Winning Hand<small></small>
Jazz Blues Black − Blues − Electric Blues

Tinsley Ellis

Winning Hand

2018 - Alligator Records / IRD
07/02/2018 - di
Se oggi si dovessero  elencare i  migliori chitarristi bianchi eredi di quel blues elettrico/blues rock che ha avuto, in figure esplosive come Steve Ray Vaughan, Freddie King  o Jeff Beck, vertici di virtuosismo mai troppo sopra le righe e viscerale, infuocata passionalità, beh, il bluesman di Atlanta Tinsley Ellis farebbe parte a pieno diritto di questa lista.

Attivo da ben trent’anni,  il musicista della Georgia (cresciuto in Florida), incrementando, di anno in anno, il rispetto ricevuto dagli appassionati e da buona parte della critica, è ritornato alla casa discografica da cui tutto era iniziato, la Alligator Records, ed ha fatto uscire il suo diciannovesimo album, ovvero la celebrazione ideale di un lungo percorso.

Un ritorno che per certi versi sembra aver generato nuova linfa, infatti il nuovo Winnin Hand  co-prodotto a Nashville, va detto subito,  in modo sontuoso, dallo stesso Ellis  insieme al tastierista Kevin McKendree, continua il suo percorso in modo convincente; la copertina in questo senso ha già tutta l’innocente sfrontatezza di chi crede ciecamente nel proprio lavoro, cosciente di aver raggiunto una maturità invidiabile ma forse, nonostante mezza vita on the road calcando ogni singola regione degli States (parole sue), una fama non pari ai meriti musicali dimostrati fino ad adesso.

Ascoltando il nuovo disco viene la sensazione che stavolta “la mano vincente” del disco, paradossalmente,  possa avere relazione anche con la voce di Ellis  che, un po’ bistrattata (anche da se stesso) nel corso degli anni, sembra aver acquisito maggiore espressività, calore e linguaggio emozionale.

Dopo diversi e ripetuti ascolti si ha la conferma che questo disco di scintillante blues elettrico meriti senza dubbio di posizionarsi tra i più riusciti di questo grande chitarrista.

Le migliori tracce scorrono su binari formalmente impeccabili, come ad esempio il funk-blues iniziale di Sound Of A Broken Man, ballad classiche come la splendida elegia di Autumn Run  (il pezzo più bello del disco) o più blues come l’intensa Gamblin Man  dove le liriche “Se fossi un giocatore d`azzardo, scommetterei che  un giorno tornerai; Non mostrerò la mia mano vincente finché quel jolly non sparirà " si dividono equamente tra nostalgia e velata speranza . Menzione doverosa per  il piacevole groove blues elettrico di I Got Mine e soprattutto  per il lungo, dilatato finale dalle sonorità blues rock in distorsione di Saving  Grace, il pezzo più ambizioso e oscuro del disco, con gli assoli di Tinsley Ellis impreziositi di feedback  e sorretti da un lento passo marziale dotato di poteri vagamente ipnotici.

Togliendo qualsiasi alone di retorica si può affermare che i nuovi dieci brani (tutti originali eccetto Dixie Lullaby di Leon Russell) di Winning Hand sono davvero una sorpresa in positivo; blues rock, electric blues, blues ballad, produzione semplicemente perfetta, tutto suona così bene, così compatto, tanto che per la sua diffusa qualità sembra quasi di ascoltare una compilation (ci sono veri riempitivi?)!. Ok, in definitiva nulla di particolarmente nuovo ma Tinsley Ellis tiene alta la bandiera del bluesman elettrico con personalità e rinnovato vigore, avercene.

Track List

  • Sound Of A Broken Man
  • Nothing But Fine
  • Gamblin` Man
  • I Got Mine
  • Kiss This World
  • Autumn Run
  • Satisfied
  • Don`t Turn Off The Light
  • Dixie Lullaby
  • Saving Grace