Diamond jubilation<small></small>
− Soul, Country

The Dixie Hummingbirds

Diamond jubilation

2003 - TREASURE RECORDS / ROUNDER
11/04/2004 - di
I Dixie Hummingbirds sono un gruppo gospel che con questo disco ha festeggiato il settantacinquesimo anno di esistenza.
Si potrebbe pensare ad un’operazione di recupero, celebrativa e nostalgica, soprattutto visto l’interesse che qualunque forma di revival sembra suscitare di questi tempi. Invece “Diamond jubilation” è “solo” l’apice di una carriera già storica.
Formatisi negli anni Venti, i Dixie Hummingbirds hanno vissuto epoche, mode e cambi di formazione, tanto che l’unico membro originario dell’attuale band è Ira Tucker. Nonostante l’età e le tonache esibite in copertina, questi vecchietti dimostrano una brillantezza nell’interpretazione da fare invidia: il loro è un suono traditional, legato alle radici dell’american music, tuttaltro che datato.
Con una band formata da Larry Campbell in cabina di regia a svolgere “la funzione del Ry Cooder” tra arrangiamenti e produzione, da Tony Garnier (basso), da Levon Helm (batteria) e da Garth Hudson (fisarmonica, tastiere), “Diamond jubilation” combina soul e gospel, blues e country, swing e folk.
Non è l’ennesima rassegna della musica americana dello scorso secolo, perché le voci e i suoni dei Dixie Hummingbirds vanno a fondo di ogni pezzo: conditi da prestazioni vocali di livello assoluto, i brani passano dal cajun dell’iniziale “God’s radar” al doowoop di “He watches out for you and me”, dallo spiritual di “When I find Jesus Christ” al bluegrass di “I’ve been born again”.
Ogni pezzo entra nel genere e lo aumenta cogliendo tutti gli agganci vocali e strumentali che si sono storicamente prestati (e ancora si prestano) al suo interno tra rock’n’roll e affini.
“Diamond jubilation” è un disco senza tempo, che suona tanto antico quanto moderno: “Nobody’s fault” è un blues primitivo, con tanto di battito di mani e di voci gospel, in precario equilibrio tra peccato e redenzione, mentre “When I go away”, con una prestazione istrionica di Dr. John al wurlitzer, è trainato da un gioco di voci che hanno la forza di un rap.
“City of gold” è un pezzo scritto da Dylan che diventa un inno gospel, giè sentito su quel “Masked and anonymous” pubblicato l’anno scorso dallo stesso Bob.
La forza di Ira Tucker, Lyndon Baines Jones, William Bright, Frank Frierson, James Williams Enoch Webster è spirituale, perchè è spiritual e soprattutto perchè ha in sè lo spirito del rock’n’roll, quello originario, capace di attingere ai generi di musica nera e bianca, per crearne una miscela scoppiettante.
La tradizione nera si sposa con quella bianca in un crogiolo di suoni e di voci, che si fanno una carne sola: i Dixie Hummingbirds predicano una fede nel rock’n’roll, tanto convinta da andare oltre quei limiti ad essa imposti dal tempo e dai suoi stessi peccati.

Track List

  • God´s Radar|
  • He Watches Out for You and Me|
  • Too Many Troubles|
  • Someday|
  • When I Found Jesus Christ|
  • When I Go Away|
  • I´ve Been Born Again|
  • City of Gold|
  • Nobody´s Fault|
  • I Bid You Goodnight|
  • Rasslin´ Jacob