The Third Mind (First Edition)<small></small>
Rock Internazionale − Alternative − Jazz

The Third Mind

The Third Mind (First Edition)

2020 - YepRoc
15/02/2020 - di
Molti anni fa avevo letto l`eccellente biografia di Miles Davis, So What, di John Szwed, ed ero rimasto affascinato dalle sue descrizioni approfondite di come Davis e il suo produttore, Teo Macero, crearono alcuni dei suoi classici album elettrici come Bitches Brew e Jack Johnson. In sostanza, Miles raccoglieva grandi musicisti in uno studio, sceglieva una chiave ed un groove e poi registrava tutto dal vivo per diversi giorni. Poi lui e Macero editavano e modellavano queste improvvisazioni in composizioni. Non avendo mai registrato in quel modo, avevo il desiderio di provare a farlo un giorno, se il destino me lo avesse permesso”. 

Aprire con questa dichiarazione rilasciata da Dave Alvin per descrivere come fosse nata l`idea di questo album, è necessaria per chi fosse portato a pensare.. "ecco un nuovo disco di Dave Alvin. Sarà Rock o Country, o, magari, ambedue le cose...". Invece scordatevi il passato fatto di Rock anfetamico e trascinante dei Blasters, o la verve devastante dei suoi album solisti, come le divagazioni Blues in compagnia di Phil Alvin o di quelle con Jimmie Dale Gilmore. Nulla di tutto ciò. Ma non ci sono nemmeno cover di pezzi di Miles Davis. C`è lo spunto e l`idea di fondo, quello sì. Ed il risultato è, a mio avviso, ad un passo dal capolavoro. Il problema poteva forse essere quello di trovare musicisti così eclettici ed aperti con i quali poter dar vita a questo progetto. Ecco allora affiancarsi ad Alvin misicisti di lundo corso come il batterista Richard Thompson Michael Jerome, il bassista Victor Krummenacher (Camper Van Beethoiven, ma anche i meravigliosi Cracker), ed un chitarrista come David Immergluck (Counting Crows, James Maddock), che non avevano mai suonato insieme prima. A loro si affiancano Jesse Sykes (Jesse Sykes & the Sweet Hereafter), D.J.Bonebrake (batterista co-fondatore dei leggendari X, ma anche Flash Eaters) e Jack Rudy all`armonica (già in passato con Dave Alvin in West of The West ed Eleven Eleven).

I brani scelti pescano negli anni sessanta, ed anche in questo caso c`è una logica, visto che quegli anni sono stati il momento centrale per lo sviluppo di musica che fosse in linea con linee guida di cui sopra, quindi estrema libertà di improvvisazione e creatività che si sviluppava evolvendosi come in una sorta di work in progress. Quello che ne viene fuori, come si diceva prima, sfiora il capolavoro. Journey in Satchidananda di Alice Coltrane, apre l`album suscitando subito sopresa. Versione molto simile all`originale, sognante e capace di trasportare l`ascoltare in una sorta di quarta dimensione, dove non vi sono definizioni rigide per definire le esperienze, ma siano noi a scegliere la "nostra vibrazione" momento per momento. The Dolphins è uno dei grandi capolavori di Fred Neil. Uscita nel 1966 sul terzo album del grande songwriter americano, apriva il disco, che sulla seconda facciata vedeva affacciarsi la splendida ed immortale Everybody`s Talking. Versione bellissima questa che viene presentata, con Alvin che canta il testo della canzone con intensità. Claudia Cardinale è l`unico pezzo scritto dalla band. E` uno strumentale conciso ma perfettamente inserito nel contesto dell`album. Morning Dew vede Jesse Sykes (che Immergluck afferma canti come Sandy Denny che incontra Grace Slick), e si allarga fino ad oltre  nove minut. Inizio morbido e sognante. Poi, gradualmente, il ritmo cresce, virando su tonalita blues / acid folk, fino divenire una pezzo strabiliante, oltre ad essere una delle più belle versioni mai ascoltate. 

Reverberation arriva dai 13th Floor Elevators di Rocky Erikson. I Third Mind ne offrono una versione decisamente più ricca rispetto a quella scarna e quasi essenziale della band di Erikson, con un groove incessante e potente. East West ci porta in casa della Paul Batterfield Blues Band, combo straordinario composta da musicisti di altrettanto valore. Un pezzo seminale, una jam stratosferica di oltre sedici minuti al quale devono aver assistito compiaciuti musicisti come Jerry Garcia, John Cipollina, Mike Bloomfield (coautore del pezzo insieme a Nick Gravenites). Una perla straordinaria che chiude un disco formidabile per concezione ed ispirazione. Il tutto è stato prodotto da Craig Parker Davis. La prima ediizone del disco in vinile contiene un 12 pollici allegato con due versioni di East West, rimixate da Tchad Blake, oltre ad un mini poster. Stessa cosa per il CD, sempre nella prima emissione.

La prima casella dei dischi dell`anno è già occupata......

Track List

  • - Journey in Satchidananda
  • - The Dolphins
  • - Morning Dew
  • - Claudia Cardinale
  • - East West
  • - Reverberation
  • Bonus tracks
  • - East West (Full Mongrel Uso Mix)
  • - East West 2 (Version)