In circles<small></small>
− Cantautore, Indie

Tara Jane O’neil

In circles

2006 - QUARTERSTICKS RECORDS
04/10/2006 - di
Tara Jane O’Neil è una cantautrice di Portland che ha al suo attivo la pubblicazione di quattro dischi; si occupa anche di pittura e i suoi dipinti sono stati esposti in gallerie negli States, in Europa e in Giappone.
È una polistrumentista che si diverte a sperimentare con sonorità varie, a cavallo fra l’essenzialità elettronica e l’improvvisazione. Questo “In circle” è il suo quarto disco per la Quartersticks, impostato decisamente sugli strumenti acustici; si apre con un brano solo strumentale di quelli che non permettono di capire da che parte questo album avrà intenzione di portare l’ascoltatore. Una chitarra registrata decisamente alta segue un arpeggio su cui entra una voce lontana e delicata che segna l’inizio del secondo brano: una ballad triste che ci fa entrare “nel cerchio” per il susseguirsi del medesimo giro note.
Fino a questo punto il disco risulta avere una propria originalità, se non che le tre canzoni che seguono lasciano l’ascoltatore nella stessa atmosfera. Un po’ per la centralità eccessiva, a livello sonoro, di voce e chitarra; un po’ per le idee melodiche simili, che risultano apprezzabili e gustose in “The Louder” giocate con il piano; stemperate con l’arrangiamento del flauto in “A sparrow song”; stancanti nell’impostazione, che non muta ancora, in “A room for these”.
“Blue light room” concede uno stacco rispetto alle precedenti, non un capovolgimento (non richiesto e che stonerebbe con il resto del disco), ma quantomeno una differente pulsazione della batteria. Anche l’avvio estremamente alla Nick Drake di “Need no pony” porta un po’ fuori dal cerchio che si stava facendo asfissiante.
L’attacco sui timpani apre in modo ancora differente “Fundamental Tom”, in modo anche originale, ma è proprio questa la grossa pecca del disco.
Preso singolarmente ciascun brano è dotato di originalità e di una cura estrema del particolare, non solo relativo all’arrangiamento, ma anche alla scelta degli strumenti, e nella cura di ogni aspetto della canzone. Preso per intero però l’album suona monocorde, monotono, la cura ossessiva del particolare svanisce dal momento in cui si prende in esame il contenitore più grande. A fine disco insomma l’impressione che rimane nell’ascoltatore non sono quei tanti e pregevoli piccoli accorgimenti che aprono i brani, ma i molti minuti che sembrano seguire lo stesso percorso.
I brani di “In circle” insomma sembrano i raggi di un cerchio, pur partendo da punti diversi arrivano tutti allo stesso centro.

Track List

  • Primer|
  • A partridge|
  • The louder|
  • A sparrow song|
  • A room for these|
  • Blue light room|
  • Need no pony|
  • Fundamental Tom|
  • The looking box|
  • This beats