Nero di seppia<small></small>
− Italiana, Cantautore

Scraps Orchestra

Nero di seppia

2007 - Manifesto
25/02/2008 - di
Quella di Stefano Boccafoglia e compagni è proprio un’orchestra atipica, con l’accento sulla “O” iniziale, cosa già di per sé rara nelle cadenze della lingua italiana.
Eppure la Scraps Orchestra non è un ensemble esterofilo, anzi, è profondamente italiano e anche questo nuovo “Nero di seppia” è ben radicato nella tradizione, nella storia e nella realtà del nostro paese.
La diversità sta nell’andare oltre quello che è il livello medio nazionale e nell’addentrarsi in un campo che non è solo musicale, ma anche sociale. Inevitabile che così facendo si vada a scoprire un rimosso, a smuovere un terreno indurito sotto il quale sono rimasti sepolti fatti, uomini, ideali. In questa ricerca la Scraps Orchestra non è sola: vengono in mente i Tetes De Bois (tanto per citare un gruppo affine) oppure i tanti artisti (veri) incontrati in dieci anni di cammino.
Forti di questa compagnia, le canzoni di “Nero di seppia” cercano di far luce in un sottosuolo lasciato per interesse e per comodità all’oscuro dalla nostra coscienza di uomini e di popolo. I testi di Boccafoglia affrontano coraggiosamente il buio della bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano (“Dodicidicembre”), della morte di Pasolini (“Bagnasciuga”), della strage di Capaci (“Da casello a casello”) e in questi ci permettono di vedere le cause di una situazione priva di identità, di amor patrio e di solidarietà.
Quella della Scraps Orchestra non è però una lezione di storia, seriosa come quella di parecchi cantautori, ma un percorso di (ri)scoperta e di condivisione, in cui un ruolo importante è svolto dall’ironia.
Fondamentali sono ovviamente gli arrangiamenti che scavano alla pari dei testi utilizzando strumenti popolari (mandolino, fisarmonica, banjo, organetti) e colti (clarinetto, violino, violoncello e sax): l’insieme ha così la sincerità del miglior folk e la ricercatezza della musica da camera.
Tom Waits, Fossati e De Andrè sono sempre nell’aria, ma la scaletta è tanto vivace che i paragoni sono inutili e fuorvianti. Un ritmo reggae si annida sotto “Locale delle 21 e 45”; qualche loop rende ancora più netta la posizione di “Nudi alla meta”; slanci balcanici percorrono “Uomo di vento di est”; un andamento bandistico aumenta la coralità di “Heimat” poi disorientata dalle parti belliche de “Il cielo di Yuri”.
Tra gli ospiti ci sono Fausto Mesolella e Paolo Fresu ad arricchire ulteriormente il numero di sfumature da scoprire. Diciassette brani sono tanti, ma non avanza nulla e si chiude addirittura in crescendo con “Da casello a casello” e “Verde speranza”.
Con “Nero di seppia” la Scraps Orchestra ci mette di fronte al paesaggio oscurato dei nostri giorni. Tratteggiandolo però con storie e musiche ancora vive, calde, colorate.

Track List

  • Nero di seppia|
  • L´isola di Ellis|
  • Bagnasciuga (Pier Paolo, l´ultimo dei credenti)|
  • Nudi alla meta|
  • Locale delle 21 e 45, ferma in tutte le stazioni|
  • Donna lombarda|
  • Una donna|
  • Lifting|
  • Camera con svista|
  • Bravo, grazie|
  • Dodicidicembre|
  • Uomo di vento di est|
  • La staffetta (1945)|
  • Heimat|
  • Il cielo di Yuri|
  • Da casello a casello|
  • Verde speranza (in sella con Fabrizio Verde detto Bicio)

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