High Water I<small></small>
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The Magpie Salute

High Water I

2018 - Mascot / Provogue
11/09/2018 - di
Se questa fosse una storia inizierebbe in questo modo: “C’erano una volta due fratelli, Chris e Rich Robinson. Questi due fratelli avevano fondato una “rock band”, i Black Crowes, una band che nel 1990 la rivista Rolling Stone aveva definito “Nuovo miglior gruppo americano”. Purtroppo, come spesso succede in molte famiglie e, come spesso succede ed è successo nel mondo della musica (basti pensare a Noel e Liam Gallagher degli Oasis), i due fratelli litigano e la band di scioglie. Chris inizia una carriera solista e diverse collaborazioni che lo portano a fondare la “Chris Robinson Brotherhood” mentre Rich, nel 2016, richiama alcuni altri membri dei Black Crowes ed inizia così la storia di The Magpie Salute.

Il nome di questa band è altrettanto interessante perché deriva da una superstizione del mondo inglese, secondo la quale si pensa che se si vede una gazza bisogna renderle onore, “fare il saluto” per scacciare la negatività.

Dopo la pubblicazione, nel 2017, dell’omonimo album live contenente esclusivamente cover, ad agosto i Magpie Salute hanno pubblicato il loro primo vero lavoro di studio High Water I, che rappresenta la prima parte di un più ampio lavoro (la seconda uscirà nel 2019). Questo è un album con sonorità interessanti, che ripercorre sicuramente lo stile dei Black Crowes e della musica Americana, con elementi di psichedelia, rock e anche pop.

L’album si apre in modo forte con Mary the Gypsy, brano in cui chitarra e batteria la fanno da padroni e coprono quasi le parti vocali che rappresentano l’elemento meno interessante del pezzo. High Water è un brano con forti caratteristiche di psichedelia in cui le parti vocali sembrano un po’  artefatte e la chitarra è la vera protagonista.

Si  prosegue con Send me an Omen, un brano decisamente rock, dove le parti vocali sono più definite e più chiare e dove ci sono ancora dei passaggi di chitarra assolutamente interessanti. I due brani successivi For the Wind e Sister Moon, due tra i primi singoli estratti, sono anche i migliori del disco. Nella prima la fusione tra il piano e la chitarra, soprattutto nella parte iniziale, è davvero eccellente e il finale con chitarra acustica è davvero molto bello. Mentre Sister Moon è il brano che definisce questo album. Un pezzo di grande atmosfera, ben strutturato in cui è, ancora una volta, la batteria a rappresentare la vera discriminante. Da qui in poi, le canzoni diventano un po’ ripetitive, soprattutto nella scelta dei suoni, con l’eccezione rappresentata da Hand in Hand in cui si ritrovano dei passaggi di blues più classico.

High Water I non è un lavoro facile. E’ un album in cui ci sono elementi interessanti come la batteria di Joe Magistro che rimane, insieme alle tastiere di Matt Slocum (musicista che vanta collaborazioni prestigiose tra cui gli Allman Brothers e B.B. King, solo per citarne alcuni), il vero punto di forza non solo dell’album ma anche della band. Certo, la chitarra di Rich Robinson si sente, ma forse non come ci si aspetterebbe. L’elemento più debole di questo gruppo è, purtroppo, la voce di John Hogg che spesso è coperta dal suono degli strumenti.

I Magpie Salute ci regalano sicuramente un buon lavoro ma i Black Crowes con la voce e il carisma di Chris e la chitarra di Rich erano un’altra cosa. Chissà se un giorno torneranno insieme o se, invece, continueranno ad odiarsi come i fratelli Gallagher.

Track List

  • Mary The Gipsy
  • High Water
  • Send Me An Omen
  • For The Wind
  • Sister Moon
  • Color Blind
  • Take It All
  • Walk On Water
  • Hand In Hand
  • You Found Me
  • Can you See
  • Open Up