Unlovely<small></small>
Rock Internazionale • Alternative • Indie Folk

The Ballroom Thieves Unlovely

2020 - Nettwerk Music Group

07/04/2020 di Laura Bianchi

#The Ballroom Thieves#Rock Internazionale#Alternative

Com'era la storia riguardo al terzo album di un artista o una band? Che è il più rischioso, perché occorre confermare non solo la buona impressione prodotta dal primo, ma anche dare un seguito al secondo?

Nel caso della band di Boston The Ballroom Thieves, il rischio di un insuccesso del terzo album è egregiamente evitato; Unlovely suona benissimo, e, pur incentrato attorno a una tematica quanto mai di attualità, presenta un ventaglio di toni, stili, proposte, tenute insieme da un arrangiamento dalla mano sicura e dalla lucida visione di insieme.

Merito del produttore Jerry Streeter, che ha dato spessore al tappeto sonoro del trio, ma onore ai musicisti, Martin Earley (voce e chitarra), Devin Mauch (voce e percussioni) e Calin Callie Peters (voce, violoncello e basso), oltre che alla band che li accompagna, con musicisti di vaglia, come Brian Graham, potente sassofono nell'energetica e stonesiana Vanity Trip, Phil Rodriguez, tromba in una Roll the bones intrisa di soul, o l'intera band Darlingside per la coinvolgente, emozionante traccia iniziale, che dà il titolo all'album, e che marca il territorio comunicativo in cui si situa il lavoro, insieme riflessione sui nostri tempi, denuncia sociale, apertura all'impegno, individuale e collettivo.

La voce di Callie guida, con piglio sicuro e forte personalità, un percorso molto variegato, screziato si direbbe, che sfugge a ogni incasellamento e definizione, per muoversi nelle più diverse suggestioni musicali, a volte anche nello stesso brano, pur mantenendo una compattezza espressiva degna di professionisti navigati.

Particolarmente efficace è l'alchimia fra Earley e Peters, e fra questi e le background vocals, come ad esempio nella fortissima Tenebrist, che vanta un testo incisivo, con versi come We all muddy the water, / To make it seem less shallow / If our grief grows like a shadow /And in the morning that's alright / We need the dark to know the light, oppure nella ballata alla Sam Cooke In the dark, sostenuta da fiati insieme classici e contemporanei, o ancora in Roll the bones, dagli echi di Van Morrison.

Non mancano le tracce in cui l'influsso indie sembra essere più spiccato, come la rarefatta Pendulum, o la sognante For Hitchens, dalla chitarra ispirata e delicata, ma anche in questi casi l'interpretazione e i testi segnano un passo avanti rispetto a tanta produzione anodina e poco centrata, mentre i Ballroom Thieves suonano sempre originali, potenti e diretti. Non resta che attendere il momento in cui possano raccogliere anche in Europa il meritato successo.

 





 

Track List

  • Unlovely (feat. Darlingside)
  • Tenebrist
  • In the Dark
  • Homme Run
  • Don`t Wanna Dance
  • Begin Again
  • Vanity Trip
  • Roll the Bones
  • Pendulum
  • Love Is Easy
  • For Hitchens