Here come the miracles<small></small>
− Cantautore, Rock

Steve Wynn

Here come the miracles

2001 - BLUE ROSE RECORDS / INNERSTATE RECORDS
31/10/2001 - di
Domanda: è possibile produrre ancora qualcosa che suoni fresco, vigoroso e genuino con una chitarra elettrica e con una rock band?
Per quanto questo strumento e questo genere siano stati ampliamente sondati e prosciugati, la risposta rimane affermativa, fortemente affermativa se avete occasione di ascoltare l´ultimo disco di Steve Wynn, "Here come the miracles". Miracolo, appunto, perché chi se lo aspettava un album doppio di tale spessore? Chi immaginava tanta grinta, tecnica e brividi?
Certo, la scrittura e il talento di Steve Wynn non sono mai stati in discussione e nemmeno quel suono del "Paisley underground" che con gli anni è diventato sempre più suo e sempre più personale. Pareva che il meglio fosse venuto dagli anni furenti dei Dream Syndicate per continuati con risultati altalenanti ora con i Gutterball ora a suo nome. Invece Steve Wynn se ne esce con un disco che è un capolavoro, non tanto perché contenga qualcosa di innovativo, ma perché ci restituisce la compattezza e la profondità di un rock sempre più raro.
Diciannove pezzi che alternano ballate a spinte improvvise, vigorose, suonate con uno spirito punk ancora affamato.
Già dalla copertina si può intuire la direzione dell´album: un cuore che sanguina su un piatto di un giradischi e un titolo che con gli ascolti non si rivela affatto presuntuoso.
Si comincia con una chitarra distorta e si finisce con un´ampia ballata carica di speranza ("There will come a day") che ricorda i tempi di "Song for the dreamers".
In mezzo c´è un hard rock psichedelico ("Sustain") con Howe Gelb che fa impallidire i Motorpsycho, c´è una ballata struggente ("Shades of blue") tra passato e presente, ci sono lenti impolverati dal vento del deserto californiano ("Blackout", "Drought", "Charity"), un rock´n´roll alla Bo Diddley ("Strange new world"), punk songs al fulmicotone ("Crawling misanthropic blues", "Watch your step") e dei giri blues mascherati dal sorriso esperto e smaliziato di chi ha macinato miglia e miglia di rock ("Let´s leave it like that", "Topanga canyon freaks").
"Southern California line" ha l´andamento maestoso dei Crazy Horse, ma è tutto il disco a proporre Steve Wynn come nuovo modello per le giovani band che possono buttarsi anche sulla recente ristampa di "The days of wine and roses". Oppure sugli otto minuti della lentissima "Good and bad", squarciati da un lacerante assolo del nostro che si ripete poi accendendo la miccia dell´incessante "Smash myself to bits".
Wurlitzer, piano, organo (Chris Cacavas), banjo elettrico, pedal steel (Craig Schumacher), vibrafono (John Covertino), armonica (Howe Gelb), basso (Dave DeCastro), batteria (Linda Pitmon) e tante, tante distorsioni (Chris Borkaw) faranno amare questo disco non solo ai rockers, ma anche a tutti quegli spasimanti della tecnica troppo spesso costretti a perdersi nei meandri dell´heavy metal.
Alla fine, non è Steve Wynn, ma il rock che torna ad essere un miracolo.


Discografia:

STEVE WYNN DISCOGRAPHY

Kerosene Man Rhino 1990
Dazzling Display Rhino 1992
Take Your Flunky & Dangle Innerstate Records 1993
Fluorescent Brake Out / Mute Records 1994
Melting In The Dark Zero hour 1996
Sweetness And Light Zero Hour 1997
The Suitcase Sessions Return To Sender 1998
Take Your Flunky And Dangle Innerstate Records 1998
My Midnight Blue Rose / Zero hour 1999
Here come the miracles Blue Rose / Innerstate Records 2001

Track List

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