LOVE<small></small>
Italiana − Pop

Thegiornalisti

LOVE

2018 - Carosello Records
28/09/2018 - di
Attesissimo dai fan, il ritorno del trio romano dei Thegiornalisti è datato 21 settembre 2018, con il quinto album LOVE.

I testi di Tommaso Paradiso sonoun  mix di malinconia, si potrebbe osare definendolo spleen, voglia di correre a perdifiato sulla litoranea di Fregene in pieno inverno, sotto la pioggia, lasciandosi tutto alle spalle per andare incontro a quello che non si ha, che si vorrebbe avere, che non si ha il coraggio di afferrare, magari vestiti in jeans e maglione anni ’80.

Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera hanno deliberatamente dato ulteriore sfogo a quell’anima di alternative-pop che aveva contraddistinto il loro grandissimo successo Completamente, che li ha consacrati alla popolarità, facendoli passare dalle ristrette, intime esibizioni in locali romani ai Palasport, accanto ai nomi più in voga del nuovo indie-pop italiano come Calcutta, passando poi a sperimentazioni come il duetto con Fabri Fibra in Pamplona, tormentone della scorsa estate.

Sempre orecchiabili, perfette per essere fischiettate in strada, iconiche per le sessioni canore in macchina con gli amici di ritorno da un sabato notte in città, l’immancabile sottofondo durante un party; eppure, le tracce di LOVE comunicano forse qualcosa in più, che va ben oltre quello che ad un primo ascolto, superficiale e vittima dell’etichettare, potrebbe trasparire.

Si potrebbe osservare infatti un primo segnale di distacco dalla tendenza che il trio ha seguito nei precedenti album nella traccia d’apertura, semplicemente intitolata Overture: è un brano interamente strumentale, con un ritmo vivace dettato dai violini e dalla tromba, sicuramente un tocco di stile che non ci si aspetterebbe da un trio indie-pop. Overture permette di aprire la mente all’ascolto, fuggendo dalla smaniosa ricerca di significati che possano rappresentarci nelle parole del testo, una traccia ben lontana da un tormentone da sfoggiare in spiaggia.

Si passa poi a Zero stare sereno, che alterna un ritmo da ballata pop condita di nuances romantiche, con un sottofondo misto tra pianoforte e synth, ad un ritornello ritmato, puramente electronic-pop. La musica si adatta bene al testo:

Quant’è bello tornare dal mare

Con le luci delle macchine accese

E le siga tutte piene di sabbia

Siamo in coda ma chissene frega […]

E invece la casa è un casino

Il cane è da solo

Pulire il giardino

Domani c`ho un treno

Zero stare sereno!”

Sfatando la visione idillicamente serena del rientro da una giornata al mare, Paradiso gioca con la realtà che fa capolino tra le storie di Instagram in cui tutto sembra non poter andare meglio.

La caratteristica che traspare in tutte le tracce è proprio la descrizione di stati d’animo, eventi quotidiani, talvolta difficili, ma affrontati con sarcasmo, ironia e quel pizzico di malinconia che è diventato ormai il marchio di fabbrica dei testi dei Thegiornalisti.

La malinconia fa da sfondo a New York, il terzo singolo ad anticipare l’uscita dell’album.

La voglia di sfuggire anche solo per un attimo, magari in Una casa al mare fa capolino nella quarta traccia, nella quale il synth fa da protagonista ottenendo un ritmo che sembra quasi contrastare con il testo, che a brevi tratti sembra sfiorare senza tuttavia riuscire a toccare delle punte d’intimismo.

La quinta track, Controllo, ha quasi un ritmo cadenzato, che si sposa melanconicamente con sensazioni di morbidezza date dalla voce di Tommaso Paradiso nelle strofe, che diventa gradualmente più graffiante man mano che ci si avvicina al ritornello.

Love, traccia che dà il titolo all’album, si apre con un notevole, seppur breve, assolo di sax, successivamente accompagnato da una batteria leggera e null’affatto invadente. L’apertura viene, tuttavia, parzialmente smentita da un testo piacevolmente semplice nelle descrizioni, nella schiettezza delle frasi, eppure a rischio di essere troppo vicino al banale.

Decisamente elettro-pop, Milano Roma è la descrizione dei viaggi di un pendolare che vive un’ottima parte della propria vita su treni ad alta velocità sulla tratta da Roma a Milano e viceversa. Un testo simpatico, dal ritmo molto vivace, ma che rivagheggia un po’ una traccia che, negli anni Ottanta, si sarebbe potuta ascoltare durante una fitness session in palestra.

Il synth è preminente anche ne L’ultimo giorno della Terra, il cui testo gradevolmente romantico crea un interessante contrasto che rende l’ottava traccia una piacevole sorpresa.

L’inconfondibile pianoforte de Questa nostra stupida canzone d’amore è la terzultima tappa di questo viaggio nella vita di Tommaso, Marco Antonio e Marco. Riconoscibile anche il marchio di fabbrica dei Thegiornalisti in questa traccia, il primo singolo estratto dall’album nel cui video ha collaborato anche Alessandro Borghi. Molto melodica, romantica, che ammicca ai pezzi iconici delle canzoni d’amore italiane, tergiversando con giochetti alla Lucio Dalla. Non “i russi, i russi… Gli americani” stavolta, ma la Corea del Nord, che “Non potrà fermare tutto questo”, soltanto per ricordare a chi ascolta che si tratta ancora dei Thegiornalisti, niente paura.

Il “ritorno alla realtà”, all’immaginario musicale tipico del trio romano tocca il punto più alto in Felicità puttana, traccia protagonista del secondo videoclip tratto dal nuovo album che vanta la partecipazione della poliedrica attrice e cantante Matilda De Angelis, forse il brano più 80s pop di tutti.

Per trasformare l’album in un’esperienza che di chiuda a cerchio, l’ultima traccia è Dr. House:

Ciao dottore, ti scrivo una lettera aperta

Se fossi donna ti vorrei sposare

 Anche se fossi tua figlia mi andrebbe bene.

Come suggerisce l’incipit, questa track è una vera e propria lettera aperta che mette a nudo l’intimità di chi la scrive, aprendo le porte del proprio Super-Io, il tutto accompagnato da pianoforte e violino che si trasformeranno, nella seconda metà della canzone, in un’esplosione di ritmicità accompagnati dal synth attraverso cui si raggiunge il punto più alto, gli ultimi secondi, chiudendo con un susseguirsi corale, che ricorda una sorta di gospel. Un crescendo partendo dal basso sino ad arrivare il più in alto possibile, come in un vero bildungroman.

Track List

  • - Overture
  • - Zero stare sereno
  • - New York
  • - Una casa al mare
  • - Controllo
  • - Love
  • - Milano Roma
  • - L`ultimo giorno della Terra
  • - Questa nostra stupida canzone d`amore
  • - Felicit√† puttana
  • - Dr. House

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