The complete live at raji’s<small></small>
− Americana

The Dream Syndicate

The complete live at raji’s

2004 - RYKODISC
14/11/2004 - di
Un disco è la testimonianza di un momento, di un’esperienza, soprattutto se registrato dal vivo. A volte può riuscire ad assumere anche una valenza storica per il significato e il peso che assume verso le generazioni a venire. È il caso di “Live at Raji’s” dei Dream Syndicate, un live di quelli “storici”, appunto, in ogni senso.
Da qualche mese la Ryko ne ha pubblicato la versione completa in due cd, che comprende anche le tracce originariamente escluse dal vinile. L’occasione è ghiotta sia per i feticisti sia per chi non possiede quella che si può considerare una delle pietre miliari rock delle ultime decadi.
Chiunque vi si accosti o si appresti all’acquisto, lo farà aspettandosi qualcosa che renda ancora (se non addirittura più) memorabile l’ascolto: in effetti è così, ma “The Complete Live at Raji’s” fatica a reggere lo spietato confronto. Non per nostalgia del vinile o per una caparbia ostinazione a favore dell’originale (che comunque ammettiamo e sosteniamo).
Innanzitutto, le tracce inedite qui incluse non sono imprescindibili: anche le cover di “See that my grave is kept clean” e di “All along the watchtower” non aggiungono molto a quanto già detto da Steve Wynn e compagni, pur essendo pezzi da novanta interpretati con la dovuta abrasiva concisione, soprattutto “All along the watchtower”, in bilico tra la versione di Hendrix e quella dei Giant Sand.
Il fatto è che “Live at Raji’s” godeva di una scaletta perfetta, soprattutto nelle ultime tre facciate, insuperabile nella sua sequenza e continuità di tensione.
Questa “nuova” versione ha il pregio di ricalcarne l’essenzialità, senza aggiungere improbabili dvd o altri effetti da “Deluxe edition”. La grafica e il suono non sono stati alterati nella loro sostanza e questo depone a vantaggio dei due cd, che ripropongono in toto non solo le parole, ma anche i “difetti”, che la band lascia intercorrere prima, dopo e durante le esecuzioni: così capita che la voce di Wynn finisca sotto gli strumenti o che la chitarra di Butler si impenni oltre misura, particolari che depongono tutti a favore della dimensione live.
Quindi, l’ascolto di “The Complete Live at Raji’s” non ha lo stesso effetto dell’originale: aggiunge particolari, ripete concetti e forme là dove i Dream Syndicate avevano già scolpito tutto. Però è vero che anche la materia scartata può essere utile a quanto era nelle intenzioni dell’autore e in questo caso se ne possono percepire i tagli netti, sentire le urla (dei pochi presenti) e immaginare con più nitidezza il luogo, contenere a stento l’impatto di un concerto che non sfigurerebbe a fianco di quello di tanti gruppi contemporanei e storici, Doors compresi.
Se a questo aggiungete che qua si ha l’occasione di sentire su cd uno Steve Wynn che non sarà mai più così feroce, la conclusione è scontata: sono due dischetti da avere, anche se negli annali del rock nessuno potrà prendere il posto dell’originale “Live at Raji’s”.

Track List

  • Cd Doppio

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