Unconscious Oracle<small></small>
Italiana − Alternative

Snow In Damascus!

Unconscious Oracle

2018 - DreaminGorilla Records
28/06/2018 - di
Gli Snow in Damascus!, italianissima band di Città di Castello, deve il suo nome a un personaggio di Zeitoun, libro di Dave Eggers. In questo romanzo la moglie del protagonista, nel momento stesso in cui perde ogni speranza di ritrovarlo vivo, si ritrova a pensare a come ricostruire un futuro per sé e i suoi figli. Le viene in mente la prima volta che ha visitato Damasco, luogo d’origine del marito, e il senso di stupore provato vedendo la neve cadere. La nascita della band per molti dei componenti è stata un punto di ripartenza. 

Oggi, nel 2018, ripartono con un nuovo album che nasce a quattro anni di distanza dal precedente Dylar, titolo anch’esso tratto da un romanzo, nello specifico è il nome dal farmaco che potrebbe alleviare la morte in Rumore bianco di Don DeLillo. Il loro nuovo lavoro Unconscious Oracle, uscito il 19 gennaio per DreaminGorilla Records, ci parla del binomio vista/cecità e di quale sguardo porre sul mondo: “In un momento in cui il guardare e il farsi guardare stanno diventando elementi così centrali e invasivi nel nostro modo di vivere, l’esercizio della discrezione parte forse anche dal sospendere quest’ossessione per la visione: non a caso il pezzo con cui il disco si chiude è “Make Me Blind”.”

Unconscious Oracle è un disco che è stato definito da molti electrofolk/folktronic, e shoegaze. Io l’ho trovato 100% new age con sonorità eighties che, sopratutto in alcune sfumature della voce e nell’uso dei synth, mi hanno ricordato i Depeche Mode. Ho trovato pochissimo folk a discapito di qualche “sbandata” in sonorità più pop, soprattutto in brani come “Vultures" e “No Details”. Il pezzo migliore, a parere mio, è sicuramente la title track con cui si inaugura il disco, a metà canzone c’è un bellissimo passaggio quando entrano i beat elettronici in contrapposizione con la chitarra che apre il pezzo.

Nel complesso il disco, composto da dieci tracce, è molto omogeneo e rilassante, al suo interno ruota tutto intorno agli arrangiamenti, la voce è per lo più un contorno infatti i beat computerizzati, il cantato ripetitivo e l’uso dei synth prevalgono a discapito della dinamicità tanto che alla fine l’album rischia di sembrare un po’ noioso.

 

Track List

  • Unconscious Oracle
  • Vultures
  • Fade Away
  • Still Astral Trip
  • No Details
  • Will
  • Guilty Brain
  • Cherry Tree
  • Falling Upwards
  • Make Me Blind