Sing me back home<small></small>
− Soul, Blues

The New Orleans Social Club

Sing me back home

2006 - Burgundy Records
02/08/2006 - di
Il New Orleans Social Club non è il Buena Vista Social Club reso famoso in tutto il mondo da Wim Wenders e Ry Cooder, ma ha comunque qualcosa in comune con l’ensemble cubano.
Più che il nome, che costituisce un semplice richiamo, è l’intento dei protagonisti radunatisi per salvare una cultura e uno stile musicali a rischio: se a Cuba era stata una questione d’età e d’indifferenza a motivare il progetto, qua la causa è stata il disastro provocato dall’uragano Katrina a New Orleans e dintorni.
Sotto il nome del New Orleans Social Club si cela infatti un gruppo di musicisti scampati all’inondazione e ritrovatisi senza la loro città: Ivan Neville (organo hammond e voce), George Porter Jr. (basso) Raymond Weber (batteria), Leo Nocentelli (chitarra) e Henry Butler (wurlitzer). A questi si aggiungono poi di traccia in traccia ospiti “locali” più o meno noti come Irma Thomas, Dr. John, John Boutte e i Subdudes.
È evidente l’affinità con “Our New Orleans”, altro progetto benefico di cui ci siamo già occupati: i due dischi condividono qualche presenza e alcune generalità a livello di stile (r&b, soul, funk e cajun), ma si differenziano notevolmente per la loro identità. Mentre “Our New Orleans” era un disco elegiaco, accorato, suonato a ridosso della tragedia e quindi definito da un maggior senso di sofferenza, questo è un album di reazione, che cerca volutamente di recuperare lo spirito più vivace della città.
Le canzoni comunicano un senso di festa e giustamente nel booklet del cd vengono presentate come un gumbo ricco di ingredienti: questa pienezza è garantita dalla band sopra nominata, un ensemble perfetto nel muoversi tra r&b, funk e soul.
Non viene raggiunto lo stesso livello di intensità di “Our New Orleans”, ma questo soprattutto perché si tratta di un tipo di partecipazione diversa: anche il video contenuto nel cd-rom documenta uno spirito più reattivo che commosso, ben simboleggiato da una versione di “Fortunate son” spinta tra basso e organo.
Le gemme del disco sono una “Hey Troy, your mama´s calling you” gioiosa, in cui spiccano le parti dei fiati, e il medley di “Where Y´at?” che mette in primo piano i contagiosi andamenti da street parade di New Orleans. Notevoli i Subdudes, che in “Make a better world” offrono un bell’impasto di cajun, e le danze di “99 1/2 Won´t Do” accelerate nel finale dal clap hands del Calliope Project Community Choir.
Tutte le tracce offrono una qualità godibile e pimpante fino alla conclusione con la cover di “Why” (Annie Lennox), che diventa una preghiera quanto mai appropriata.
“Sing me back home” è un titolo perfetto per dichiarare la volontà degli abitanti di New Orleans di tornare a cantare e vivere la loro città.

Track List

  • This Is My Country|
  • Fortunate Son|
  • Look Up (a.k.a. Whenever)|
  • Walking to New Orleans|
  • Hey Troy, Your Mama´s Calling You|
  • Loving You Is On My Mind|
  • Somewhere|
  • 99 1/2 Won´t Do|
  • Make A Better World|
  • First Taste of Hurt|
  • Where Y´at?|
  • Chase|
  • Why