TAJMO<small></small>
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Taj Mahal & Keb` Mo` Band

TAJMO

2017 - CONCORD
05/06/2017 - di
Taj Mahal nome d’arte di Henry Saint Clair Fredericks nato ad Harlem, New York, il 17 Maggio 1942 e Keb’Mo’, nome d’arte di Kevin Moore nato a Los Angeles, California il 3 Ottobre 1951 sono per nostra fortuna approdati ad una storica collaborazione con questo nuovo favoloso album intitolato semplicemente Tajmo.  

Di Taj Mahal, oggi splendido omone 75 enne non ho bisogno di raccontarvi la sua illuminante carriera già presentata su Mescalina mentre di Keb’ Mo’, oggi 66 enne ed in un certo modo discepolo di Taj Mahal, ricordo la sua collaborazione con Playing for Change, un progetto musicale internazionale e multimediale, 14 album all’attivo come solista tra il 1980 ed il 2015 e un disco Just like you del 1996 che ha vinto un Grammy Awards come Best Contemporary Blues album dell’anno. Ke’ Mo’ ha vinto altri Grammy Awards nel 1999 e nel 2005 a conferma di un artista di grande spessore artistico.

Tajmo è sorprendente per come con una facilità estrema i due che sembra si conoscano e suonino assieme da sempre, sanno spaziare nelle 11 canzoni contenute nell’album dal soul al blues dalla musica africana ad un brano degli inglesi Who, dalle atmosfere caraibiche e hawaiane a quant’altro. Due voci formidabili che si alternano nei vari brani, quasi tutti scritti da Kevin Moore alias Keb’ Mo’ con l’aiuto in certi casi di Taj Mahal.

L’iniziale Don’t leave me here, un blues energetico scritto da Keb, Taj e Gary Nicholson, in apertura, é il chiaro esempio della strana coppia che ci delizia subito con una canzone assai colorita ed intensa per suoni e voci, il primo verso è cantato da Taj e il secondo da Keb’ Mo’ con Billy Branch all’armonica e i fiati che accentuano il ritmo.  Non un disco di blues canonico, anzi tutt’altro, ciò che rende ancora più interessante TajMo sono proprio le sonorità differenti, svariate, multicolori, multietniche, poco ortodosse e difficilmente etichettabili.

She knows how to rock me è di William Lee Perryman, un bluesman più conosciuto come Piano Red o in seguito come Dr. Feelgood, noto pianista e compositore della Georgia(1911-1985), un rockabilly/rock and rolll portato al successo da Carl Perkins nel 1958 e da Little Richard, qui in una versione oserei dire ballabile e orecchiabile ma divina.

All round the world di Keb’ Mo’ vede un coro di otto cantanti in grande spolvero con Quentin Ware già nella Delbert Mc Clinton band aggiunto alla sezione fiati ed in un assolo di tromba fenomenale e con il canadese Colin Linden la mandolino. Brano solare, sole mare e caraibi alla mente.

Om sweet om è firmata a tre da Keb’ Mo’, John Lewis Parker e Om Johari. Parker era un membro della band di Papa John Creach chiamata Zulu ed in cui debuttava un giovane Kevin Moore poi diventato Keb’ Mo’ alla chitarra ed ad esempio nell’album di Papa John Creach & Zulu intitolato Playin’ my fiddle for you pubblicato dalla Grunt/ Rca nel 1974. Aggiunti qui ci sono illustri ospiti come Lee Oskar degli War all’armonica, Joe Walsh degli Eagles alla chitarra e Phil Madeira alle tastiere.

Om sweet om è il brano che mi convince di meno, forse troppo easy, una ballata bluesy agrodolce con la voce scontata di Lizz Wright (cantante gospel e jazz della Georgia) e sonorità fin troppo vellutate, forse poco adatte a due veri bluesmen.

Shake me in your arms è un’altra riuscitissima cover di un brano di William Lee Billy Nichols un chitarrista e cantautore soul nonché produttore di rap. Non mancano i fiati a deliziare il pezzo con Quentin Ware alla tromba, il sassofonista Jovan Quallo e il trombonista Roland Barber in una versione dannatamente e squisitamente soul e funky-blues con un Taj Mahal sempre più sornione. 

That’s who I am è siglata da Keb’ Mo’ con Al Anderson che ricordiamo era un membro degli NRBQ e con il compositore country Leslie Satcher. Keb’ Mo’ al wurlitzer, Michael B. Hicks all’organo hammond B3, Colin Linden al mandolino e la sezione fiati sempre in agguato. 

Diving Duck blues di Sleepy John Estes è invece essenzialmente suonata acustica in duo con le rispettive chitarre ed è il brano che più rispecchia i canoni del country-blues. Taj Mahal l’aveva già pubblicata come singolo nel 1971 per la Cbs/Columbia e nei suoi dischi solisti, il suo primo LP Taj Mahal del 1968 e in The Real thing del 1972.

Sorprendente la versione di Squeeze Box che letteralmente significa fisarmonica, un brano scritto per gli Who da Pete Townshend e pubblicato come singolo e nell’album The Who by numbers nel 1975 ed é qui in a versione armoniosa, eccellente, piacevolissima con Joe Walsh aggiunto alla chitarra, due fisarmoniche suonate da Jeff Taylor e Phil Madeira (rhythm accordion)  qui in un pezzo dal ritmo e sapore caraibico e le parole della canzone assai eloquenti, Mama got a squeezebox and daddy don’t sleep at night.

Ain’t nobody talkin’ é composta da Kevin Moore e John Lewis Parker con Keb‘ Mo’ sia alla chitarra acustica che elettrica in un rhythm and blues assai ritmato.

Soul (Soweto) è firmata a due da Kevin Moore e Taj Mahal. In evidenza la sezione fiati con l’aggiunta di Nestor Torres qui in un assolo di flauto con Keb’ Mo’ alla chitarre (molteplici chitarre) e Taj Mahal al banjo e ukelele.  Un brano con radici africane e dove Taj Mahal si diletta nel citare uno svariato numero di città e cittadine di tutto il mondo virtualmente unite nell’anima musicale e con una grinta ed una voce stellare, armoniosa, spettacolare, fenomenale.

Waiting on the world to change in chiusura è invece una cover di un brano di John Meyer con Keb’ Mo’ (chitarra, basso e percussioni) e Taj (chitarra acustica) che si presentano in duo con soltanto l’aggiunta di Bonnie Raitt nei cori. Waiting on the world to change é un singolo estratto dal terzo album di John Meyer Continuum del 2006 e che nella sua versione originale ebbe un enorme successo scalando le classifiche di Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Olanda e Nuova Zelanda.

Due splendidi artisti, due grandi interpreti, una manciata di ottime canzoni, una performance davvero toccante e di rilievo sotto tutti i punti di vista per un disco davvero imperdibile.

Track List

  • Dont’ leave me here
  • She knows how to rock me
  • All around the world
  • Om sweet om
  • Shake me in your arms
  • That’s who I am
  • Diving duck blues
  • Squeeze Box
  • Ain’t nobody talkin’
  • Soul
  • Waiting on the world to change