What nature intended<small></small>
− Pop, Americana

Shane Fontayne

What nature intended

2003 - MILE END RECORDS
12/11/2003 - di
Shane Fontayne è conosciuto per aver fatto parte della band che ha suonato con Bruce Springsteen negli anni ‘90. In realtà la sua carriera è colma di collaborazioni prestigiose, in studio e dal vivo, con gente come U2, Paul Simon, Lone Justice, Bryan Adams, Rod Stewart, ma anche con cantautori meno noti come Steve Forbert, Marc Cohn, Rees Shad.
Un curriculum del genere farebbe pensare ad un solido chitarrista rock, cosa che Fontayne è, ma non solo, come ci dimostra “What nature intended”.
Shane esordisce come solista all’età di 49 anni e, con la freschezza di un ragazzino, rivela un’animo musicale aperto, in piena evoluzione: giustamente nel booklet campeggia un’immagine con la scritta “changed priorities ahead”. E, dopo anni di illustri collaborazioni, Fontayne dà finalmente priorità alla sua musica.
“What nature intended” è il risultato di quanto assimilato nel corso degli anni, ma non è un album propriamente rock: non ci si attenda un suono da E-Street Band, perché qua il rock compare solo a sprazzi.
Il chitarrista inglese, ormai da anni trapiantato negli States, recupera la lezione dei Beatles, che sono stati il suo punto di partenza, per costruire un pop raffinato ed evoluto, tutt’altro che mascolino.
Strumentista e autore, ma più che altro alchimista, Fontayne è riuscito ad amalgamare un pop cantautorale con suoni ed arrangiamenti ricercati, che sfiorano anche la jazz-song grazie alla presenza dell’amico trombettista Chris Botti: esemplare in questo senso è l’eleganza di “Serenade” e “Marlene”.
Il maggior pregio di Fontayne è di essere riuscito a trasporre la sua virtù chitarristica in un lavoro di interpretazione e di produzione: ne è prova il fatto che la varietà di stili non nuoce all’album, ma lo arricchisce. La base è quella di una ballata acustica vellutata che poi viene elaborata: volendo dare dei riferimenti riconsocibili, pensate a cosa sarebbe diventata “And I love her”, se fosse stata suonata nelle sessions di “Strawberry fileds” o di “Abbey road”.
Gli episodi meno riusciti sono paraddossalmente quelli in cui la chitarra elettrica torna in primo piano come nell’esercizio di manipolazione di “Bubble and squeak” e nell’arrischiata “Voodoo in the house”, ma tutto l’album gode comunque di un’approccio panteista per cui anche gli arrangiamenti “lontani” vengono assimilati.
Mandolino, lapsteel, nylon string guitar, wurlitzer, tabla, loops, tuba, tromba, clavinet, cori aleggiano nelle canzoni come bolle di sapone e anche il canto di Fontayne si dimostra all’altezza, lievitando come incenso.
“What nature intended” è una piccola epifania, che ci svela un artista completo, angelico cittadino del mondo.

Track List

  • Weight of the World|
  • Little Napoleons|
  • Cut From The Same Cloth|
  • Spin It|
  • Serenade|
  • Marlene|
  • So High|
  • Bubble and Squeak|
  • It´s Only Love|
  • Weigh Down Into Gold|
  • Burmese Inertia|
  • There´s Only Room for Me|
  • Voodoo in the House|
  • You´ll Never Know

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