Upfront & down low<small></small>
− Cantautore, Country

Teddy Thompson

Upfront & down low

2007 - Verve Forecast
23/10/2007 - di
Dopo un buon omonimo esordio (una delle prime produzioni di Joe Henry), ci sono voluti sei anni prima che Teddy Thompson, lasciata la Virgin, tornasse con un album sulla lunga distanza. Se “Blunderbuss” rimane infatti solo un introvabile Ep autoprodotto del 2004, “Separate Ways”, uscito invece lo scorso anno, si segnala invece come un ottimo lavoro, ricco di belle canzoni. Nello stesso anno - quel 2006 che sembra lanciare definitivamente il figlio di Linda e Richard Thompson, icone del folk inglese, nell’olimpo di quel cantautorato americano sempre in bilico tra radici e pop - Teddy partecipa con due brani alle registrazioni del disco tributo a Leonard Cohen “I’m Your Man” e con altrettanti alla colonna sonora della pellicola hollywoodiana “Broken Mountain”.
Ed è proprio grazie a questa pellicola, immaginiamo, che Teddy riscopre il country e si butta a capofitto nella lavorazione di un disco che più americano non si può. Il suo omaggio al genere rilegge brani più o meno noti, a suo tempo interpretati da icone come Dolly Parton, leggende immortali come gli Everly Brothers, miti del calibro di Elvis Presley, vecchi eroi del country che rispondono al nome di Dallas Fraizer. Se aggiungiamo che alla realizzazione delle canzoni hanno collaborato fior di professionisti, citiamo ad esempio il chitarrista Marc Ribot, l’arrangiatore inglese Robert Kirby, già al fianco di Nick Drake, e l’immancabile amico Rufus Wainwright, potremmo anche immaginare di aver tra le mani un gran disco.
Ma non è così. Lasciamo pur perdere il suicidio commerciale che comporta un tributo come questo, anche nella patria del country. Quel che rende l’operazione discutibile non sono infatti le sue eventuali disgrazie commerciali, ci mancherebbe, ma la sostanza della stessa. Che qui non c’è.
A partire dall’iniziale “Change of Heart” (prima e ultima canzone che citerò) che sembra un pezzo del John Denver meno ispirato di sempre. Non vorrei sembrare troppo drastico, ma se esistesse una scuola per cantautori, questo disco andrebbe citato ad esempio per ricordare a un giovane songwriter tutto ciò che non di deve fare.
Si potrà anche non essere d’accordo, parlare di atti d’amore e di atri nobili intenzioni, ma Thompson (brutta bestia essere figli d’arte) aveva bisogno di crescere con un suo lavoro, e non di cercare inutili vezzi in una manciata di cover che, per quanto possano avere buone artistiche, restano cover. Certe ambizioni è meglio lasciarle ad artisti (vedi ad esempio l’ottima prova di Richard Shindell) che hanno il carisma per sostenerle. Altrimenti si finisce per annoiare con un compitino da primo della classe. Ma che compitino resta. Anche quando a suggerire c’è un’intera classe di eletti.

Track List

  • Change Of Heart|
  • Touching Home|
  • Walking The Floor Over You|
  • (From Now On All My Friends Are Gonna Be) Strangers|
  • I´m Left, You´re Right, She´s Gone|
  • My Heart Echoes|
  • The Worst Is Yet To Come|
  • My Blue Tears|
  • Down Low|
  • You Finally Said Something Good (When You Said Goodbye)|
  • She Thinks I Still Care|
  • Let´s Think About Living|
  • Don´t Ask Me To Be Friends