In The End<small></small>
Rock Internazionale − Alternative

The Cranberries

In The End

2019 - BMG
18/05/2019 - di
Dentro c’è tutta Dolores O’Riordan, come se quel maledetto 15 gennaio 2018 la Chiamata non fosse toccata a lei. Noel Hogan e la cantante avevano iniziato a scriverlo durante il tour del 2017 ed erano riusciti ad avere in mano un bel mucchietto di canzoni con le tracce vocali definite, poi lei se n’è andata partendo dall’Hilton di Park Lane, Londra, e quella voce che doveva essere solo un demo in attesa di perfezionamento si è messo ben presto a scottare. L’autorizzazione dei familiari della cantante diedero impulso alla produzione, affidata a Stephen Street, e alla composizione ed esecuzione delle lineee musicali assenti da parte dei fratelli Noel e Mike Hogan e a Fergal Lawler.

In the End, capitolo numero otto tra gli album in studio dei Cranberries, rappresenta il saluto d’addio del gruppo irlandese, dopo una bellissima storia musicale nata discograficamente nel 1993. Al di là del titolo del disco, che segna anche la canzone di chiusura, pezzi come Lost, Wake Me When It’s Over e All Over Now dimostrano quanto in nuce questo album sia un canto di chiusura, il capitolo definitivo di una storia di volo terreno.

In The End è, volontariamente o no, la sintesi dell’arte del gruppo irlandese. Ci sono le classiche intonazioni che ci hanno fatto amare la voce di Dolores (forse meno nervosa che in passato), quella stentorea tirata (ma meno svolazzante) come la punta più alta di un inno, quella più intima e gentile, quella più grattata, quella più da story-telling.

Si va dal tradizionale ma sempre fresco pop rock dell’opener All Over Now, punteggiata dal piacevole riff della chitarra di Noel Hogan, alla cadenzata col movimento a salire Wake Me When It’s Over (con un giro di basso che appare quasi a dirci: “Guarda che siamo noi quelli che hanno scritto Zombie”), dalla pizzicata A Place To Know (“I`m sorry I left you/ I`m sorry I love you”, si ascolta nel canto dolente senza lamento) al momento più inedito della poetica musicale del gruppo, Catch Me If You Can, aperta da un pianoforte a la Nyman e man mano sempre più robusta nel suo tema principale grazie a eleganti archi e a un’intera struttura alquanto sofisticata.

Scritti interamente dalla frontwoman, i testi delle canzoni rivelano un preciso carattere dell’autrice, pronta a riprendere e riscrivere un’altra storia dopo troppi anni avversi passati tra divorzi e cadute della psiche. Liriche guidate da impennate emotive e sottolineature esistenziali da private conversation, caratterizzate da una forte tensione che però mai, almeno apparentemente, ci porta a sentori di nichilismo messaggeri di un gesto definitivo.

Delicato e rabbioso, cupo e leggero, melodico e ruvidoIn The End è un quadro sonoro dove, continuando a procedere nel sentiero su cui si è seminato, il gruppo di Limerick rende vivida la tela con colori opposti, fino allo spleen finale, la ballatona che del disco è anche la titletrack emozionante non solo perché a posteriore la sentiremo sempre e comunque come l’ultimo pezzo in assoluto del gruppo. È un canto sereno quello che ascoltiamo. Come Dolores sarebbe voluta essere ma non è stata. Ne usciamo commossi.

Sipario.

 

Track List

  • All Over Now
  • Lost
  • Wake Me When It’s Over
  • A Place I Know
  • Catch Me If You Can
  • Got It
  • Illusion
  • Crazy Heart
  • Summer Song
  • The Pressure
  • In the End