Piano solo<small></small>
− Italiana, Jazz

Stefano Bollani

Piano solo

2006 - ECM
06/10/2006 - di
Decisamente interessante questo nuovo disco del pianista toscano Stefano Bollani.
Dopo l’uscita de “I visionari” torna con un album, questa volta solista, meno sperimentale e forse meno jazz.
Questo “Piano solo” infatti, pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca ECM di Manfred Eicher (progetto in qualche modo messo in cantiere da quando si sono conosciuti, ovvero durante la registrazione di “Easy living” di Rava), ci presenta un Bollani in qualche misura diverso da quello a cui si era abituati. Il risultato è un disco compatto che scorre fluido un brano dietro l’altro, aperto da una delicatissima e malinconica “Antonia” di Antonio Zambrini e inframezzato da quattro improvvisazioni libere.
L’avvio del disco può dunque sembrare anomalo perché meno ironico e istrionico nell’approccio al piano e nel linguaggio jazzistico usato. Lo si può ascoltare proporre un’improvvisazione su di un brano di Prokofiev, più precisamente l’improvvisazione è basata sul tema dal Concerto per Piano N. 1, Andante assai. Arrivare poi al tango di “A media luz” di Edgardo Donato e Carlos Cesar Lenzi e scaricare le mani nell’ultima libera improvvisazione.
Un disco che a primo impatto suona più serio ed ingessato, per poi lasciarsi scoprire, anzi riscoprire, sotto lo strato dell’ottima interpretazione pianistica il Bollani di sempre, creativo, non impostato, in grado di dar forma, di mescolare insieme tutti i suoi studi e i diversi approcci con cui ha imparato a guardare lo strumento.
Questa è la grande prova che Bollani continua da anni a dare ai suoi fans e devo dire che in questo disco solista emerge con la stessa forza degli altri: mette in mostra tutta la sua tecnica ed il suo trasformismo pianistico con ironia ed un piglio divertente passando dalla schematicità della sua formazione classica alla libertà del jazz al pop che per anni ha frequentato.
Ecco allora nel disco vederlo passare dal già citato riarrangiamento del brano di Prokofiev allo standard jazz “For all we know”, al rag di Scott Joplin “Maple leaf Rag” giocandoci parecchio intorno con l’improvvisazione e chiudere con “Don’t talk” dei Beach Boys.
Nel nostro editoriale del maggio 2006 si era già avuto modo di parlare del ruolo che il pianoforte solista sta occupando all’interno della scena popular. Questo disco di Bollani forse ne rappresenta al meglio l’espressione. Nelle sue mani il pianoforte viaggia per vari lidi imprimendo sempre qualcosa di proprio, senza mai lasciarsi trascinare.

Track List

  • Antonia|
  • Impro I|
  • Impro II|
  • On a theme by Sergey Prokof’ev|
  • For all we know|
  • Promenade|
  • Impro III|
  • A media luz|
  • Impro IV|
  • Buzzillare|
  • Do you know what it means to miss New Orleans|
  • Còmo fue|
  • On the street where you live|
  • Maple leaf rag|
  • Sarcasmi|
  • Don’t Talk

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