Live at the Folklore Center, NYC - March 6th, 1967<small></small>
− Cantautore

Tim Buckley

Live at the Folklore Center, NYC - March 6th, 1967

2009 - Tompkins Square/Goodfellas
18/09/2009 - di
Ascoltando il live di Tim Buckley registrato al Folklore Center di New York nel lontano ’67, davanti ad un pubblico di poco più di trenta persone, non si riesce a comprendere come questo straordinario cantautore non abbia raccolto in vita il successo che meritava, quel riscontro arrivato invece solo dopo la sua morte, diventando infine oggetto di culto per i musicofili e fonte d’ispirazione per una miriade di musicisti. Il piccolo show ci dà la possibilità d’immergerci in un ambiente intimo e familiare (ci sono le pause per l’accordatura della chitarra, scambi di battute con i presenti e colpi di tosse in sottofondo) e ascoltare il Buckley folksinger, che diceva essere fortemente influenzato dalla figura di Bob Dylan, ancora votato ad una forma canzone piuttosto tradizionale e melodica, lontano da quelli che poi saranno i suoi capolavori, ´Lorca´ e ´Starsailor´, nei quali Tim elaborerà una sorta di folk onirico e lisergico in cui poter dar sfogo ai mille colori della sua magnifica voce. La scaletta di ´Live At The Folklore Center´ pesca perlopiù dai soi primi due album, ´Tim Buckley´ e ´Goodbye And Hello´ (che uscirà nell’ottobre dello stesso anno), con l’aggiunta di qualche inedito. Le gemme ci son tutte: il dolce e raffinato fingerpicking di ´Song For Jainie´, gli struggenti arpeggi di ´Phantasmagoria In Two´, l’agrodolce melodia di ´Dolphins´ (incisa in studio solo nel ’74, come brano d’apertura di ´Sefronia´) e ´Troubadour´, che in alcuni fraseggi di chitarra anticipa il Buckley che si manifesterà di lì a poco. L’album ci consegna questa manciata di brani svestiti degli arrangiamenti di basso, organo e batteria, lasciandoci in compagnia esclusivamente di una sei corde acustica e dell’irripetibile voce di Tim. La bellezza del disco risiede soprattutto in questo. Tra gli inediti spiccano ´Country Boy´ e ´I Can’t Leave You Loving Me´, sia perché concludono il ´concerto´ in modo convulso e ritmato, sia perché ci deliziano con le mirabolanti evoluzioni vocali di Buckley. Sinceramente, non trovo alcuna valida ragione per non correre ad accaparrarsi questo bellissimo live.

Track List

  • Song for Jainie
  • I never asked to be your mountain
  • Wings
  • Phantasmagoria in two
  • Just please leave me
  • Dolphins
  • I can´t see you
  • Troubadour
  • Aren´t you the girl
  • What do you do (He never saw you)
  • No man can find the war
  • Carnival song
  • Cripples cry
  • If the rain comes
  • Country boy
  • I can´t leave you loving me

Tim Buckley Altri articoli