Make ready<small></small>
− Cantautore, Americana

Scott Gibson

Make ready

2003 - Hayden´s Ferry Records
01/02/2004 - di
Scott Gibson è un giovane cantautore texano, che già si era fatto notare con l’ep “Live sessions”.
“Make ready” è però il suo vero esordio: supera a pieni voti l’esame della lunga distanza e mette in campo tutte le doti di quello che si può definire il talento più fresco del roots-rock americano.
A guardarlo in copertina, questo giovanotto potrebbe farvi pensare ad uno dei patinati cantautori di Nashville o addirittura ad un Kenny G in versione cowboy: sguardo limpido, espressione fotogenica, ricciolo abbondante e ben coltivato. Dice molto di più la foto interna: una strada sterrata e una fattoria poste in un paesaggio rurale.
La musica di Scott parte infatti dalla migliore canzone d’autore texana (Willie Nelson, Waylon Jennings, Robert Earl Keen e Guy Clark) per proseguire sui territori affermati dell’Americana (Joe Ely, Jay Farrar). Non a caso Scott vive ad Austin e si fa accompagnare da esperti musicisti della scena texana.
Eppure lui non è solo uno dei tanti che si sono messi sulle tracce del country-rock: voce e scrittura sono quelle di un veterano che lascia cantare la sua voce senza pretendere di essere altro che se stesso.
“Make ready” è un disco equamente distribuito tra pezzi chitarristici full band e performance acustiche solitarie: quello che colpisce è come Gibson riesce a dosare le sue forze in entrambe le direzioni. Pur mantenendo la genuinità del country e del blues, le canzoni e la voce hanno un suono limpido e, per una volta, si può dire che pulizia e limpidezza non vanno a sfavore del rock.
Scott suona il basso, ma soprattutto sa gestire l’interpretazione: il suo è un rock ben modulato, con sferzate di swing e blues molto “Austin-oriented”. E, cosa che fa ancora più sperare nel suo futuro, dimostra di sapersi muovere con destrezza e varietà in tutti i risvolti del country-rock: se “Robin-On-Hudson” è un rock asciutto che ricorda il miglior Joe Ely, “Kripalu” fa venir voglia di alzarsi e di assecondare il ritmo battendo le mani.
Allo stesso modo nelle ballate Gibson gestisce pause e variazioni, dimostrando una personalità capace di sentire e di far sentire il pezzo: su tutte vale come esempio “Ballad Of The Balladeer”, una visione di se stesso e del futuro che il mondo della musica riserva a chi si ostina a battere il sentiero del rock onesto ed intelligente.
Per la sua freschezza, noi ci sentiremmo di consigliare “Make ready” a tutti quei giovani che tentassero di avvicinarsi al country-rock, ma non c’è molta gente ormai “who wants to hear the truth on Saturday night”. Se siete tra quei pochi, quella di Scott Gibson è una voce da sentire e da seguire con attenzione.

Track List

  • I Believe|
  • Make Ready|
  • Put Away The Blues|
  • Robin-On-Hudson|
  • Hand It Over|
  • Ballad Of The Balladeer (Saturday Night)|
  • Sunday Social|
  • I Can´t Tarry Long|
  • Kripalu|
  • The Hardest Part of Hurtin´ (Is The Hope)

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