Changing Colours<small></small>
Americana − Rock − Southern Blues Retro Rock

The Sheepdogs

Changing Colours

2018 - Warner Music Canada
17/06/2018 - di
Le praterie del Canada non sono esattamente il sud degli States”:  forse The Sheepdogs hanno sbagliato latitudine, o forse solo epoca storica, infatti,  il rock che propongono è esattamente il riflesso del miglior sound anni ‘70. Sono abili trasformisti nel sapersi muovere tra i costumi di quel periodo, rimbalzando tra il Southern e il folk, con un tocco di psichedelia a insaporire l’intrigante cocktail. I figli prediletti di Saskatoon sono senz’altro derivativi, ma alla fine, oggi, le scelte che un gruppo rock deve compiere non presentano molte alternative: si tratta di prendere una decisione tra il reinventare il genere adattandolo all’epoca odierna o semplicemente suonare riproponendo l’energia dei decenni passati, che rimangono i migliori. La prima scelta è la più rischiosa, quella in cui numerose band si sono poi “perse”,  o pochissime fra loro sono riuscite a lasciare un’impronta, ma meno ancora un segno che sia rimasto nel tempo. La seconda opzione è più sicura, anche se è difficile introdurre quel tocco personale che dà significato all’essere musicalmente originali.

Tuttavia, i ragazzi hanno maturato esperienza e sviluppato un sound più ampio, più maturo, soprattutto da quando la formazione ha delineato la sua struttura definitiva con l’ingresso in pianta stabile del fratello minore di CurrieShamus, che già in passato aveva suonato tastiere e fiati, e con l’inserimento del chitarrista di chiara estrazione blues Jimmy Bowskill (pregevole anche alla lap steel), che si sono aggiunti ai tre membri originari: Ewan Currie voce e chitarra, Ryan Gullen basso e Sam Corbett batteria. Ed è nel 2011 che la band si guadagna la copertina della rivista Rolling Stone e un contratto con l’etichetta Atlantic che ristampò subito il loro terzo disco Learn & Burn.

Changing Colors rappresenta il sesto album degli Sheepdogs e il secondo con l`indipendente Dine Alone Records ed è un concentrato di “pure, simple good-time musiccome afferma il loro leader Ewan Currie.

Rimangono pur sempre una formazione rn`r, dipingendo appunto con “i colori che cambiano” già la tripletta di apertura: dal miscuglio ritmico e il goloso cocktail di suoni country, blues e rock n`roll di Nobody, al grintoso southern rock costruito su riff accattivanti alla Lynyrd Skynyrd di I`ve Got A Whole Where My Heart Should Be per concludere con Saturday Night che mescola la sfrontatezza della west coast alla Steve Miller Band a vivacità sudiste.

The Big Nowhere galleggia tra ritmi latini, guiro, congas e tanto Santana, facendo venire voglia di aprire l’armadio vintage e indossare pantaloni a zampa per poi fuggire verso altre dimensioni, sulle acrobazie di un funambolico organo e di una tromba che echeggia con la sua sordina.
You Got to Be a Man è uno schietto e spavaldo blues-rock, uno di quelli che si presta ad essere suonato live, magari dagli Stones, mentre su I`m Just Waiting for My Time cala un mood profondo, tenebroso ma ammaliante, evocativo di pensieri notturni e seduzioni underground, fra psichedelie folk e svolazzi jazz-prog.

Echi e armonie alla CS&N possono essere ascoltati su Run Baby Run e sul gospel bluegrass n-boogie Born A Restless Man, mentre si assaggiano sapori country folk in stile America, ben conditi da pedal steel, slide e violino, su Let It Roll. L’inclusione di brevi jam tracks sullo sfondo di armonie chitarristiche alla Allman al limite del plagio, riportano lungo le polverose strade che conducono a Sud, la turgida Up In Canada, invece, è la ballad che accompagna la fuga su verdi strade tra boschi e montagne che sembrano intagliate, lungo la Trans-Canada Highway.

Questo album è un collage di immagini: sebbene i Cani da Pastore non abbandonino mai completamente le risonanze dei mitici seventies, presentano comunque un lavoro solido, come una volta si sapeva fare, e il continuo cambiar pelle nella sequenza dei pezzi proposti ne rappresenta una delle doti vincenti.

Istruzioni per l’uso: da ascoltare possibilmente su vinile.

 

Track List

  • Nobody
  • I`ve Got A Hole Where My Heart Should Be
  • Saturday Night
  • Let It Roll
  • The Big Nowhere
  • I Ain`t Cool
  • You Got To Be A Man
  • Cool Down
  • Kiss The Brass Ring
  • Cherries Jubilee Written-By – Jim Bowskill*
  • I`m Just Waiting For My Time
  • (Medley)
  • I) Born A Restless Man -Written-By – Jim Bowskill*
  • II) The Bailieboro Turnaround - Written-By – Jim Bowskill*
  • III) Up In Canada
  • IV) H.M.S. Buffalo
  • V) Esprit Des Corps
  • VI) Run Baby Run