THE HIGH COST OF LOW LIVING<small></small>
Jazz Blues Black − Blues

The Nick Moss Band Featuring Dennis Gruenling

THE HIGH COST OF LOW LIVING

2018 - Alligator Records / IRD
10/03/2018 - di
Nuovo arrivo in casa Alligator: dopo una carriera trentennale e dodici album all’attivo il chitarrista di Chicago firma con la storica etichetta il suo ultimo lavoro The High Cost Of Low Living. Tredici brani, di cui 10 originali, nella miglior tradizione del blues urbano,  con un tocco di “old school rock’n’roll” e briose esplosioni di boogie woogie.

Cresciuto musicalmente nei club della Windy City, Nick Moss vanta collaborazioni con nomi prestigiosi dell’ambiente, da Jimmy Dawkins (“quello che ho imparato da lui è stata la sua capacità di giocare con il fuoco e la passione”) a Willie “Big Eyes” Smith e Jimmy Rogers (“mi ha insegnato a divertirmi con il ritmo e con il tempo”) ed ha inoltre condiviso scenari live con Buddy Guy, Kenny Wayne Sheperd e Ronnie Earl, che lo definisce uno dei suoi chitarristi preferiti.

Nel nuovo album il binomio vincente nasce con l’arrivo del  talentuoso armonicista Dennis Gruenling, provenienza New Jersey, che, a dispetto dell’inguardabile giacca pitonata, si presenta con uno stile frizzante e vigoroso, muovendosi in perfetta sintonia con la chitarra di Moss.

I due possono contare sullo slancio di una band che amalgama con destrezza uno swing divertente e dinamico, in grado di generare continuamente energia.

Tutto il disco si mantiene in equilibrio tra il sound appassionato di Chicago e la vivacità del Rock and Roll, in più di un momento i bacini ondeggiano e la voglia di seguire il ritmo è palpabile .

In Crazy mixed up baby, brano d’apertura, Moss inchioda immediatamente uno dei suoi assoli al quale risponde la muscolare armonica di Gruenling, mentre, intorno, una piccola sezione fiati accompagna i protagonisti, scaldando ulteriormente il clima.

Get Right Before You Get Left è un boogie old school croccante e allegro dove i riff di Moss giocano con i fiati, e lo shuffle dell’ottima sezione ritmica (Nick Fane al basso e Patrick Seals alla batteria) regge bene la parte ai primi attori. Count on me, invece, è uno spassosissimo e tirato R n’R alla Chuck Berry, dove Taylor Streiff si esibisce in pianismi da pinup e brillantina, mentre in Get your hands out of my pocket (cover di Otis Spann), protagonisti diventano l’armonica e un piano selvaggio e improvvisato.

He walked with Giants (ode ad uno dei migliori pianisti contemporanei del blues di Chicago, Barrelhouse Chuck, in tour con Moss e i Flip Top alla fine degli anni  90 e scomparso appena poco più di un anno fa), esprime l’eccellente affiatamento della band, condotta, da basso e pianoforte, in un intenso blues da club di periferia, mentre in No sense il binomio chitarra/ armonica si aggancia su un caldo e seducente honky  tonk.

Il solo brano ad “uscire dagli schemi” del disco è Lesson to Learn, una rumba blues dal sapore latino con la voce di Gruenling modulata su inflessioni soul.

Un lavoro onesto, genuino e vivace, che traduce l’intento di Moss: " Se la musica suscita una reazione giusta, una reazione interna, sia che tu abbia tre o trenta o novanta anni, la missione è compiuta. Con la mia musica voglio raggiungere le persone che vogliono essere raggiunte ".

Una bella avventura sonora, uno swing coinvolgente, dove il chitarrista di Chicago dimostra di avere tocco e feeling  ma anche la modestia per lasciare spazio ai suoi musicisti, abili nel dividersi i compiti portando a termine un disco allegro e godibile.

Track List

  • Crazy Mixed Up Baby
  • Get Right Before You Get Left
  • No Sense
  • The High Cost Of Low Living
  • Count On Me
  • Note On The Door
  • Get Your Hands Out Of My Pockets
  • Tight Grip On Your Leash
  • He Walked With Giants (Ode To Barrelhouse Chuck)
  • A Pledge To You
  • Lesson To Learn
  • All night diner
  • Rambling On My Mind