Versions Of The Truth<small></small>
Rock Internazionale • Alternative • Prog

THE PINEAPPLE THIEF Versions Of The Truth

2020 - Kscope / Audioglobe

01/01/2021 di Laura Bianchi

#THE PINEAPPLE THIEF#Rock Internazionale#Alternative

Tecnica, energia e esperienza: ecco cosa presenta Versions Of The Truth, il nuovo lavoro dei The Pinapple Thief, la band progressive del Somerset, che non disdegna incursioni nei territori dell'alternative rock, alla ricerca di un suono che coniughi tradizione e contemporaneità, sempre nuova, nonostante decenni di musica alle spalle e alcuni cambi di formazione. 

Il ritratto della nostra epoca, dipinto nelle dieci tracce del lavoro, è indiscutibilmente oscuro, irto di contraddizioni e difficoltà; ne è un'efficace testimonianza il brano di apertura, la title track, in cui restano incisi nella memoria versi come You caught me in the black light / There was no way out for us / I thought it'd be a matter of time / But you lost your head / I followed you, but you were out of sigh / I did everything I could to get you back / Into my light. Disillusione, lotta, contrapposizione, malinconia, sentimenti rielaborati e resi in parola e musica da un'efficace sinergia, in cui Bruce Soord, Steve Kitch, Gavin Harrison e Jon Sykes esprimono un modo di pensare i nostri tempi molto aderente col comune sentire. 

L'ascoltatore passa così, nel breve volgere di cinque minuti, dalle atmosfere energiche e decisamente rock di Demons, col ritornello accattivante e inquietante insieme, a quelle oniriche e sospese del brano successivo, Driving like maniacs, ritratto netto e lucido di un fallimento sentimentale, eppure aperto a un rimpianto ancora fecondo; o ancora, nella canzone che conclude l'ascolto, The Game, a un ritmo essenziale, con Soord che evoca Peter Gabriel o Thom Yorke in alcune pieghe della voce.

Cosa resta del prog, in tutto questo? Esiste, e persiste, nelle vibrazioni, nella maestria con cui i quattro usano i propri strumenti, in alcune lunghe suites, come l'alluvionale Our Mire, in un'impronta complessiva, da cui però emerge, come già scritto, una ricerca inesausta di esperimenti e contaminazioni, fra omaggi ai grandi maestri e guizzi di originalità. 

Ne è un esempio anche la copertina del disco, un'incisione dell'artista tedesco, scomparso un anno fa, Michael Schoenholtz, scelta da Harrison, che, a suo dire, dopo averla mostrata agli altri membri della band, "In cinque minuti avevamo scelto tutti la stessa immagine. Personalmente lo vedo come un intrigante labirinto che raffigura il processo mentale della creatività. Non ha mai linee rette.” Sono tutte versioni della stessa verità, sfaccettata e labirintica, che i quattro musicisti intendono proporre agli ascoltatori, certi solo di aver composto un'opera di valore, in cui virtuosismo e spontaneità si uniscono, al servizio di una visione alta dell'arte e della vita.

Track List

  • Versions of the Truth
  • Break It All
  • Demons
  • Driving Like Maniacs
  • Leave Me Be
  • Too Many Voices
  • Our Mire
  • Out of Line
  • Stop Making Sense
  • The Game