Beat<small></small>
Jazz Blues Black − Blues − ESB like

Tingvall Trio

Beat

2014 - Skip Records
19/01/2015 - di
Martin Tingvall (pianoforte- svedese), Omar Calvo (contrabbasso - cubano) e Jurgen Spiegel (batteria - tedesco) danno vita ad un trio multietnico non tanto per filologia quanto per empatia artistica.
Nato ad Amburgo, località crogiuolo di razze e di culture, il combo si esercita  in un crossover continuo tra jazz, rock, new age e classica ad alta capacità attrattiva.

Beat  é la loro sesta fatica nella quale, come sempre, il trio non propone divagazioni selvagge, astratte o cervellotiche; lo stile ricorre a idee melodiche chiare che vengono sviluppate, dilatate e rielaborate sempre attenendosi alle linee di base.
In questo lavoro il gruppo aggiunge, come evocato dal titolo, un’attenzione particolare all’aspetto ritmico.

Il pianoforte è generalmente in rilievo, strumento principalmente melodico attorno al quale  gravita ogni cosa; la preferenza per le note medio – alte e il ricorso al tema conferiscono una cantabilità  a cavallo tra il pop e la classica, ne nasce una dialettica tra easy leastening e impegno di rara raffinatezza. Se si ascolta il brano di apertura si avverta un’eco di minuetto, con un grazioso ¾ introduttivo, che poi vira alla new age e al pop.

L’ansia ritmica, sempre molto equilibrata, si ritrova in “Spoksteg” e in “I Skuggorna” con trame fluide e in spinta delicata.

La title track resta l’episodio più esemplificativo e forse più ricco, visto la linea del basso e il melodico staccato del piano.

Lo schema proposto dal complesso si colloca, meritevolmente, al di fuori dei classici riferimenti di Evans o Jarrett, ai quali il pensiero va generalmente quando si sente parlare di trio. Più coerenti sono alcune divagazioni sul pop rock della scuola di Meldhau ma, soprattutto, emergono gli stilemi dell’EST (Esbjorn Svenson Trio) con un drive accessibile.

La sezione ritmica raddoppia bene i temi principali e la batteria assume il classico ruolo “oltre il beat” girando su tutte le proprie risorse, qui arrichite dall’uso dell’archetto al basso e dal kit di percussioni aggiunto alla batteria.

Il lavoro è molto piacevole e dimostra come ormai gli schemi derivativi, nel jazz e nelle altre musiche, siano  presenti ma anche labili nel contempo; per certi versi appare il già sentito ma per molti altri si afferma la personalità e l’interpretazione.

Un disco che non aggiunge nulla ma che nulla toglie al cursus del gruppo; il treno del Tingvall Trio si può prendere in ogni momento senza rischi di perdere qualcosa, loro sono sempre se stessi.

Track List

  • Dena Gamla Eken
  • Hamnen
  • Spoksteg
  • Beat
  • Cowboy
  • I Skuggorna
  • Heligt
  • Pa Andra Sidan
  • Beat Train
  • Vagskal
  • Tres Bandidos
  • Den Vilsna Tomten

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