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Americana − Folk

The Duhks

Beyond the Blue

2014 - Compass Records / IRD
29/10/2014 - di
The Duhks è una band Canadese-Americana formatasi nel 2001 a Winnipeg. Il gruppo ha pubblicato cinque album in studio e due live e ora, dopo diversi cambiamenti nella formazione e a sei anni dall’ultimo album in studio, esce con questo nuovo disco, Beyond the Blue, che vede una rinnovata line-up con accanto al fondatore della band Leonard Podolak al banjo, il rientro nella formazione, dopo alcuni anni, della cantante Jessee Havey  anche lei con Leonard tra i fondatori dei The Duhks, e i nuovi membri Kevin Garcia alle percussioni, Rosie Newton al violino e Colin Savoie-Levac  alle chitarre e bouzouki .

Ecco quindi un nuovo disco e una  lunga tournee per una band che ha sempre realizzato ottimi album e che anche con questo nuovo lavoro conferma le grandi qualità, la freschezza e la brillantezza dei suoni prevalentemente acustici.

The Duhks riescono con questo lavoro, forse il loro migliore, a fondere  folk, old time music, bluegrass, country, zydeco,  stomp grass, realizzando così un album con forti sapori tradizionali americani e canadesi ma anche irlandesi  e mediterranei, con banjo, violino e armonie vocali  protagonisti assoluti.

I motori fondamentali della band sono proprio i due fondatori : Leonard Podolak con il suo banjo “Appalachiano” e la splendida, cristallina, limpida  voce di Jessee Havey che dona ai brani diverse   sfaccettature, pathos e soul impensabili, affiancati dai tre nuovi membri  della band e da una dozzina di altri musicisti tra cui due dei membri della formazione originale, Tania Elizabeth Stack e Jordan McConnell.   

L’inizio è alla grande con la title-track Beyond the Blue, splendida ballata acustica ritmata, con banjo e violino a duettare e la melanconica voce di Jessee a fare la differenza rispetto ad un normale brano alla Mumford and Sons, la seconda traccia, Banjo roustabout , traditional, è dura, elettrica quasi folk-prog, e il terzo brano , Suffer no fools lenta ,delicata ed emozionante ballata folk è uno dei momenti più alti del disco.

These dreams è un brano che si discosta decisamente dal resto dell’album, R&B e soul con fiati e Hammond in primo piano per un brano che potrebbe essere un hit da classifica, ma si ritorna nei binari del disco con Black mountain lullaby, deliziosa  ballata acustica, con la bella voce di Jessee  più che mai in grado di trasmettere notevoli sensazioni , e con Lazy John, brano che sembra uscito da un disco di Zachary Richard, che  è pura festa di suoni  zydeco e cajun, con grande uso di fisarmonica ,violin e con Leonard al canto.

Due i brani strumentali: Tonderhoning, composto in Danimarca, folk e old time mischiati a sapori irlandesi/europei  e You go East, I’ll go West che, come si intuisce dal titolo, sono in realtà due canzoni in una, la prima grazie anche all’uso del bouzouki,  con forti sapori mediterranei/balcanici e l’altra  con un notevole cambio di ritmo, dai profumi e atmosfere del Sud degli Stati Uniti con armonie vocali  e un crescendo finale quasi da gruppo folk-prog. 

C’è anche un brano cantato in francese, Je pense à toi, ritmata, avvolgente e sinuosa danza con Jessee  affiancata al canto da Tania Elizabeth Stack, in un duetto ricco di atmosfera . Il brano è poi ripreso nella traccia finale in versione solo strumentale, con una grande fisarmonica che la fa da padrone evidenziando ancora  di più la bella e melanconica melodia del brano.

Beyond the blue è sicuramente uno dei migliori esempi di cosa vuol dire fare folk oggi, un folk moderno, lontano dai facili effetti, ma  ricco di contaminazioni  e di splendide sonorità  acustiche, un folk senza tempo, un  gioiello di disco che è un grande piacere ascoltare e riascoltare.

Consigliato. 

 

 

Track List

  • Beyond the Blue
  • Banjo Roustabout
  • Suffer no fools
  • Burn
  • These dreams
  • Black Mountain Lullaby
  • Tonderhoning
  • Lazy John
  • Je pense à toi
  • You go East, I’ll go West
  • Just one step away
  • Je pense à toi (reprise)

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