltre: alla sua sopravvivenza, non solo artistica, è indispensabile un consenso maggiore. Insomma o di pop ferisco o di pop perisco. Il quarto lavoro di Tom Mcrae è così aperto dalla lunga “Set The Story Straight”, canzone che sembra gettare un lungo ponte ideale tra il passato e presente. “Bright Lights” e “Sound Of The City”, pur uscendo dal cilindro di un cantautore estremamente dotato, si offrono senza nascondersi al nuovo compromesso, si promettono spose ad una platea meno ristretta. Forse cercando lo stesso percorso che ha guidato David Gray alla (meritata) fortuna commerciale.
Ma il “vecchio” artista, quello che canta “Got A Suitcase, Got Regrets”, brano che gli restituisce in un lampo le sue vere corde musicali, asciutte, minimali, oscure, è tutta un’altra cosa. Ebbene si, preferiamo farci ancora catturare da piccole ballate come “Deliver me”, da un piano leggero e da una voce che ci tocca, solo così, fino in fondo.
Probabilmente questo disco è l’apice del compromesso a cui l’artista inglese ha deciso di piegarsi. Se serve a regalarci ancora qualche ottima canzone siamo disposti a piegarci anche noi. In fin dei conti concedersi a “Houdini And The Girl”, è fin troppo facile.

Track List

  • Set The Story Straight|
  • Bright Lights|
  • Got A Suitcase, Got Regrets|
  • Keep Your Picture Clear|
  • Houdini And The Girl|
  • Sound Of The City|
  • On And On|
  • Deliver Me|
  • One Mississippi|
  • The Ballad Of Amelia Earhart|
  • Lord, How Long?