Carioca<small></small>
− Italiana, Jazz

Stefano Bollani

Carioca

2008 - Emarcy
28/07/2008 - di
“Suona come un Dio, è incredibile …”. A dirlo è Caetano Veloso dopo averlo invitato a salire sul palco per duettare con lui in alcuni pezzi dell’ultimo album di questo “famoso promettente pianista estroverso”, in una afosa serata di Umbria Jazz.
Stefano Bollani , il pianista milanese-fiorentino così “casual e istrionico” da calarsi con entusiasmo in ogni progetto ed uscirne vittorioso, torna ad incantare con un disco madido di essenze, spore e fragranze del mondo brasiliano; di quel Brasile dietro l’angolo, possiamo dire minore, prendendo in mano e tasto “Choro” e “Sambinhas” e tormentadoli in plus valore con la tecnica consumata di un vecchio piano-man delle sale da ballo degli anni trenta.
“Carioca” è l’album del calore, della felice amarezza, della scossa elettrica, nel quale Bollani – accompagnato dai fedelissimi “Visionari” Mirko Guerrini e Nico Gori e dai musicisti brasiliani Marco Pereira, Jurim Moreira, Jorge Helder e Armando Marçal – ricrea il “tipico” vestendolo di “informale”. Si immerge nei ventricoli della tradizione brasiliana, da Ary Barroso a Moacir Santos, con tutta la sua limpidezza gioiosa-malinconica senza mai cadere nei parametri dolciastri dell’esotismo e dell’immaginario popolare, tanto da restituirci un tratto inedito e per certi versi sorprendente di questo bizzarro quanto grande pianista.
Un disco che anima l’anima – dicevamo minore, meno conosciuta - del Brasile dei barrios, che reinterpreta l’agrodolce di Nelson Cavaquinho, Chico Barque, Pixinguinha – da non perdere le strepitose rivisitazioni del samba anni ’50 di “A hora de Razào” di Zè Ketti, il post-bossanova di “Valsa brasileira” di Edu Lobu e il dolce “Samba e amor” del mitico Barque. Tra le eccellenze che brillano anche il raffinato soft di sax di Zè Nogueira.
Una grande ricerca, quella di Bollani; non di superare sè stesso, ma di andare a origliare oltre la Bossa-Nova, di sondare il suono originale e poco conosciuto del Samba e del Choro, di portarlo a conoscenza fuori dai confini, di estrapolarlo non come mero fenomeno da inserire in nuove partiture orchestrali, ma come recupero di vere e proprie opere d’arte fondamentali della sconfinata tradizione popolare brazileira.
Jazz, istrionismo, poesia e Brasile, vivono, convivono, si fanno adulare dalla tastiera in bianco e nero di questo artista già conteso da mezzo mondo; il modus sinuoso del piano, del suo Tico Tico che ricongiunge la vecchia alla nuova guardia autorale (Zè Renato e Monica Salmaso), di quel tropicalismo povero e verace, fuori dalle rotte soniche da cartolina, che affascina. Affascina dal suo venire “lontano” e passare – attraverso “Carioca” – da noi, non prima di aver toccato cuore, cervello, emozione, sudore, gioia e piacere. Un’altra gemma che il Bollani Carioca fa circuitare per le vie della bellezza, con nonchalance di chi da apprendista si è tramutato in stregone.

Track List

  • Luz negra|
  • Ao romper da aurora|
  • Choro sim|
  • Valsa brasileira|
  • A voz no morro|
  • A hora de Razào|
  • Seguera ele|
  • Doce de coco|
  • Folhas secas|
  • Il domatore di pulci|
  • Samba e amor|
  • Tico tico no fubà|
  • Caprichos do destino|
  • Na baixa do sapateiro|
  • Apanhei-te cavaquinho|
  • Trem das onze

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