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Rock Internazionale − Rock

The Rubinoos

From Home

2019 - Yep Roc
25/08/2019 - di
Sul finire del 1970 Tommy Dunbar e Jon Rubin formarono The Rubinoos per suonare ad una festa da ballo per la Bay High School a Berkeley, California. La loro esistenza dura poco oltre "l`evento", sciogliendosi praticamente subito. Ma a distanza di pochi mesi, nel Maggio del 1971, si riformano con Donn Spindt alla batteria e Tom Carpender al basso, che vanno ad affiancare i due fondatori. A questo punto la band decide anche di puntare su materiale scritto in proprio anzichè restare nel limbo delle semplici band dedite a coverizzare pezzi famosi. La fonte di ispirazione principale è quella che vede nei Purple Earthquake (che poi diverranno semplicemente Earth Quake), il cui chitarrista solista era il fratello maggiore di Tommy, Robbie Dunbar, per i quali The Rubinoos apriranno con una certa frequenza molti concerti nei vari club della zona di Berkley. Dopo un paio di album dal successo locale, Earth Quake (A&M, 1971) e Why Don`t You Try Me? (A&M, 1972), il manager del gruppo, Matthew King Kaufman, fonda la Beserkley Records che cominciò così ad ingaggiare musicisti che andranno ad arricchire un rooster di tutto rispetto. Tra questi   i notevoli Greg Kihn e Jonathan Richman con i suoi Modern Lovers, oltre a The Rubinoos. Il sound della Beserkley Records veleggia nell`ambito di un Pop Rock con rimandi che vanno dal Jingle Jangle al Punk, attravensando il Rock`n`Roll con risultati piacevolissimi.

Nel 1977, Beserkley pubblica The Rubinoos, l`omonimo album di debutto del gruppo che venne definito come  "Il miglior album pop del decennio" dal New Yorker. Il singolo principale, una bella cover di I Think We`re Alone Now di Tommy James, si spinse poco oltre la metà della Billboard Hot 100 diventando il primo successo dell`etichetta. Il successo si ripete con il secondo disco della band, uscito nel 1979. L`album, Back to the Drawing Board, contiene il singolo  I Wanna Be Your Boyfriend, che era stato pubblicato nel 1978, ottenendo un inatteso successo in Inghilterra, tanto che la band approdò in trasmissioni  televisive leggendarie come The Old Grey Whistle Test, per poi  portarli ad essere opening act per Elvis Costello nella parte americana del suo tour del 1979. Il seguito vedrà la band impegnata a tentare di restare agganciata ad un successo da minor league, ma pur sempre piacevole da assaporare. I loro dischi hanno spesso mantenuto quell`alone di piacevole fun fun fun che ne ha caratterizzato la carriera. 

Qualche mese fa la notizia che la band si sarebbe riformata nella formazione originale, per tornare a registrare nello stesso studio in cui avevano già registrato il loro primo singolo quasi mezzo secolo prima, un disco per una etichetta come la Yep Roc, grazie a Chuck Prophet, di cui Jon Robin è fan, che ha co-prodotto il disco, partecipando anche alla scrittura di un paio di pezzi  che appaiono sull`album. Le canzoni hanno sempre il piglio fondamentalmente energico ma sono suonate ancora meglio rispetto al passato, almeno dal punto di vista della proprietà strumentale dei musicisti, ma non hanno, e non potrebbero (a mio avviso) avere lo stesso micidiale impatto. Tutto ciò per dire che Far Home è un disco delizioso, con belle canzoni di buona presa come l`iniziale Do You Rember, o la piacevolissima Do I Love You. La palma personale del pezzo migliore vira decisamente sulla splendida Phaedra dal jingle assassino che si memorizza immediatamente trasformandola in una canzone irrestibile. In linea con tutto il resto dell`album che ha il merito di portare a galla una band ed un periodo musicale che sono rimasti indelebili nella memoria di chi, come il sottoscritto, apriva gli occhi e le orecchie con stupore ed ingenuità che gli anni avrebbero tramutato in consapevolezza e conoscenza.

Un disco dai sapori scintillanti, Power Pop fatto con classe assoluta. Una bella sorpresa.


 

Track List

  • Do You Remember
  • January
  • Do I Love You
  • Phaedra
  • How Fast
  • Heart for Sale
  • Honey from the Honeycombs
  • Rocking in Spain
  • Masochist Davey
  • Miss Alternate Universe
  • Pretty Close
  • Watching the Sun Go Down