The 1960 Time Sessions with George Duvivier and Max Roach<small> [<strong>Ristampe</strong>]</small>
Jazz Blues Black − Jazz − Hard Bop

Sonny Clark

The 1960 Time Sessions with George Duvivier and Max Roach [Ristampe]

1960 - Tompkins Square / Distr. Cargo Uk
05/03/2018 - di
Sgombriamo il campo da eventuali dubbi. Questo album, inciso il 23 Marzo del 1960 è quello apparso originariamente come Sonny Clark Trio (Time Records ), uscito anche con il titolo di Blues Mambo, è, senza alcun dubbio una pietra miliare dell’Hard Bop. Un genere che è l’evoluzione del Bop che raggiunto ormai l’apice a metà degli anni cinquanta, dove gli elementi melodici, armonici e ritmici, frutto di pura sperimentazione iniziale, avevano finito per definire i contorni entro i quali collocare questo sottogenere del Jazz. In sostanza una ricerca di semplicità che “portasse” ad una diffuzione più ampia un genere che sembrava riservato ad una parte ristretta della popolazone di colore. Sforzo ancor più comprensile se entriamo nell’ottica temporale in cui questo cambiamento avviene, metà degli anni cinquanta come si scriveva poco sopra, quando l’America è nella fase in cui c’è la presa di coscienza dei diritti che porterà, una decina di anni dopo alla marcia che da Selma porterà a Montgomery, oggetto anche di un bellissimo film di qualche anno fa. Nell’Hard Bop diventano evidenti le influenze del Blues, dell’R&B, e tra i musicisti di riferimento vanno certamente annoverati gicìganti come Art Blakley, John Coltrane, Miles Davis, Horace Silver, Sonny Rollins solo per citare una minima parte di coloro che hanno reso immortale questa musica. Conrad Yeatis “Sonny” Clark, nasce a Herminie, in Pennsylvania, una piccola città mineraria. I genitori sono originari di Stone Mountain, Georgia, con iI padre minatore muore a causa di una grave malattia polmonare a sole due settimane dopo la nascita di Sonny, ultimo di otto figli.

A 12 anni si trasferisce a Pittsburgh e, ormai ventenne, va in California, dove inizia a lavorare con il sassofonista Wardell Gray e Art Pepper, per poi passare al fianco di Oscar Pettiford e dal 1953 fino a gennaio 1956 diventa il pianista di Buddy DeFranco, con il quale gira gli Stati Uniti e l’Europa partecipando anche all’incisione di alcuni album del clarinettista. Le influenze evidenti sono quelle di Bud Powell. Il nome di Clark inizia a diffondersi tra critica ed appassionati, ed a questo proposito giova ricordare lo splendido album di Sonny Criss Plays Cole Porter (1956), al cui successo contribuisce in maniera sensibile Sonny Clark. Nel 1957  muove verso New York, accompagnando Dinah Washington, quindi Stan Getz, che all’epoca faceva base allo storico locale Birdland (sorto nel 1949, nel quale si esibì Charlie Parker all’apertura), per approdare al cospetto di Sonny Rollins che lo chiama per incidere The Sound Of Sonny (Riverside Records). A quel punto Clark è pronto per dare un seguito alla sua cariera discografica, che al momento lo vedeva due album usciti qualche anno prima come The Sonny Clark Memorial Album (1954) e Oakland 1955, entrambi registrati dal vivo, ed ecco arrivare una gemma come Dial “S” For Sonny (1957), uscito per la Blue Note Records. Il 23 Marzo 1960 Clark è ai Capitol Studios di New York, insieme a Max Roach alla batteria, e George Duvivier al contrabbasso per registrare il disco oggetto di questa recensione.

Disco che segna decisamente la carriera di Clark, grazie ad una consapevolezza delle proprie capacità musicali acquisite dal nostro nel corso degli anni. Il suono è personale, maturo, ricco. L’esempio di My Conception, lirica e romantica, credo possa rendere bene l’idea di quanto testè affermato. Oltremodo in questo disco appaiono, per la prima volta composizioni provenienti dalla penna di Clark. Splendido il tocco raffinatisismo e delicato nella spettacolare Nica, dedicata alla baronessa Nica de Koenigswrter che ebbe ad incoraggiare decini di musicisti Jazz, incluso Sonny. Mirabile è la fusione tra Blues e Mambo. Gà, perchè se il Blues è un elemento costante nella music adi Clark, è sorprendente come si innesti un genere così lontano come il Mambo all’inizio ed alla fine del pezzo, che ovviamente s’intitola Blues Mambo. E a tal senso vi invito all’ascolto di Blues Blue, un moderno Blues, dominato dal pianismo di Clark e dal formidabile contrabbasso di Duvivier. Un pezzo dallo stampo classico eppure modernissimo. Destano meraviglia le magiche atmosfere che riescono a crearsi tra i tre musicisti coinvolti che sembrano essere completamente immedesimati nella realizzazione di un’album che, nonostante risulti splendido, all’epoca non riscosse un successo pari alle aspettative, specie da parte della critica che, pur considerandolo positivamente, non riusci a comprederne appieno la grandezza. Rivalutazione giunta postuma, tanto da spingere la benemerita Tompkins Square Records a ristampare in vinile questo capolavoro, aggiungendo sei pezzi, take diverse delle canzoni finite sul disco definitivo, che aggiungono colori diversi ed intriganti, elevando consapevolmente The 1960 Time Sessions al degno status di album capolavoro.

Per chi fosse curioso Sonny Clark Trio, nella sua forma espansa con quattro alternate take (invece delle sei aggiunte a questa edizione), può trovarlo su Spotify.

Poco meno di tre anni dopo, il 13 Gennaio 1963, Clark lascerà questo mondo, a causa di un’attacco cardiaco, dopo aver combattuto l’anno prima contro la tossicodipendenza. Alla sua grandezza, Bill Evans dedicherà una pezzo stupendo conìme N.Y.C.’s No Lark che apparirà nel seminale Conversations With Myself.



Track List

  • LP 1 - Side A
  • Minor Meeting
  • Nica
  • Sonny‚Äôs Crip
  • Blue Mambo
  • LP 1 - Side B
  • Blues Blue
  • Junka
  • My Conception
  • Sonia
  • LP 2 - Side A
  • Nica (take 2)
  • Sonia (take 3)
  • Minor Meeting (take 10)
  • LP 2 - Side B
  • Junka (take 1)
  • Nica (take 4)
  • Minor Meeting (take 9