Gone<small></small>
Americana • Songwriting

Tim Grimm Gone

2021 - Appaloosa Records (Distr. IRD)

31/10/2021 di Marcello Matranga

#Tim Grimm#Americana#Songwriting ##Maro Fecchio ##Eric Taylor ##John Prine ##David Olney

Capita che un disco resti lì, fermo, in attesa di essere collocato nel lettore. Perchè ci sono album che pur guardandoli nella pila di quelli che hai in programma di ascoltare senti che non è il momento giusto. E devi quindi attendere perchè sai che quando lo ascolterai è perchè sarà arrivato l'attimo che aspettavi, quello che ti permetterà di apprezzarne, o meno, il contenuto. Questo è quello che è avvenuto per questo ultimo lavoro di Tim Grimm, autore già incrociato in precedenti ascolti, autore di opere piacevoli e coinvolgenti, specie per chi ama il genere cantautorale, fatto di sonorità scarne, mai ridondanti e superflue. Essenza pura. 


Quando poi apri lo scrigno ecco fuoriscirne nove ballate di cristallina bellezza che emanano tepore e piacere, perfetto per le prime mattine che svoltano verso un aria pungente ed avvolta nelle prime foschie che hanno iniziato a palesarsi, preannunciando che la barra è ora rivolta verso l'inverno a venire. A Dream è il pezzo che apre il disco è decisamente bello, e vede una presenza importante degli archi che ne caratterizzano l'andamento. Più nella norma la seguente Carry Us Away, una ballata dai sentori classici.Meglio Cadillac Hearse, un pezzo che ascoltato distrattamente potrebbe dare l'impressione di avere Bruce Springsteen in sottofondo. Ma è un'impressione momentanea visto la strada imbocca percorsi Country/Folk con un testo pregno di ironia.

Splendida 25 Trees, uno dei pezzi migliori della raccolta. Testo ricco di citazioni che toccano il cuore e la mente di chi ha frequentato pagine come quelle citate in sequenza. "Leggere i libri sullo scaffale, Ce ne sono un paio che non ho mai letto. E più di una decina che rileggerò. Come Alce Nero Parla, Strade Blu, Ohio, Furore etc". Anche Laurel Pearl coglie il segno con un racconto toccante, e precede il piccolo capolavoro del disco, ovvero Joseph Cross. Si tratta di una canzone scritta da quell'inarrivabile maestro che è stato Eric Taylor, una delle più importanti ed influenti figure del songwriting americano, scomparso nel Marzo 2020, di cui almeno il primo meraviglioso omonimo album del 1995, dovrebbe essere obbligatorio in ogni collezione di dischi che si rispetti. Nella canzone appare Marco Fecchio con il suo impareggiabile talento e la sua formidabile chitarra, contribuisce a rendere stupenda la canzone.

Se Gone, la title track, era già nota per essere stata pubblicata come singolo, e che bel singolo con quel chiaro riferimento all'indimenticabile John Prine,  Dreaming Of King Lear, è la bellissima dedica agli amici cantautori, come Eric Taylor, Michael Smith, David Olney scomparsi in tempi recenti, che rende tangibile la gratitudine per la loro musica che hanno saputo regalare, e di quanto possa essere profonda la tristezza per la loro assenza. 

Registrato in tempi di pandemia, come accaduto per molti altri artisti, Gone ci regala una performance superba, grazie all'eccellente prova dei musicisti coinvolti, i due figli al banjo e al basso, la moglie Jan Lucas-Grimm alle seconde voci e all’armonica, Jason Wilber alla chitarra elettrica, il piano di Don Ledge ed il violino di Drederk von Wassenaer. Encomiabile, ma è una costante, ed anche una garanzia, il lavoro di proposizione e traduzione dei testi dell'opera, per la quale siamo sempre grati all'Appaloosa Records.

Ti ho tenuto lì, in attesa del tuo momento. E quando è arrivato non hai tradito le attese. Bellissimo lavoro, consigliato a tutti coloro che amano farsi del bene con album di siffata vaglia.

 

 

 

Track List

  • A Dream
  • Carry Us Away
  • Cadillac Hearse
  • 25 Trees
  • Laurel Pearl
  • Joseph Cross
  • Gone
  • Dreaming Of King Lear
  • A Dream (Reprise)

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